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Essere un utente Amiga nel 2009

Un blogger inglese (almeno credo che sia inglese, considerando il pronunciato accento britannico) ha pubblicato un interessante articolo, accompagnato da un ancora più interessante video dove mostra il proprio AmigaOne con sistema operativo AmigaOS 4.1, parlando del perché utilizza il sistema, e facendo una breve panoramica, spiegando cosa vuole dire secondo lui usare Amiga nel 2009.

C’è da notare che, a differenza di alcuni amighisti, che sembrano vivere nel passato, è una persona normalissima che utilizza anche un PC con Windows Vista e un Mac portatile con Mac OS X 10.5.

Il video è secondo me estremamente interessante, visto che il blogger spiega come usa il suo sistema, mostra come l’ha assemblato (usando un case Commodore, in onore dei bei tempi andati, più tastiera e mouse Apple), e mostra alcune peculiarità del sistema.

Prima di tutto, l’estrema reattività del sistema (nonostante la quantità di RAM molto ridotta, il processore PowerPC G4 e la scheda grafica vecchissima), poi caratteristiche peculiari di Amiga, come il RAM Disk, gli screen, i data types. Mostra poi alcuni programmi (un player audio, un browser basato su WebKit, come Apple Safari e Google Chrome, un player di video e DVD e… non ricordo se mostra qualche altra cosa…! :-P).

Chiude mostrando due cose tipiche di Amiga: prima di tutto, il tempo di reboot del sistema ridottissimo. Secondo… basta premere il tasto di spegnimento del computer per chiudere il sistema, in un attimo, senza rischiare di danneggiare nulla (software o hardware)!

Buona visione! :-)

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Finalmente…

Finalmente Apple, con un aggiornamento software automatico per Mac OS X, ha rilasciato una nuova versione di Java, che per la prima volta include anche Java 6. Notare quell’”anche”. Effettivamente l’aggiornamento include la “nuova” versione (che per Linux e Windows era disponibile da molto tempo), ma non elimina la versione precedente, e dopo l’aggiornamento la versione usata, a meno di non selezionare espressamente la nuova rimane comunque la precedente. Quindi… attivate la nuova, dalla cartella Java, tra le Utilità, selezionando Preferenze Java (da qui potete impostare sia la versione da usare per le applet Java nelle pagine web, che quella da usare con programmi Java). Potete verificare la versione di Java attiva da Terminale, col comando:

java -version

Tenete presente che, come per Linux e Windows, non esiste una versione del plug-in Java per i browser internet a 64 bit, e la versione di Java 6 per Mac OS X è solo a 64 bit, quindi sia con Safari che Firefox vale comunque la pena di lasciare impostata la versione precedente (altrimenti viene comunque usata quella).

In effetti è comodissimo, oltre al fatto di non doversi preoccupare di scaricare manualmente diverse versioni di Java e controllare di avere sempre l’ultimo aggiornamento, anche il fatto di poterne avere diverse versioni installate, potendo scegliere con un click quale usare, sia per le applet web che per i programmi standard (io ho impostato la versione 6 a 64 bit per i programmi, e la 5 a 32 bit per le applet).

Oggi Apple ha anche aggiornato la propria linea di computer, sostituendo la gamma iMac con nuovi modelli, uguali esteticamente, ma più potenti (in alcuni casi anche non di poco), e a prezzo più basso (mediamente i vari modelli costano circa 200 euro in meno rispetto ai corrispondenti modelli precedenti). In sordina, è stata anche ritoccata la gamma Mac mini, non aggiornando i computer, ma abbassando i prezzi, rendendoli decisamente appetibili, anche rispetto a quella specie di clone Mac di cui parlavo qualche giorno fa.

Perché “quella specie di clone Mac”? Beh, perché a quanto pare non si possono neanche definire cloni Mac. Stanno arrivando i primi esemplari a chi li aveva ordinati con Mac OS X preinstallato e, stando ai primi filmati diffusi in rete, non sono altro che normali PC assemblati, con un normale BIOS, e non il firmware EFI usato dai Mac (o qualcosa di compatibile), con presumibilmente una delle note versioni di Mac OS X modificate (illegalmente…) per essere installata su un normale PC. Considerata la poca chiarezza nell’intera operazione, il fatto che probabilmente non è del tutto legale, il fatto che aggiornamenti di sistema potrebbero rendere inutilizzabile il computer, e che non è possibile installare una copia normale di Mac OS X (non senza modifiche) direi che, per quella cifra, è decisamente più consigliabile l’acquisto di un decisamente più bello Mac mini (che tra l’altro non fa assolutamente il rumore, dovuto alle ventole, che ho sentito nel primo video su uno di questi computer). Apple poi, non si è ancora fatta sentire…! ;-)

PS. A proposito, proprio in questi giorni Java è diventato realmente, in ogni sua parte, un prodotto open source! :-)

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Solo Apple…! ;-)

Sono sempre più insistenti le voci relative a un quasi imminente lancio in Italia dell’iPhone di Apple (ma non quello attuale: direttamente un nuovo modello di terza generazione (quindi UMTS), inizialmente con la sola TIM, ma sbloccato e quindi utilizzabile direttamente in maniera libera con qualsiasi scheda SIM).

