SuperTV…:-P

Sky di Murdoch è stata la prima a introdurre, parecchi mesi fa, l’alta definizione in Italia, ovviamente sulla propria piattaforma satellitare a pagamento, introducendo per prima alcuni (pochi) canali, che trasmettono con risoluzione 1080i, in formato AVC/H.264 (con un bit rate a dire il vero non sempre altissimo, ma con una qualità a volte molto buona).

Lo standard relativo all’alta definizione satellitare è arrivato prima di quello relativo al digitale terrestre (comunque una tecnologia similissima), e solo Mediaset aveva annunciato una sperimentazione a riguardo. Al SatExpo 2008 però la RAI ci ha fatto una graditissima sorpresa, annunciando un nuovo canale che trasmetterà in HD (nello stesso formato di Sky) prima di tutto le partite di calcio di Euro 2008 (da quello che ho capito, però, solo quelle della nazionale saranno in HD), e successivamente anche altri eventi sportivi. La cosa interessantissima è che sarà totalmente free.

Certo, non è tutto ora quel che luccica: la trasmissione in HD sarà presente in pochissime zone del territorio, in pratica le due che attualmente hanno una copertura solo digitale (Sardegna e Valle D’Aosta), più Milano, Torino e Roma (e se pensiamo che qui ad Avellino la RAI è l’unico provider a non avere ancora attivato le trasmissioni digitali terrestri, possiamo capire quanto sia remota la possibilità di vedere anche qui questi contenuti in HD).

Intanto, nonostante i costi per gli apparecchi televisivi e quelli di proiezione domestici siano sempre più bassi (spesso con una cifra compresa tra 1000 e 2000 euro si può comprare un buon TV LCD Full HD (risoluzione 1920*1080) di dimensioni decenti), l’unico supporto HD domestico, il Blu-ray, stenta a decollare. Purtroppo, quando il formato era ancora in guerra con l’HD-DVD, la guerra dei prezzi garantiva abbassamenti sia per i supporti che per i lettori, mentre ora, dopo la sconfitta dell’altro formato e il monopolio del Blu-ray, c’è un totale stop di questo abbassamento e, anzi, in alcuni casi i prezzi sono perfino aumentati (la nota positiva, però, è che i DVD tradizionali invece costano sempre meno… :-P).

Rimanendo in ambito televisivo, ieri è partita, su Fox, la seconda, attesa, stagione di “Boris“, la serie TV italiana di cui ho già parlato in passato, con qualche novità (già dalla prossima puntata, oltre a Caterina Guzzanti, dovrebbe esserci anche Corrado “Fascisti su Marte” Guzzanti), e la carica comica di sempre. Assolutamente consigliata (intanto mi pare sia uscita la prima stagione in DVD).

Il 15 parte invece una serie da alcuni anche più attesa, la versione TV del film “Quo vadis, Baby?“, di Gabriele Salvatores (che della versione TV è il produttore, mentre il regista è Guido Chiesa), con l’interprete originale (la cantante/attrice Angela Baraldi). 6 episodi di 90 minuti (praticamente come vedere 6 film). Questa purtroppo non su Fox, ma su Sky Cinema 1, quindi… bisogna avere il pacchetto cinema per guardarla. Vi farò sapere che ne penso…! ;-)

PS. Un’altra serie che mi sta “prendendo” ultimamente è “I Tudors“, coi bravi attori Jonathan Rhys Meyers (visto recentemente in “Match Point” di Woody Allen) e Sam Neill (visto ad esempio ne “Il seme della follia” di John Carpenter e anche, ehm… in Jurassik Park… :-P). Va in onda su Mya (una delle pay tv Mediaset Premium, su digitale terrestre).

PPS. Con le 2 puntate di ieri, la quarta stagione di “Lost” è arrivata alla pausa. Si riprenderà il 23 giugno (sigh… :-P).

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Un modo in più di essere creativi musicalmente

Sto per scrivere qualcosa che farà storcere il naso a molti, e pensare a un’eresia a molti musicisti “tradizionali”. Ho parlato più volte, in passato, di come apprezzo la possibilità di creare musica (e altri contenuti “artistici”, anche in ambito cinematografico, ad esempio), ormai a prezzi sempre più bassi, ma con qualità sempre maggiore, anche, praticamente… “in casa propria”, grazie ai progressi degli ultimi anni i  ambito informatico e tecnologico in generale.

