Archivio della categoria Pensieri, Riflessioni e Ricordi

Essere un utente Amiga nel 2009

Un blogger inglese (almeno credo che sia inglese, considerando il pronunciato accento britannico) ha pubblicato un interessante articolo, accompagnato da un ancora più interessante video dove mostra il proprio AmigaOne con sistema operativo AmigaOS 4.1, parlando del perché utilizza il sistema, e facendo una breve panoramica, spiegando cosa vuole dire secondo lui usare Amiga nel 2009.

C’è da notare che, a differenza di alcuni amighisti, che sembrano vivere nel passato, è una persona normalissima che utilizza anche un PC con Windows Vista e un Mac portatile con Mac OS X 10.5.

Il video è secondo me estremamente interessante, visto che il blogger spiega come usa il suo sistema, mostra come l’ha assemblato (usando un case Commodore, in onore dei bei tempi andati, più tastiera e mouse Apple), e mostra alcune peculiarità del sistema.

Prima di tutto, l’estrema reattività del sistema (nonostante la quantità di RAM molto ridotta, il processore PowerPC G4 e la scheda grafica vecchissima), poi caratteristiche peculiari di Amiga, come il RAM Disk, gli screen, i data types. Mostra poi alcuni programmi (un player audio, un browser basato su WebKit, come Apple Safari e Google Chrome, un player di video e DVD e… non ricordo se mostra qualche altra cosa…! :-P).

Chiude mostrando due cose tipiche di Amiga: prima di tutto, il tempo di reboot del sistema ridottissimo. Secondo… basta premere il tasto di spegnimento del computer per chiudere il sistema, in un attimo, senza rischiare di danneggiare nulla (software o hardware)!

Buona visione! :-)

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Barack Obama presidente degli Stati Uniti!

Obama presidente USA

E’ stato eletto Barack Obama (giusto per curiosità, io avrei ovviamente votato per lui).

A volte bisogna toccare il fondo prima di cominciare a risalire (la cosa vale ad esempio anche per l’emergenza rifiuti in Campania, ovviamente con le dovute differenze…).

Ora… mi chiedo quali altri disastri dovrà combinare ancora Silvio Berlusconi prima che ci decidiamo a mandarlo a casa (magari anche altrove…! ;-)) per sempre…!

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2008-2018

Ieri m’è arrivato il bollino relativo al rinnovo della patente. Validità… fino al 2018. Cavolo, a pensarci… come sarà la vita nel 2018? Come sarà l’Italia?

Certo, dieci anni non sono una vita (i precedenti 10 mi sembrano passati in un lampo), però… non sono neanche pochissimi. Se ci restringiamo al solo ambito tecnologico, scientifico e informatico, da qui al 2018 potrebbe essere cambiato letteralmente tutto!

Come saranno i computer? Come sarà la TV? Quali scoperte scientifiche saranno state fatte? E… saremo stati inghittiti da un buco nero creato da noi per sbaglio…? ;-)

PS. Magari mi metto un allarme al decimo anno a partire da ora… chissà…! ;-)

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Il desiderio fantascientifico del giorno…

Stavo pensando che ultimamente si iniziano a vedere un po’ più spesso attori italiani in produzioni cinematografiche estere, non solo magari dalle vicine Francia e Germania, ma anche USA.

Una volta (sigh… tanto tempo fa, in una galas… ehm…) in Italia c’erano le star, attori e attrici conosciuti e amati in tutto il mondo, che venivano richiesti per produzioni estere. Ora non è che ci sia tutto questo grande gruppo di star (eh… :-P), quindi… bisognerebbe che i nostri attori iniziassero a capire che è il caso di provare a fare qualche provino fuori dai nostri confini e magari… che conviene imparare qualche parolina d’inglese…! ;-) Alcuni, appunto, già lo fanno e, anche se si vedono soprattutto in film non proprio di alto livello artistico (”Una notte al museo”, “Narnia”, “Decameron Pie”…), almeno… qualcosa si muove…