Inoltre, Psystar, una società americana che qualche giorno fa ha annunciato la produzione di computer compatibili coi Mac (ma di prezzo inferiore), e su cui è installabile il sistema operativo Mac OS X senza operazioni vicine all’hacking, e che in un secondo tempo aveva fatto nascere qualche dubbio relativo alla serietà della cosa, sembra non si stia invece rilevando una truffa, e i primi computer ordinati (sono ordinabili anche con Mac OS X preinstallato, in barba alla licenza d’uso del sistema, che ne concederebbe l’utilizzo solo su sistemi prodotti da Apple) sono in arrivo. Apple, sempre molto dura verso questo tipo di operazioni (e con un passato in cui autorizzava la produzione dei cloni dei Mac, operazione però interrotta subito col ritorno di Steve Jobs in Apple) non si è ancora pronunciata a riguardo (ma Steve Wozniak, co-fondatore di Apple insieme a Jobs, e non più dipendente Apple, anche se a questa è ovviamente ancora legato, ha annunciato che è interessato all’acquisto di uno di questi computer). Staremo a vedere…

Intanto sono stati pubblicati gli ultimi risultati fiscali di Apple, che mostrano un incremento record e, per la prima volta da molto tempo a questa parte, la crescita non è dovuta prevalentemente alla sola linea iPod, ma anche, finalmente, ai computer Mac.

Ed ecco la notizia-bomba di oggi: Apple ha acquistato P.A. Semi, la società che produce i processori della famiglia Power (la famiglia creata da IBM “padre” dei processori PowerPC che tanto amo), ad alte performance e basso consumo, di cui ho parlato varie volte parlando del possibile futuro di Amiga. Che dire, prima del passaggio ai processori prodotti da Intel, a quanto pare, Apple aveva valutato anche la possibilità di adottare questi processori al posto di quelli usati al momento (i G4 prodotti da Freescale/Motorola, a 32 bit, e i G5 prodotti da IBM, a 64 bit), ma ora, dopo aver adottato i processori Intel, la mossa appare alquanto strana, e rimette in discussione tutte le ipotesi che si erano fatte relativamente ai prossimi modelli di iPod e iPhone, o all’uscita si un superportatile prodotto da Apple (tutti erano convinti che si sarebbero utilizzati i nuovi processori Atom prodotti da Intel, invece degli attuali ARM, ma… questo ora rimette in discussione tutto…). Anche qui, non resta che stare a vedere gli sviluppi…

PS. Da oggi il sito di P.A. Semi è offline per il superamento della banda, a causa evidentemente dei troppi accessi, proprio come successo qualche giorno fa al sito di Pystar. Questo dimostra quanto sia grande l’interesse, quando si parla di Apple…

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Annunci e voci dal mondo informatico

Eh, come ho detto nel messaggio precedente, domani esce “Mario Kart Wii“, e il 24 esce “Wii Fit“, ovviamente entrambi esclusivamente per Wii. Due ulteriori titoli da aggiungere alla mia wish list, insieme a “Guitar Hero“, “Link’s Crossbow Training“, “Resident Evil 4 Wii“, etc…

Fra non molto, inoltre, dovrebbe partire, anche in Italia, il canale “WiiWare“, che offrirà piccoli giochi scaricabili a prezzo ridotto prodotti inizialmente dalle normali software house, e successivamente anche da sviluppatori e team indipendenti. Nei giorni scorsi, infine, ai giochi emulabili dalla Virtual Console, si sono aggiunti i primi giochi per Commodore 64.

Voci di corridoio parlano, per il futuro prossimo, di un abbassamento radicale dell’attuale confezione del Wii (in bundle con “Wii Sports“), e dell’uscita di un secondo bundle, comunque a prezzo più basso rispetto a quello attuale, con “Mario Kart Wii“. Si parla anche di un terzo bundle con 2 Wiimotes e 2 giochi, di cui però si sa ancora poco.

Intanto la Microsoft ha annunciato (mostrando anche uno schema) che realizzerà un telecomando per la propria Xbox 360 similissimo a quello del Wii.

Infine, a quanto pare, almeno per gli utenti del Regno Unito, su Wii dovrebbe comparire il player iPlayer, che permetterà di vedere gratuitamente, in streaming, un sacco di programmi prodotti dalla TV inglese BBC.