Credo di aver parlato inoltre, almeno una volta, di come apprezzi la possibilità di creare musica slegandosi dalle pratiche utilizzate (e considerate le uniche possibili) fino a qualche anno fa, impiegando anche tecnologie analogiche (elettriche) e digitali, magari non necessariamente in alternativa agli strumenti tradizionali, ma eventualmente insieme a questi. Non ci vedo niente di male, se è fatto bene, ad accoppiare una chitarra elettrica distorta a un pianoforte, o magari un dulcimer o un’arpa a qualcosa di digitale.

Beh francamente sono contento di tutti gli strumenti, amplificatori ed effetti digitali che stanno apparendo sul mercato (e non solo, ci sono anche quelli gratuiti) ultimamente. Si va da quelli che permettono di simulare fedelmente strumenti tradizionali (ad esempio costosissimi pianoforti a coda), come una fedeltà altissima, data da modelli fisici sempre più accurati, o magari strumenti elettrici/elettronici del passato e non (ad esempio ci sono simulazioni eccezionali di MiniMoog, Hammond, Rhodes, etc…), a quelli che permettono di avere suoni del tutto nuovi,  diversi da qualsiasi cosa ascoltata prima.

E adoro la possibilità di controllare i suoni prodotti da questi strumenti virtuali (disponibili sia come componenti hardware che come software da usare col computer, sempre controllabili via MIDI), come anche gli effetti e i simulatori di amplificazione, attraverso sistemi di controllo di ogni tipo, da quelli che riproducono la tastiera di un piano (anche con pesatura e tutto il resto), o anche una chitarra o basso, a quelli dotati solo di levette, potenziometri, fader, tasti da vario tipo, o quelli in cui bisogna far scorrere una specie di mouse su una piattaforma.

Tutto questo da a chi ha qualcosa da comunicare in musica, e la creatività per farlo, ulteriori modi per farlo, che si affiancano a quelli esistenti prima, per avere ancora maggiori possibilità (ogni nuova buona tecnologia di questo tipo va bene quando non sostituisce quello che c’era prima, ma vi si affianca, come la fotografia con la pittura, il cinema con la fotografia, la TV col cinema e la radio, internet con la TV, etc…).

Del resto, quando fu creato, qualche annetto fa, il mitico Theremin, che era qualcosa di incredibile per quei tempi (e in effetti, un po’ lo è ancora adesso…), fu visto di traverso da molti, ma fu adottato con entusiasmo da molti altri, e non parlo solo di compositori di colonne sonore di film di fantascienza degli anni ‘50 (avete presente gli speciali di Halloween dei Simpson…? ;-)), ma anche di musicisti con background assolutamente classici…

Vedo positivamente anche la possibilità di suonare, dal vivo, con programmini scritti per dispositivi portatili con touchscreen (magari multitouch), come il Nintendo DS e l’iPhone

PS. E’ partita anche in Italia current tv, sul web e su Sky…! :-)

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L’unico prodotto di Apple che sto iniziando ad odiare…

C’è un prodotto Apple (solo uno! :-P) che sembra quasi meraviglioso quando lo si vede per la prima volta, diventa molto bello appena lo si prova con mano, ma che, dopo anche solo un mesetto di utilizzo diventa: “che schifezza”!!! Se ne avete uno, sapete di cosa sto parlando: il Mighty Mouse!!!

Ha un design bellissimo, ed è tutto sommato comodo da usare, ma ha una serie di difettucci che lo rendono fonte di pesanti incazzature a partire da un po’ di giorni (dipende da quanto tempo lo usate) dopo l’acquisto.

  1. il riconoscimento dei due tasti “virtuali” sulla carta è una cosa bellissima, ma… non sempre funziona. Se non posizionate correttamente le dita e siete destri (come me), magari dopo ore e ore di lavoro, sarà facile che un tasto destro venga riconosciuto come sinistro (e più raramente anche il contrario). Questo comportamento c’è fin dall’acquisto, e non cambia col tempo.
  2. i due tasti laterali (che di fatto agiscono come un solo tasto) possono essere comodissimi (io li uso per la funzione Exposè di Mac OS X), ma… anche quelli portano qualche problema. I primi tempi sono un po’duri da premere, ma dopo un po’, appena si allenteranno un minimo, capiterà ogni tanto di premerli involontariamente
  3. [rullo di tamburi, questo è il più grande problema di tutti, quello che fa dimenticare tutti gli altri, quello che ha portato alla creazione di centinaia di guide e tutorial (anche in video, su YouTube) che spiegano come (cercare di) risolvere il problema, che comunque si ripresenta periodicamente] la pallina che sostituisce l’usuale rotellina di scorrimento verticale, e che ne permette anche quello orizzontale: un’idea bellissima, e comodissima; è comodissimo muoversi in un foglio di calcolo con tantissime colonne e righe, o in una immagine che si estende oltre i confini dello schermo, senza andare a toccare le barre di scorrimento della finestra; il probleMONE è che l’apertura dove è inserita la pallina lascia entrare di tutto, e dopo poco tempo dall’acquisto le rotelline che riconoscono il movimento della pallina sono così sporche che non funziona più lo scorrimento verso il basso (statisticamente quello più usato); a nulla servono tutti i sistemi di pulizia “esterni”, il problema non si risolve mai completamente, e comunque il problema si ripresenta… nel giro di uno-due giorni l’unica soluzione è allora quella di aprire il mouse, ma per farlo… bisogna di fatto romperlo, scollando la giuntura inferiore, accedendo così al mouse, con le parti microscopiche che rilevano i movimenti della pallina (e se li perdete…), e, dopo la pulitura, bisogna reincollare la parte inferiore (ma è più comodo non reincollarla, considerato che tanto nel giro di massimo un mese dovrete ripetere l’operazione… ;-)); nel mio caso, tra l’altro, ha anche smesso di funzionare la pressione della pallina come asto centrale (che usavo per richiamare i widget di Dashboard)

Con la versione wireless del mouse le cose non cambiano: il puntamento del mouse è migliore (in effetti quello del Mighty Mouse è buono, ma si è visto decisamente di meglio), dato che che al posto della tradizionale tecnologia ottica viene usato un puntamento laser, ma la parte relativa alla sferetta è esattamente la stessa del Mighty Mouse USB.

Che fare, quindi? Beh, io sto cercando da tempo un’alternativa, tra le proposte Logitech e Microsoft (non prendo in considerazione gli altri, per una serie di motivi…). Non è facile, considerando che i genere sono tutti mouse bruttini esteticamente, giganti oppure minuscoli, di plastica opaca brutta, spesso di colore nero o grigio, ruvidi, con diecimila tasti dedicati ai fissati dei videogiochi o a chi fa continuamente a gara a chi la fa più lontano, e ovviamente no hanno una sferetta con scorrimento a 360° (e, vista l’esperienza del Mighty Mouse, forse è una cosa buona, anche se è difficile tornare al solo scorrimento verticale, dopo aver provato anche quello orizzontale).

Una possibilità interessante che ho trovato è il Logitech V470 Cordless Mouse for Bluetooth. Come indica il nome, è Bluetooth, quindi si connette esattamente come il Wireless Mighty Mouse, non come i mouse senza fili diffusissimi sui PC che hanno bisogno di connettere un ricevitore a una porta USB. Inoltre, ha un sistema che sostituisce la pallina: è una tradizionale rotellina per lo scorrimento verticale, che però può essere premuta verso destra o sinistra (stile joystick) per avere uno scorrimento orizzontale (e ovviamente può essere anche premuta per funzionare come terzo tasto). In più, è disponibile in due colori, tra cui un bianco lucido che non fa rimpiangere troppo quello del Mighty Mouse e “va daccordo” con lo stile del mio MacBook (dimenticavo, ovviamente è compatibile anche coi Mac). Unica mancanza (a parte lo scorrimento orizzontale che funziona diversamente rispetto al Mighty Mouse), non ha un tasto addizionale che posso configurare con Exposè (ma magari, se si può configurare in modo che premendo due tasti insieme si attiva Exposè, va bene lo stesso… :-P). Il prezzo è inferiore a quello del Mighty Mouse Wireless (e anche a quello del Mighty Mouse standard…).

Eccolo:
http://www.logitech.com/index.cfm/mice_pointers/mice/devices/3287&cl=it,it

Sarebbero molto graditi pareri da chi magari l’ha provato (come per le tastiere, sono molto esigente in ambito mouse), o magari suggerimenti di possibili alternative (e sono sicuro che tra gli utenti Mac sono in molti ad aver cercato una alternativa al Mighty Mouse, anche se magari a malinquore…).

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Finalmente…

Finalmente Apple, con un aggiornamento software automatico per Mac OS X, ha rilasciato una nuova versione di Java, che per la prima volta include anche Java 6. Notare quell’”anche”. Effettivamente l’aggiornamento include la “nuova” versione (che per Linux e Windows era disponibile da molto tempo), ma non elimina la versione precedente, e dopo l’aggiornamento la versione usata, a meno di non selezionare espressamente la nuova rimane comunque la precedente. Quindi… attivate la nuova, dalla cartella Java, tra le Utilità, selezionando Preferenze Java (da qui potete impostare sia la versione da usare per le applet Java nelle pagine web, che quella da usare con programmi Java). Potete verificare la versione di Java attiva da Terminale, col comando:

java -version

Tenete presente che, come per Linux e Windows, non esiste una versione del plug-in Java per i browser internet a 64 bit, e la versione di Java 6 per Mac OS X è solo a 64 bit, quindi sia con Safari che Firefox vale comunque la pena di lasciare impostata la versione precedente (altrimenti viene comunque usata quella).