A proposito, Joost, il programma per Windows e Mac creato dagli autori di Skype che serve a vedere la TV in rete combinando la tecnologia dello streaming a quella del peer-to-peer, di cui avevo parlato in passato, non sembra aver attirato tutti i creatori di contenuti previsti, almeno al di fuori degli USA, e si prepara, purtroppo, a un radicale ridimensionamento, continuando per il solo mercato USA! :-(

Infine, due voci di corridoio riguardanti Apple: a quanto pare dovrebbe annunciare la seconda versione di iPhone, lo smart phone che tanto ha fatto discutere (sia positivamente che negativamente) in corrispondenza con la conferenza degli sviluppatori di giugno (forse poco prima), e dovrebbe supportare le reti 3G (sia UMTS che HSDPA). Inoltre, potrebbe tornare una vecchia conoscenza del mondo Apple, ovvero Yellow Box, che sostanzialmente era un insieme di tool e librerie che permettevano di sviluppare, da Mac, programmi, oltre che per Mac, anche per Windows, sfruttando le stesse librerie di Mac OS X, facilitando molto il porting di programmi tra i due sistemi. Il browser web Safari sembrerebbe proprio un primo esempio di programma scritto sfruttando una versione preliminare di questa sorta di successore di Yellow Box (che, se ricordo bene, comparve alla prima apparizione di Mac OS X, durante il periodo di transizione da Mac OS 9, alla nuova, rivoluzionaria, architettura basata su microkernel Mach, e sottosistema BSD UNIX).

PS. Nei prossimi giorni, aggiornerò e riorganizzerò i link presenti a lato (che trascuro da troppo tempo), e inizierò a inserire qualcosa nelle pagine delle Segnalazioni e consigli, che non ho mai curato abbastanza. Sto anche pensando di aggiornare un pochino il tema grafico del sito, lasciandone però inalterato lo schema e le funzionalità…

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L’atomo si fa più grande…! ;-)

Chi mi conosce da un punto di vista informatico probabilmente sa che ho sempre avuto una predilezione, in ambito desktop, mainframe e embedded, per le architetture PowerPC (quella che Apple qualche tempo fa ha abbandonato, in favore di Intel) e Power e, in ambito palmare, per le architetture ARM. Sono architetture basate su un set di istruzioni RISC, quindi semplice ed efficiente, oltre che (ma questo è un parere esclusivamente personale), piacevole da programmare. Sia i processori ARM che tutte le ultime implementazioni PowerPC e Power (da AMCC, a Freescale, a P.A. Semi) consumano spesso pochissimo, e sono dei cosiddetti SoC (System on Chip), ovvero implementano direttamente nel processore le funzionalità normalmente svolte, ad esempio in un PC, da processori esterni, per controllare la RAM, i bus e le periferiche, in genere, etc…, semplificandone moltissimo l’adozione in dispositivi di qualsiasi tipo (e riducendo ulteriormente costi e consumi).

Beh… Intel però ultimamente si sta muovendo benissimo in tutti gli ambiti in cui è lanciata, compresi quelli in cui era meno forte. Sappiamo tutti della supremazia assoluta di Intel in ambito desktop, con la linea Core: il suo unico concorrente, AMD, che in passato aveva proposto soluzioni superiori a quelle di Intel sia per quanto riguarda le performance che per i consumi, fatica ora a tenere testa e Intel, che produce processori sempre più potenti (aumentando non tanto la frequenza di lavoro, ma migliorando i set di istruzioni e aggiungendone di nuovi, e migliorando l’architettura a core multipli), e abbassando nel contempo sempre di più i consumi energetici (e di conseguenza anche il calore prodotto, il rumore prodotto dalle ventole che devono raffreddare i processori, la durata delle batterie dei dispositivi portatili…).

Anche in ambito server (o comunque… nella fascia dei supercomputer) però Intel ha appena fatto interessanti annunci. La sua linea di processori ad altissime prestazioni Xeon si comporta molto bene, ma consuma molto. Beh, Intel ha appena annunciato nuovi processori di questa linea, con consumi analoghi (o quasi) ai processori destinati ai computer domestici.

La vera novità però non è questa: Intel ha appena presentato la nuova linea di processori Atom. Sono molto piccoli, e consumano pochissimo (da meno di 1 W a meno di 3W), e questo li rende adatti all’impiego in dispositivi portatili come i palmari o gli smart phones (mercato attualemente dominato da ARM: sono ARM quasi tutti i processori usati nei cellulari negli smart phones, nei Game Boy Advance, nel Nintendo DS, nell’iPhone…). Ma non è tutto, oltre ai bassi consumi, c’è l’efficienza: Intel sostiene che questi processori, a 32 bit e sia in versione a singolo core che dual core, sono in grado, oltre che di svolgere operazioni comuni, come la navigazione nel web, etc…, anche di visualizzare contenuti video in half e full HD. C’è poi la ciliegina sulla torta: sono completamente compatibili col set di istruzioni a 32 bit x86, lo stesso dei PC e dei Mac, il set di istruzioni (per la verità piuttosto incasinato, visto che è stato esteso con gli anni, mantenendo però sempre la compatibilità col passato, e questo è uno dei motivi per cui i processori Intel non mi sono mai piaciuti tantissimo…) più noto e conosciuto (ehm… però per lo stesso motivo la maggior parte dei virus esistenti è per processori x86…).