In effetti è comodissimo, oltre al fatto di non doversi preoccupare di scaricare manualmente diverse versioni di Java e controllare di avere sempre l’ultimo aggiornamento, anche il fatto di poterne avere diverse versioni installate, potendo scegliere con un click quale usare, sia per le applet web che per i programmi standard (io ho impostato la versione 6 a 64 bit per i programmi, e la 5 a 32 bit per le applet).

Oggi Apple ha anche aggiornato la propria linea di computer, sostituendo la gamma iMac con nuovi modelli, uguali esteticamente, ma più potenti (in alcuni casi anche non di poco), e a prezzo più basso (mediamente i vari modelli costano circa 200 euro in meno rispetto ai corrispondenti modelli precedenti). In sordina, è stata anche ritoccata la gamma Mac mini, non aggiornando i computer, ma abbassando i prezzi, rendendoli decisamente appetibili, anche rispetto a quella specie di clone Mac di cui parlavo qualche giorno fa.

Perché “quella specie di clone Mac”? Beh, perché a quanto pare non si possono neanche definire cloni Mac. Stanno arrivando i primi esemplari a chi li aveva ordinati con Mac OS X preinstallato e, stando ai primi filmati diffusi in rete, non sono altro che normali PC assemblati, con un normale BIOS, e non il firmware EFI usato dai Mac (o qualcosa di compatibile), con presumibilmente una delle note versioni di Mac OS X modificate (illegalmente…) per essere installata su un normale PC. Considerata la poca chiarezza nell’intera operazione, il fatto che probabilmente non è del tutto legale, il fatto che aggiornamenti di sistema potrebbero rendere inutilizzabile il computer, e che non è possibile installare una copia normale di Mac OS X (non senza modifiche) direi che, per quella cifra, è decisamente più consigliabile l’acquisto di un decisamente più bello Mac mini (che tra l’altro non fa assolutamente il rumore, dovuto alle ventole, che ho sentito nel primo video su uno di questi computer). Apple poi, non si è ancora fatta sentire…! ;-)

PS. A proposito, proprio in questi giorni Java è diventato realmente, in ogni sua parte, un prodotto open source! :-)

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La tecnologia aiuta il cinema indipendente…

Da un po’ di tempo a questa parte parlo abbastanza (non spessissimo, ma abbastanza…) di come i progressi tecnologici stiano aiutando tantissimo il cinema, offrendo tecniche e tecnologie sempre più innovative, potenti e versatili, a prezzi sempre più bassi, fornendo sempre maggiori possibilità anche ai team piccoli, ai film-maker indipendenti, e agli studi di produzione slegati dalle major, di produrre non più solo contenuti di qualsiasi livello, ma anche… “contenitori” di livello paragonabile a quelli delle major.

Ho parlato più volte delle camere Red One, la camere digitali a 4k a basso costo e compatibili con gli accessori per le macchine da presa tradizionali a pellicola che, da attesa speranza si sono trasformate in una consolidata realtà, con cui si stanno girando già molte produzioni nel mondo (e presto anche in Italia…). A queste si aggiungeranno presto la sorella minore Scarlet (a 2k, e piccolissima), e la Epic (a 5k di risoluzione, con un framerate fino a 100 fotogrammi al secondo), nel 2009.

Il flusso di lavoro con queste camere è consolidato, e non più legato all’accoppiata Apple Final Cut Pro + Assimilate Scratch (e vengono usate quindi anche con sistemi di montaggio Avid e perfino Adobe Premiere Pro, e con software di color correction vari).

Prestissimo arriverà anche una gamma di obiettivi a focale fissa (prime) prodotti da Red stessa, di buona qualità (ma già altri produttori, come Cooke, hanno lanciato linee specifiche per queste camere, e lo stesso hanno fatto molti produttori di accessori per macchine da presa 35mm).

Ora si può davvero girare senza preoccuparsi dei costi e dei problemi dati dalla pellicola, con una versatilità estrema, gestendo la post-produzione molto più velocemente e con una qualità superiore.