Infine, rispetto a soluzioni Power, PowerPC e ARM, anche i costi sono competitivi. Che dire… AMD, visto che solo tu puoi competere, datti una mossa. La concorrenza non può che fare bene a tutti…

PS. Che titolo del cavolo…! ;-)

PPS. Ho letto ieri una cosa abbastanza sconvolgente sul kernel Linux: lo sapete che, attualmente, la parte più grande dello sviluppo non è svolta da programmatori che lo fanno per pura passione, in maniera del tutto indipendente, ma da dipendenti di società (IBM, Red Hat, Nokia, Novell, SuSE, etc…), interessate a migliorare il supporto di Linux per i propri prodotti (come del resto è giusto che sia)? Perché cavolo allora anche NVIDIA, dopo ATI, non di sa una mossa e rilascia versioni open source dei driver per le proprie schede grafiche (tra l’altro proprio di recente è saltato fuori uno studio secondo cui la maggior parte dei crash di Windows Vista è dovuta a problemi causati dall’hardware NVIDIA… :-P).

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Wii Fit e Safari

Non so come la pensino gli altri possessori di Wii, ma io sto aspettando con impazienza l’uscita di Wii Fit (davvero, non vedo l’ora… :-P)!

Guardate questo filmato:
http://www.benessereblog.it/post/1224/nintendo-wii-fit-il-video

Passando ad altro, qualche giorno fa via avevo parlato dell’uscita dalle versione 3.1 del browser web Safari di Apple. Beh… si sta confermando un grande browser (pur con qualche polemica dovuta al modo forse un po’ troppo insistente in cui Apple lo sta spingendo anche sotto Windows, oltre che per il proprio Mac OS X). E’ il primo browser compatibile con HTML 5 (con il supporto delle nove estensioni multimediali), e con le nuove animazioni CSS, e si conferma il browser più veloce in circolazione: carica le pagine 2 volte più veloce di Explorer 7, 1.7 volte più veloce di Mozilla Firefox, e esegue codice JavaScript molto (ma molto molto… :-P) più velocemente di qualunque altro browser.

Inoltre, ha una altissima compatibilità con gli standard web (nota dolente, insieme comunque a tante altre, di Explorer, compresa l’imminente versione 8…): la versione 3.1, al test Acid 3, particolarmente “duro”, ha totalizzato un punteggio di 74/100 (non parliamo nemmeno dal punteggio totalizzato dalla beta di Explorer 8, che invece si comporta decentemente con Acid 1 e Acid 2), ma la vera notizia è che l’aggiornamento attualmente in sviluppo, e che verrà reso disponibile molto presto, ha totalizzato il punteggi di 100/100!!! Opera, unico altro browser a mio avviso veramente interessante, oltre a Safari e Firefox, che fino ad allora era il leader da questo punto di vista, ha totalizzato 99/100! :-P

Che dire, vi consiglio caldamente di provare Safari 3.1, non solo se siete utenti Mac, ma anche Windows (e c’è anche chi ha messo online un tutorial che spiega come utilizzarlo sotto Ubuntu Linux, usando Wine):
http://www.apple.com/safari/ (tranquilli, il programma è multilingua, italiano compreso)

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Aggiornamenti, aggiornamenti, aggiornamenti…

Ah, che bello, oggi è stato rilasciato da Apple l’aggiornamento alla versione 3.1 del browser web Safari. Ormai l’unico tassello che manca, dopo questo aggiornamento e l’importantissimo aggiornamento di qualche tempo fa a Mac OS X 10.5.2 (che non solo ha risolto gli ultimi problemini rimasti anche dopo l’aggiornamento a 10.5.1, ma ha migliorato ulteriormente il sistema, aggiungendo qualche nuova funzionalità), è l’aggiornamento di Java alla versione 6, aggiornamento che un sacco di gente aspetta con ansia da tantissimo (Apple se l’è sempre presa molto comoda con Java), ma che è in versione quasi definitiva nelle mani degli sviluppatori già da un po’.

Nota positiva: ne ho approfittato per aggiornare anche WordPress (il sistema che uso per gestire il blog) alla versione 2.3.3 (anche se è quasi imminente la versione 2.5, che sarà quasi una rivoluzione) e… sarà merito di WordPress, sarà merito di Safari, ma ora finalmente funziona anche in Safari l’editor visuale dei messaggi (che infatti sto usando in questo momento).Senza nulla togliere al comunque ottimo Mozilla Firefox (che migliorerà ulteriormente con la versione 3), ora non userò più Firefox per scrivere i messaggi, e userò Safari per tutto! :-)

PS. Sia chiaro, ci sono alcune cosine di Firefox che sono migliori delle corrispondenti in Safari, ma… l’esperienza complessiva di Safari, almeno secondo i miei gusti, è decisamente più comoda e piacevole.

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NatAmi vive… e pure MiniMig…! :-)

In un messaggio precedente, accennavo a un progetto particolare, ma interessante, NatAmi. In pratica si trattava (si tratta…) di un progetto non solo per reimplementare Amiga 1200, in hardware, senza emulatori software, ma per andare ancora oltre, per creare una sorta di successore dei modelli Amiga del tempo, una sorta di Amiga 6000 (perché Amiga 6000 e non 5000? Beh, prima di tutto perché Amiga 5000 era in fase di progettazione quando Commodore è fallita, e poi… per un motivo che sarà chiaro dopo…).