E anche la proiezione ha iniziato il suo cammino verso il digitale a 2k e 4k. La Sony, in particolare, con la linea di proiettori a 4k SXRD, proposti a un prezzo finalmente… accettabile (e anche l’associazione degli esercenti italiani, l’ANICA, forse si sta svegliando dal torpore che l’ha avvolta fino ad ora, e si è accorta dei vantaggi della proiezione digitale, come del resto Kodak che, resasi conto che la fine della pellicola è alle porte, anche in ambito cinematografico, è in prima linea per la definizione di uno standard per la distribuzione e proiezione di contenuti cinematografici digitali).

Un sistema di montaggio e post-produzione video completo basato su Final Cut si Apple costa un migliaio di euro, e ci si possono montare contenuti di livello cinematografico.

E ora perfino il grande antagonista di Final Cut, in passato uno standard (in Italia lo è ancora), ma ora in leggera difficoltà, ovvero Avid, si sta dando una mossa. Prima di tutto, con la prossima versione, in uscita a giugno, unificherà la linea Xpress Pro con la più professionale linea Media Composer (che già a suo tempo si era unificato con Film Composer), ottenendo un unico prodotto per i montaggio off-line proposto a un prezzo molto più basso, praticamente quello che aveva prima il meno costoso dei due, Xpress Pro (comunque più alto rispetto all’intera suite Final Cut Studio, ma… è già un grandissimo passo avanti). Inoltre, verrà finalmente aggiunto il supporto per nuovi formati e codec (che Final Cut Pro supporta da un po’…), e verranno finalmente supportati Mac OS X LeopardWindows Vista (l’attuale software, in ambito Windows, gira solo sotto XP, e in ambito Mac solo fino a OS X 10.4). A questo punto… si può quasi sperare per una versione a 64 bit…! ;-)

Il punto comunque è che ormai diventa sempre più facile mettere su un team di produzione e/o post-produzione, ottenendo risultati inimmaginabili fino a poco tempo fa, a una frazione dei costi.

A proposito, il sistema di color correction Scratch da qualche giorno… costa circa 20000 € di meno…! ;-)

PS. Un’altra volta magari parlerò anche dei nuovi sistemi di distribuzione e fruizione dei contenuti alternativi alle attuali sale cinematografiche…

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Solo Apple…! ;-)

Sono sempre più insistenti le voci relative a un quasi imminente lancio in Italia dell’iPhone di Apple (ma non quello attuale: direttamente un nuovo modello di terza generazione (quindi UMTS), inizialmente con la sola TIM, ma sbloccato e quindi utilizzabile direttamente in maniera libera con qualsiasi scheda SIM).

Inoltre, Psystar, una società americana che qualche giorno fa ha annunciato la produzione di computer compatibili coi Mac (ma di prezzo inferiore), e su cui è installabile il sistema operativo Mac OS X senza operazioni vicine all’hacking, e che in un secondo tempo aveva fatto nascere qualche dubbio relativo alla serietà della cosa, sembra non si stia invece rilevando una truffa, e i primi computer ordinati (sono ordinabili anche con Mac OS X preinstallato, in barba alla licenza d’uso del sistema, che ne concederebbe l’utilizzo solo su sistemi prodotti da Apple) sono in arrivo. Apple, sempre molto dura verso questo tipo di operazioni (e con un passato in cui autorizzava la produzione dei cloni dei Mac, operazione però interrotta subito col ritorno di Steve Jobs in Apple) non si è ancora pronunciata a riguardo (ma Steve Wozniak, co-fondatore di Apple insieme a Jobs, e non più dipendente Apple, anche se a questa è ovviamente ancora legato, ha annunciato che è interessato all’acquisto di uno di questi computer). Staremo a vedere…

Intanto sono stati pubblicati gli ultimi risultati fiscali di Apple, che mostrano un incremento record e, per la prima volta da molto tempo a questa parte, la crescita non è dovuta prevalentemente alla sola linea iPod, ma anche, finalmente, ai computer Mac.

Ed ecco la notizia-bomba di oggi: Apple ha acquistato P.A. Semi, la società che produce i processori della famiglia Power (la famiglia creata da IBM “padre” dei processori PowerPC che tanto amo), ad alte performance e basso consumo, di cui ho parlato varie volte parlando del possibile futuro di Amiga. Che dire, prima del passaggio ai processori prodotti da Intel, a quanto pare, Apple aveva valutato anche la possibilità di adottare questi processori al posto di quelli usati al momento (i G4 prodotti da Freescale/Motorola, a 32 bit, e i G5 prodotti da IBM, a 64 bit), ma ora, dopo aver adottato i processori Intel, la mossa appare alquanto strana, e rimette in discussione tutte le ipotesi che si erano fatte relativamente ai prossimi modelli di iPod e iPhone, o all’uscita si un superportatile prodotto da Apple (tutti erano convinti che si sarebbero utilizzati i nuovi processori Atom prodotti da Intel, invece degli attuali ARM, ma… questo ora rimette in discussione tutto…). Anche qui, non resta che stare a vedere gli sviluppi…