Beh, ci sono stati sviluppi dal primo prototipo con processore Motorola 68030 e cavetti volanti saldati sulla scheda madre, ed è stata adottata proprio una delle soluzioni che auspicavo: il nuovo prototipo monta un bellissimo (almeno per quei tempi, ma, per quanto mi riguarda, anche per ora…) processore 68060, molto più veloce e moderno del 68030, e mai montato (eccetto che su qualche scheda di accelerazione esterna) su un computer Amiga (e mai montato neanche nei Mac, che già erano passati ai processori PowerPC, contribuendo tra l’altro in buona misura a spingere Motorola all’abbandono dello sviluppo della gloriosa serie 68xxx, più difficile da aggiornare, in quanto CISC, rispetto alla più semplice architetttura RISC del PowerPC).

Inoltre implementa un chipset denominato SuperAGA: retrocompatibile con le caratteristiche del chip video di Amiga 1200, AGA appunto, ma con un blitter 100 volte più veloce, e con nuove funzioni (compresa accelerazione 3D). Avrà in ingresso e un’uscita S-Video integrati, più un’uscita VGA, con risoluzioni fino a 1280*1024 e scan doubler per le risoluzioni inferiori.

Anche il lato sonoro è stato migliorato rispetto agli Amiga classici, ma sempre mantenendo la compatibilità. Il risultato è che questo Amiga sarà compatibile col passato, ma molto più veloce, e in grado di sfruttare nuove caratteristiche hardware.

Nei giorni scorsi era stato rilasciato un annuncio informale nei forum dedicati ad Amiga, con le prime immagini di una demo grafica (che dovrebbe arrivare a diventae un simulatore di volo) realizzata per mostrare le capacità del nuovo hardware (in pratica, l’equivalente di quello che la mitica demo con la palla a quadretti rimbalzante fu quando fu presentata Amiga 1000, sbalordendo tutti), ma oggi è stato anche messo online il nuovo sito del progetto, dove si annunciano le caratteristiche hardware, e la data di commercializzazione del sistema completo per gli sviluppatori: l’estate 2008 (e a quanto pare verrà scelta la versione più performante del processore, che viene ancora sviluppato da Freescale (ex Motorola), a 90 MHz).

Il sistema ha tutto quello che serve per renderlo compatibile con l’hardware Amiga classico (compreso un controller per dischetto da 3,5″ e per hard disk e cd-rom IDE), ma anche una porta PCI per espansioni di vario tipo, e il tradizionale “slot CPU“, che permetterà di espandere il sistema con una seconda CPU (e non solo, come al solito…), tra cui gli sviluppatori prevedono i classici Coldfire (procesore di Motorola/Freescale che mantiene una certa compatibilità all’indietro con i 68xxx), PowerPC (che in fondo sono la naturale evoluzione dei 68xxx, e che sono sempre stati usati come espansione per Amiga) e… beh, nel sito viene anche citato il Cell (avete presente la Playstation 3, vero? ;-)). In effetti… da qualche parte qualcuno ha anche ipotizzato espansioni con processori x86

Che dire… se inizieranno a pensare a un’ulteriore evoluzione hardware (magari eliminando la storica separazione della memoria di Amiga tra chip memory e fast memory, magari eliminando cose tipo il controller per i dischetti, e pensando a un nuovo chipset innovativo, anche se magari non compatibile col passato…), e a questa affiancheranno qualcosa di interessante da un punto di vista software (io credo che si debbano mantenere certi principi di innovazione alla base di Amiga, non anche tutte le scelte che questi comportarono negli anni 80…), riuscendo a mantenere i prezzi bassi, il sistema potrebbe diventare qualcosa di più che un giocattolo per smanettoni, perché le premesse ci sono…

PS. Vi avevo parlato anche del MiniMig, la reimplementazione di un Amiga 500 in hardware, commercializzata dall’italiana ACube. Beh, in questi giorni il primo lotto di schede prodotte è andato esaurito (ma presto ne verranno prodotti di nuovi). Non so quanti ne erano stati prodotti, ma a quanto pare l’operazione, partita come semplice progetto personale, è stata un successo, anche da un punto di vista commerciale! :-)

PPS. Perché Amiga 6000? Perché usa il processore 68060 ovvio! ;-)

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空手! :-P

Arieccomi qua, ora vi tormento con un altro po’ di comunicazioni relative al mondo dell’informatica, quelle non entrate nel fin troppo lungo messaggio precedente! :-P

Nei giorni scorsi c’è stato il rilascio della versione 0.3.4 di ReactOS, una implementazione libera e open source di Windows, che è diventato ancora più completo e ha aumentato la compatibilità. Ora sono ancora di più i programmi per Windows, di ogni tipo, che girano bene nel sistema.