PS. Da oggi il sito di P.A. Semi è offline per il superamento della banda, a causa evidentemente dei troppi accessi, proprio come successo qualche giorno fa al sito di Pystar. Questo dimostra quanto sia grande l’interesse, quando si parla di Apple…

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Annunci e voci dal mondo informatico

Eh, come ho detto nel messaggio precedente, domani esce “Mario Kart Wii“, e il 24 esce “Wii Fit“, ovviamente entrambi esclusivamente per Wii. Due ulteriori titoli da aggiungere alla mia wish list, insieme a “Guitar Hero“, “Link’s Crossbow Training“, “Resident Evil 4 Wii“, etc…

Fra non molto, inoltre, dovrebbe partire, anche in Italia, il canale “WiiWare“, che offrirà piccoli giochi scaricabili a prezzo ridotto prodotti inizialmente dalle normali software house, e successivamente anche da sviluppatori e team indipendenti. Nei giorni scorsi, infine, ai giochi emulabili dalla Virtual Console, si sono aggiunti i primi giochi per Commodore 64.

Voci di corridoio parlano, per il futuro prossimo, di un abbassamento radicale dell’attuale confezione del Wii (in bundle con “Wii Sports“), e dell’uscita di un secondo bundle, comunque a prezzo più basso rispetto a quello attuale, con “Mario Kart Wii“. Si parla anche di un terzo bundle con 2 Wiimotes e 2 giochi, di cui però si sa ancora poco.

Intanto la Microsoft ha annunciato (mostrando anche uno schema) che realizzerà un telecomando per la propria Xbox 360 similissimo a quello del Wii.

Infine, a quanto pare, almeno per gli utenti del Regno Unito, su Wii dovrebbe comparire il player iPlayer, che permetterà di vedere gratuitamente, in streaming, un sacco di programmi prodotti dalla TV inglese BBC.

A proposito, Joost, il programma per Windows e Mac creato dagli autori di Skype che serve a vedere la TV in rete combinando la tecnologia dello streaming a quella del peer-to-peer, di cui avevo parlato in passato, non sembra aver attirato tutti i creatori di contenuti previsti, almeno al di fuori degli USA, e si prepara, purtroppo, a un radicale ridimensionamento, continuando per il solo mercato USA! :-(

Infine, due voci di corridoio riguardanti Apple: a quanto pare dovrebbe annunciare la seconda versione di iPhone, lo smart phone che tanto ha fatto discutere (sia positivamente che negativamente) in corrispondenza con la conferenza degli sviluppatori di giugno (forse poco prima), e dovrebbe supportare le reti 3G (sia UMTS che HSDPA). Inoltre, potrebbe tornare una vecchia conoscenza del mondo Apple, ovvero Yellow Box, che sostanzialmente era un insieme di tool e librerie che permettevano di sviluppare, da Mac, programmi, oltre che per Mac, anche per Windows, sfruttando le stesse librerie di Mac OS X, facilitando molto il porting di programmi tra i due sistemi. Il browser web Safari sembrerebbe proprio un primo esempio di programma scritto sfruttando una versione preliminare di questa sorta di successore di Yellow Box (che, se ricordo bene, comparve alla prima apparizione di Mac OS X, durante il periodo di transizione da Mac OS 9, alla nuova, rivoluzionaria, architettura basata su microkernel Mach, e sottosistema BSD UNIX).

PS. Nei prossimi giorni, aggiornerò e riorganizzerò i link presenti a lato (che trascuro da troppo tempo), e inizierò a inserire qualcosa nelle pagine delle Segnalazioni e consigli, che non ho mai curato abbastanza. Sto anche pensando di aggiornare un pochino il tema grafico del sito, lasciandone però inalterato lo schema e le funzionalità…

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Guidare con allergia! :-P

Anche se non sembra, è arrivata la primavera, che spesso porta con se allergie (per i pollini di vario tipo, e non solo). Beh, a quanto pare, questo aumenta anche il rischio di incidenti automobilistici, non tanto perché ci si mette a starnutire mentre si è alla guida, ma per via della sonnolenza data, come effetto collaterale, dai farmaci presi per contrastare gli effetti delle allergie.