E’ arrivato a un punto importante anche Haiku (ecco il perché degli ideogrammi nel titolo del messaggio, anche se… ho scritto un’altra parola… :-P), una implementazione libera e open source del grande sistema operativo che è stato BeOS (che ha “rischiato” di diventare la base per Mac OS X poco prima del rientro di Steve Jobs in Apple, ma fu poi scelto NeXT di Jobs stesso). Il sistema, che è compatibile con l’ultima versione di BeOS, la 5 (ma punta anche all’inserimento di miglioramenti, e al momento le premesse sono interessanti) è diventato completamente autosufficiente: è ora possibile compilare Haiku… dall’interno di Haiku, senza ricorrere a sistemi operativi esterni.

Questi due sistemi operativi, insieme ad AROS, di cui ho parlato nel messaggio precedente, iniziano a costituire finalmente una interessante alternativa ai sistemi più diffusi (Mac OS X, Windows e Linux), e iniziano a essere pienamente utilizzabili e, soprattutto, a presentare interessanti funzionalità che non sempre si trovano altrove.

Infine, un altro sistema interessante (soprattutto per gli smanettoni): non ricordo se ve ne ho già parlato, ma c’è un interessante sistema operativo scritto quasi interamente in Java (eccetto, ovviamente, il cuore del sistema, quello che si interfaccia direttamente con l’hardware, che è scritto in assembly): JNode. E’ stata rilasciata ua nuova versione, con interessanti funzionalità, come il cambio a caldo dei dischi, il supporto a NFS (un filesystem di rete come SMB) ed HFS+ (il filesystem di Mac OS X). E’ tra l’altro compatibile al 99% con le API di Java 6, grazie all’integrazione con OpenJDK.

Cambiando argomento, Nintendo ha in questi giorni fatto due importanti annunci: prima di tutto, ha annunciato che, per il mercato europeo presto alle virtual console verranno aggiunti i giochi del Commodore 64. Si partirà con International Karate+ e Uridium! Per acquistarli dallo store serviranno 500 Wii Points (5 euro). Il secondo annuncio è relativo invece a Wiiware, ovvero la possibilità di acquistare, sempre dallo store online, programmi e giochi nativi Wii (scritti anche da piccoli team e sviluppatori indipendenti), sempre a prezzi bassi, cosa attesissima un po’ da tutti. La data prevista per il lancio è il 12 maggio… almeno per gli USA. Non si sa ancora nulla della data italiana, e si partirà con grandi sviluppatori (tra cui Square Enix, i creatori della saga di Final Fantasy, e Telltale Games, i creatori della saga “a puntate” dello storico Sam & Max), passando poi anche agli sviluppatori indipendenti. Microsoft intanto, col suo Live Arcade, non sta a guardare, e annuncia che renderà disponibili più di 1000 giochi gratuitamente. Considerando che anche Sony ha un servizio analogo… la concorrenza fa ben sperare per noi utenti finali…

E sempre a proposito di Microsoft (che in questi giorni è stata costretta a pagare la sua terza megamulta da parte dell’antitrust europeo per il solito abuso di posizione dominante), ha annunciato che ha intenzione di aprire il codice di alcuni prodotti e formati, facilitando l’interoperabilità con altri sistemi e programmi. Speriamo bene… (se le API di sistema di Windows fossero realmente aperte e documentate, senza particolarità segreti, sistemi come Wine e ReactOS avrebbero una vita certamente più facile nell’ottenere la compatibilità con Windows, e lo stesso vale ad esempio per i programmi che devono gestire file creati da Microsoft Office…).

Per finire… non so se ve ne siete accorti, ma la guerra tra i due formati domestici per lalta definizione, tra HD-DVD e Blu-ray, è finita! HD-DVD, dopo l’abbandono di importanti major proprio questo mese, ha dovuto definitivamente arrendersi al Blu-ray di Sony, e Toshiba stessa, che aveva promosso il formato HD-DVD, ne ha annunciato in questi giorni la morte. I risultati non si stanno facendo attendere, e i prezzi dei nuovi lettori Blu-ray disponibili sul mercato e in uscita sono sensibilmente più bassi rispetto a soli 2 mesi fa. Forse è ancora un po’ presto per sostituire i propri DVD con le versioni ad alta definizione, ma almeno una certezza l’abbiamo, quando avremo tutti delle belle TV piatte full HD (altrimenti l’alta definizione non serve a niente), avremo un solo formato, il Blu-ray.

Tra l’altro, qualcuno paragona la guerra tra HD-DVD e Blu-ray a quella che ci fu a suo tempo tra VHS e Betamax (ovviaente vinse il VHS, sconfiggendo il Betamax di Sony), ma secondo me non è assolutamente la stessa cosa. In quel caso il Betamax era nettamente superiore, e fu scelto il VHS proprio perché le major cinematografiche erano spaventate dalla possibilità di fare copie ad alta qualità dagli originali Betamax, rispetto a quanto si sarebbe potuto fare con le VHS. In questo caso invece sostanzialmente i due formati si equivalgono, con delle differenze nel solo supporto fisico (più capiente il Blu-ray, ma anche più costoso e difficile da produrre e gestire), mentre i contenuti sono praticamente gli stessi (stessi formati video e audio, stessa qualità, funzionalità multimediali simili, con qualche particolarità a favore dell’HD-DVD, come ad esempio l’assenza delle divisioni in regioni tipiche dei DVD che abbiamo visto fino a ora).