Ecco allora un opuscoletto realizzato proprio per aiutarci ad affrontare meglio la cosa :-P

http://www.corriere.it/Pop-up/pdf/guidare_con_allergia.pdf

PS. Domani esce “Mario Kart Wii” e, il 24, “Wii Fit“! :-)

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Aggiornamento blog

Ho appena aggiornato il software che gestisce il blog, WordPress, alla versione 2.5.

A differenza di tutte le altre volte, l’aggiornamento è sostanziale, una piccola rivoluzione, quindi… spero proprio sia andato tutto bene. :-P

A prima vista non sembra ci siano problemi (in particolare per quanto riguarda il tema grafico), però, se doveste notarne, fatemelo sapere.

PS. Non ho avuto ancora modo di esplorare il nuovo pannello di amministrazione e le nuove features, ma a prima vista il nuovo modulo di inserimento dei testi in maniera visuale, completamente riscritto, funziona decisamente meglio, anche con Safari (che comunque presentava ancora qualche minimo problema qua e là, nella precedente versione, mentre ora sembra finalmente perfetto, davvero… :-P), ed ha un aspetto decisamente più piacevole (come del resto la grafica di tutto il modulo d’amministrazione).

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Ogni tanto… parlo pure di cinema…! ;-)

Questo sabato (rigorosamente nel primo pomeriggio, con la sala praticamente vuota, cosa che ormai mi piace sempre di più), insieme alla mia sempre più dolce metà, mi sono finalmente guardato l’atteso “Juno” e… m’è piaciuto! :-P E’ esattamente il tipo di film che piace a me: non è esattamente una commedia, ma non è neanche un film drammatico, non ci sono esplosioni e inseguimenti, ma tiene comunque incollati allo schermo, non si ride dall’inizio alla fine, ma in molti momenti si sorride, lasciandosi semplicemente portare dalla storia, dalla musica, dalla regia fresca e interessante quanto basta, dalla protagonista particolarissima.

E’ il tipo di film di cui mi piacerebbe scrivere la sceneggiatura (a proposito, la sceneggiatrice è un altro tipetto piuttosto particolare…) e, a pensarci, ogni anno, per fortuna, riesco a vedere un nuovo film di questo tipo, indipendente, leggero ma non troppo, semplice… bello… e vengono tutti dagli States! Perché in Italia nessuno fa un film così? Perché in Italia si parla solo di storielle d’amore insulse da una parte, o polpettoni pseudostorici dall’altra (con al centro gli immancabili cinepanettoni, con contorno di comici televisivi napoletani, che ora vanno tanto di moda…)?

Semplicemente… consigliato! :-P

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L’atomo si fa più grande…! ;-)

Chi mi conosce da un punto di vista informatico probabilmente sa che ho sempre avuto una predilezione, in ambito desktop, mainframe e embedded, per le architetture PowerPC (quella che Apple qualche tempo fa ha abbandonato, in favore di Intel) e Power e, in ambito palmare, per le architetture ARM. Sono architetture basate su un set di istruzioni RISC, quindi semplice ed efficiente, oltre che (ma questo è un parere esclusivamente personale), piacevole da programmare. Sia i processori ARM che tutte le ultime implementazioni PowerPC e Power (da AMCC, a Freescale, a P.A. Semi) consumano spesso pochissimo, e sono dei cosiddetti SoC (System on Chip), ovvero implementano direttamente nel processore le funzionalità normalmente svolte, ad esempio in un PC, da processori esterni, per controllare la RAM, i bus e le periferiche, in genere, etc…, semplificandone moltissimo l’adozione in dispositivi di qualsiasi tipo (e riducendo ulteriormente costi e consumi).

Beh… Intel però ultimamente si sta muovendo benissimo in tutti gli ambiti in cui è lanciata, compresi quelli in cui era meno forte. Sappiamo tutti della supremazia assoluta di Intel in ambito desktop, con la linea Core: il suo unico concorrente, AMD, che in passato aveva proposto soluzioni superiori a quelle di Intel sia per quanto riguarda le performance che per i consumi, fatica ora a tenere testa e Intel, che produce processori sempre più potenti (aumentando non tanto la frequenza di lavoro, ma migliorando i set di istruzioni e aggiungendone di nuovi, e migliorando l’architettura a core multipli), e abbassando nel contempo sempre di più i consumi energetici (e di conseguenza anche il calore prodotto, il rumore prodotto dalle ventole che devono raffreddare i processori, la durata delle batterie dei dispositivi portatili…).

Anche in ambito server (o comunque… nella fascia dei supercomputer) però Intel ha appena fatto interessanti annunci. La sua linea di processori ad altissime prestazioni Xeon si comporta molto bene, ma consuma molto. Beh, Intel ha appena annunciato nuovi processori di questa linea, con consumi analoghi (o quasi) ai processori destinati ai computer domestici.