Ok. Avrei voluto parlarvi anche di alcune recenti controverse dichiarazioni del mitico Alexey Pajitnov (il creatore dello storico e, per quanto mi riguarda, splendido videogioco Tetris), ma… anche stavolta mi sono dilungato fin troppo, quindi sarà per la prossima volta…! ;-)

PS. Spero riusciate a visualizzare i kanji che ho usato nel titolo del messaggio (sono salvi gli utenti Mac… :-P)…! ;-)

PPS. Ecco una seconda recensione del Minimig realizzato da ACube, una reimplementazione hardware di Amiga 500, di cui ho parlato nel precedente messaggio.

PPPS. E’ terminato, purtroppo, l’ottimo programma radiofonico “Il gatto di Schroedinger“, della Radio Svizzera, disponibile anche come podcast, che parlava delle… incertezze della scienza (con un titolo così… ;-)), sigh! :-(

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Post… per i non deboli di cuore…! ;-)

Ho più volte parlato degli sviluppi della nuova Amiga, che sta lentamente tornando in vita, grazie ad AmigaOS 4, e all’hardware realizzato anche da una piccola società italiana, la ACube Systems, la scheda SAM440EP, su cui presto girerà il sistema (basta fare una ricerca nel blog con la casella di ricerca a lato per trovare più di un messaggio a riguardo).

Beh, ci sono un po’ di novità che lasciano ben sperare per questa rinascita.

Prima di tutto, AMCC, il produttore del processore montato sulla SAM440EP, ha rilasciato un nuovo processore, il 440EPr (lo ricordo, per chi non ha letto gli altri messaggi, analogo ad un PowerPC G4, ma con caratteristiche molto interessanti), migliorato sotto molti aspetti, in particolare per quanto riguarda i controller di periferica integrati (come il precedente, è un SoC, ovvero System on Chip, e quindi integra i controller di periferica, compresa la gestione della RAM, di solito nei PC gestiti dai chip esterni denominati Northbridge e Southbridge) e il consumo energetico (di circa 3,5 watt!!!), e questo lo rende ancora più interessante per i mercati embedded e… per Amiga… :-P

Intanto, AmigaOS 4, è stato rilasciato, oltre che per i nuovi hardware PowerPC, anche per gli Amiga classici dotati di schede aceleratrici PowerPC (sostanzialmente Amiga 1200, Amiga 3000 e 4000, con diverse possibilità per quanto riguarda la scheda PowerPC), ed è distribuito proprio da ACube.

Sempre i tipi di ACube, inoltre, hanno realizzato industialmente e distribuiscono una implementazione del Minimig di Dennis Weeren, ovvero un hardware che riproduce un Amiga 500, utilizzando la CPU originale (Motorola 68000), e implementando però tutti i chip custom della motherboard (tra cui il celebre chip sonoro Paula) mediante un FPGA (per chi non lo sapesse, gli FPGA sono dei chip hardware programmabili via software, in modo da svolgere diverse funzion, potendo emulare chipset complessi o addirittura processori) che implementa, appunto, il chipset OCS di Amiga 500. Il lettore di dischetti è stato sostituito da un lettore di SD cards (usato per leggere anche il kickstart di Amiga, oltre che il programma da caricare all’accensione nell’FPGA), e l’uscita video TV è stata sostituita da una uscita VGA (con una buona qualità di scaling dalla risoluzione PAL). Trovate una recensione qui: http://obligement.free.fr/articles/minimig.php (mediante le icone a sinistra è traducibile in inglese e anche in italiano).

Sempre sul fronte FPGA e riproduzione hardware, c’è un altro progetto interessante: NatAmi, che sta per Native Amiga. Lo scopo del progetto non è tanto quello di realizzare una reimplementazione hardware di un modello di Amiga del passato (nello specifico, la versione attuale è molto simile a un “Amiga 1200 miscelato con un Amiga 3000“), riproducendone anche eventuali bug, quanto piuttosto di realizzare una sorta di evoluzione di quei modelli, insomma realizzare l’Amiga 5000 che avrebbe potuto realizzare Commodore se non fosse fallita. Utilizza un processore Motorola 68030 (come quello dell’Amiga 3000, migliore del 68EC30 presente invece nell’Amiga 1200, che ne è una versione ridotta, più economica), che però non credo sia accompagnato dalla relativa unità FPU (floating point unit, l’unità in virgola mobile, per i calcoli decimali) esterna (anche se, vedendo le foto della scheda madre e della scheda CPU, potrebbero averne implementato le funzioni con qualche FPGA opportunamente programmato) e riproduce il chipset AGA di Amiga 1200 e Amiga 4000 (Amiga 3000 aveva invece il precedente chipset ECS, come Amiga 600), non disdegnando però un occhio a tecnologie più moderne, con l’uso di moduli di memoria più moderni e uno slot PCI.

Non so fino a che punto possa essere utile un progetto del genere, anche se sarebbe interessante vederli spingere ancora oltre, magari anche sul fronte software (al momento stanno testando tutto con AmigaOS 3.1), iniziando ad utilizzare massicciamente la MMU (memory managment unit, introdotta per la prima volta nella serie 68xxx proprio col processore 68030), magari utilizzando il processore 68040 (decisamente più potente del 68030, e con una FPU interna; era utilizzato su Amiga 4000), o anche l’interessantissimo (e mai usato su Amiga, purtroppo, visto che Commodore era già fallita) 68060, l’ultimo della serie 68xxx prima che Motorola (ora Freescale) si dedicasse solo ai PowerPC, introducendo nativamente in Amiga tecnologie come l’USB2, il FireWire, il SATA e magari supportando il multiprocessing (possibile con la serie 68xxx fin dal 68020)…

Notare che la serie 68xxx (e il 68000 in particolare) è ancora utilizzatissima in ambito industriale ed embedded, visto che come architettura è stabilissima, sicura e… molto nota. Certo… non viene usata più per i computer…

Infine, AROS, il sistema operativo open source che reimplementa (migliorandolo) AmigaOS (con lo scopo di avere una compatibilità con AmigaOS 3.1) su computer con processori Intel, diventa sempre migliore, anche per quanto riguarda l’interfaccia grafica e l’usabilità. Tante aggiunte e miglioramenti lo hanno reso ora un sistema abbastanza stabile e potente, con supporto per l’hardware moderno migliorato, e finalmente sta arrivando anche qualche software interessante. Oltre al porting di SimpleMail (un programma per la posta elettronica), è a buon punto lo sviluppo di un browser internet basato su Webkit (il cuore open source del broser Safari, oltre che di Konqueror di KDE). E’ stato inoltre realizzato un porting su piattaforma Intel/AMD a 64 bit, che fa anche un uso di base della MMU per avere una limitata protezione della memoria, ed è in via di realizzazione un porting per SAM440EP. E’ anche partito un progetto per integrare UAE, l’emulatore hardware Amiga, in AROS, in modo da poter utilizzare direttamente il software Amiga classico emulando l’hardware ma utilizzando le librerie di sistema di AROS al posto di quelle di AmigaOS originale (esattamente come succede con l’emulatore Petunia in AmigaOS 4).

Ok… volevo anche riportare qualche novità sempre legata all’informatica (ma non ad Amiga), ma… mi sa che mi sono dilungato già fin troppo, quindi… sarà per un prossimo post…! ;-)

PS. La notizia girata invece a inizio febbraio, per cui Opera era intenzionata a fare il porting del proprio browser web sia su Amiga classic che sui nuovi Amiga PowerPC era una bufala… :-(

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E’ uscito…! :-)

(tutti i possessori di Leopard sanno a cosa mi riferisco…! ;-))

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Solo marketing…?

Ogni volta che Microsoft rilascia qualche (anonimo, visto che sono spesso identificati da sigle numeriche, e soprattutto… continuamente…! :-P) aggiornamento di sistema o dei propri software passa totalmente inosservato, mentre i fan Apple e i blog sul mondo della mela li annunciano e ne parlano felici nei forum e nei newsgroup, parlando dei benefici dati dall’aggiornamento.

Quando Microsoft rilascia (mooooooolto poco di frequente…) una costosa nuova versione (o meglio… 10 costose nuove versioni…) del proprio sistemo operativo, obbligando i produttori di hardware a installarlo al posto del precedente anche quando la maggior parte dei programmi non è compatibile col nuovo, la gente lo accoglie, nel migliore dei casi, tiepidamente, e nella maggior parte dei casi non vuole passare al nuovo sistema, non ne vede il motivo, e chi invece vuole farlo… pensa che dovrà sostituire il computer o, almeno, aggiornarlo. Quando Apple aggiorna (praticamente ogni anno, o quasi) il proprio sistemo operativo, rilasciando sempre un’unica versione, sempre allo stesso prezzo, che ha (non sempre, ma spesso…) richieste hardware uguali alla versione precedente, la gente lo aspetta con impazienza, sa che non ci saranno problemi di incompatibilità dei vecchi programmi col nuovo sistema (al limite vale il contrario), e corre subito a comprarlo in massa, facendo le file per ore in occasione del lancio ufficiale.

Perché? Tutta questione di… marketing…? ;-)

PS. Ho pensato a questa cosa notando tutta l’attesa che c’è per l’imminente aggiornamento alla versione 10.5.2 di Mac OS X (Leopard), e notando come ogni minimo aggiornamento del sistema o dei software Apple viene subito segnalato nei newsgroup, forum e siti che parlano di Apple e Macintosh.

PPS. E’ troppo chiedere che i tipi di Apple risolvano un piccolo bug del browser web Safari che impedisce di utilizzare correttamente le funzionalità WYSIWYG di WordPress…? ;-)

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