La vera novità però non è questa: Intel ha appena presentato la nuova linea di processori Atom. Sono molto piccoli, e consumano pochissimo (da meno di 1 W a meno di 3W), e questo li rende adatti all’impiego in dispositivi portatili come i palmari o gli smart phones (mercato attualemente dominato da ARM: sono ARM quasi tutti i processori usati nei cellulari negli smart phones, nei Game Boy Advance, nel Nintendo DS, nell’iPhone…). Ma non è tutto, oltre ai bassi consumi, c’è l’efficienza: Intel sostiene che questi processori, a 32 bit e sia in versione a singolo core che dual core, sono in grado, oltre che di svolgere operazioni comuni, come la navigazione nel web, etc…, anche di visualizzare contenuti video in half e full HD. C’è poi la ciliegina sulla torta: sono completamente compatibili col set di istruzioni a 32 bit x86, lo stesso dei PC e dei Mac, il set di istruzioni (per la verità piuttosto incasinato, visto che è stato esteso con gli anni, mantenendo però sempre la compatibilità col passato, e questo è uno dei motivi per cui i processori Intel non mi sono mai piaciuti tantissimo…) più noto e conosciuto (ehm… però per lo stesso motivo la maggior parte dei virus esistenti è per processori x86…).

Infine, rispetto a soluzioni Power, PowerPC e ARM, anche i costi sono competitivi. Che dire… AMD, visto che solo tu puoi competere, datti una mossa. La concorrenza non può che fare bene a tutti…

PS. Che titolo del cavolo…! ;-)

PPS. Ho letto ieri una cosa abbastanza sconvolgente sul kernel Linux: lo sapete che, attualmente, la parte più grande dello sviluppo non è svolta da programmatori che lo fanno per pura passione, in maniera del tutto indipendente, ma da dipendenti di società (IBM, Red Hat, Nokia, Novell, SuSE, etc…), interessate a migliorare il supporto di Linux per i propri prodotti (come del resto è giusto che sia)? Perché cavolo allora anche NVIDIA, dopo ATI, non di sa una mossa e rilascia versioni open source dei driver per le proprie schede grafiche (tra l’altro proprio di recente è saltato fuori uno studio secondo cui la maggior parte dei crash di Windows Vista è dovuta a problemi causati dall’hardware NVIDIA… :-P).

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Wii Fit e Safari

Non so come la pensino gli altri possessori di Wii, ma io sto aspettando con impazienza l’uscita di Wii Fit (davvero, non vedo l’ora… :-P)!

Guardate questo filmato:
http://www.benessereblog.it/post/1224/nintendo-wii-fit-il-video

Passando ad altro, qualche giorno fa via avevo parlato dell’uscita dalle versione 3.1 del browser web Safari di Apple. Beh… si sta confermando un grande browser (pur con qualche polemica dovuta al modo forse un po’ troppo insistente in cui Apple lo sta spingendo anche sotto Windows, oltre che per il proprio Mac OS X). E’ il primo browser compatibile con HTML 5 (con il supporto delle nove estensioni multimediali), e con le nuove animazioni CSS, e si conferma il browser più veloce in circolazione: carica le pagine 2 volte più veloce di Explorer 7, 1.7 volte più veloce di Mozilla Firefox, e esegue codice JavaScript molto (ma molto molto… :-P) più velocemente di qualunque altro browser.

Inoltre, ha una altissima compatibilità con gli standard web (nota dolente, insieme comunque a tante altre, di Explorer, compresa l’imminente versione 8…): la versione 3.1, al test Acid 3, particolarmente “duro”, ha totalizzato un punteggio di 74/100 (non parliamo nemmeno dal punteggio totalizzato dalla beta di Explorer 8, che invece si comporta decentemente con Acid 1 e Acid 2), ma la vera notizia è che l’aggiornamento attualmente in sviluppo, e che verrà reso disponibile molto presto, ha totalizzato il punteggi di 100/100!!! Opera, unico altro browser a mio avviso veramente interessante, oltre a Safari e Firefox, che fino ad allora era il leader da questo punto di vista, ha totalizzato 99/100! :-P

Che dire, vi consiglio caldamente di provare Safari 3.1, non solo se siete utenti Mac, ma anche Windows (e c’è anche chi ha messo online un tutorial che spiega come utilizzarlo sotto Ubuntu Linux, usando Wine):
http://www.apple.com/safari/ (tranquilli, il programma è multilingua, italiano compreso)

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