Chissà, magari… se iniziasse una sorta di “fuga dei cervelli” (beh, forse… è il caso di dire “delle belle faccine”… ;-)), a qualche produttore cinematografico e televisivo nostrano potrebbe venire in mente, magari così, per caso, che forse è in caso di iniziare a realizzare film pensando, una volta tanto, non solo a noi quattro gatti del mercato italiano, ma anche all’esportazione all’estero, e magari smetteremmo di vedere partigiani Johnny e carabinieri che non fanno inseguimenti…

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La parodia della parodia… della parodia… (che non fa ridere…)

Avevo provato a guadare, solo ora (ormai non guardo quasi più niente in diretta, registro tutto e poi guardo quando ho un po’ di tempo), la nuova fiction (che termine del cavolo, mi sa che lo usiamo solo noi in Italia per indicare le serie TV…) medica di Italia 1, “Medici Miei“. Delle tre puntate mandate in onda la prima serata (chissà, magari se iniziassimo a girare le cose con più cura, mandando in onda non più di un episodio a settimana, non produrremmo certe schifezze…), non sono riuscito ad arrivare alla fine della prima.

E’ talmente insulsa… che non voglio neanche spenderci altre parole. Bastano quelle di Aldo Grasso sul Corriere della Sera

PS. Ottime serie TV italiane come “Boris” faticano a trovare spazio nella programmazione delle TV in chiaro, e ce le dobbiamo sorbire su Sky in seconda serata, e robbe del genere le fanno su Italia 1 in prima serata… :-(

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Cip… :-P

Preso da un impeto di… non so cosa (:-P), ho deciso di crearmi un account Twitter. Ho notato, soprattutto ultimamente, che, o per mancanza di tempo, o magari per pigrizia, spesso non mi viene da scrivere un articolone lunghissimo per il blog, ma magari spesso vorrei scrivere una sola frase, in pensiero, e quindi… ho pensato a Twitter, che è proprio una sorta di sistema di blogging per permettere agli utenti di inserire frasi brevissime (massimo 140 caratteri), via web o SMS, sostanzialmente… per comunicare agli altri cosa stiamo facendo (o magari pensando) in un certo momento.

Beh, la mia pagina è all’indirizzo https://twitter.com/FeliceMente, se inizierò a usarlo “seriamente”, magari metterò anche un banner nel blog, per accedervi direttamente.

PS: Da 1-2 giorni è finalmente partito in Italia il servizio WiiWare, e i primi giochi sono molto interessanti…! :-)

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Un modo in più di essere creativi musicalmente

Sto per scrivere qualcosa che farà storcere il naso a molti, e pensare a un’eresia a molti musicisti “tradizionali”. Ho parlato più volte, in passato, di come apprezzo la possibilità di creare musica (e altri contenuti “artistici”, anche in ambito cinematografico, ad esempio), ormai a prezzi sempre più bassi, ma con qualità sempre maggiore, anche, praticamente… “in casa propria”, grazie ai progressi degli ultimi anni i  ambito informatico e tecnologico in generale.

Credo di aver parlato inoltre, almeno una volta, di come apprezzi la possibilità di creare musica slegandosi dalle pratiche utilizzate (e considerate le uniche possibili) fino a qualche anno fa, impiegando anche tecnologie analogiche (elettriche) e digitali, magari non necessariamente in alternativa agli strumenti tradizionali, ma eventualmente insieme a questi. Non ci vedo niente di male, se è fatto bene, ad accoppiare una chitarra elettrica distorta a un pianoforte, o magari un dulcimer o un’arpa a qualcosa di digitale.

Beh francamente sono contento di tutti gli strumenti, amplificatori ed effetti digitali che stanno apparendo sul mercato (e non solo, ci sono anche quelli gratuiti) ultimamente. Si va da quelli che permettono di simulare fedelmente strumenti tradizionali (ad esempio costosissimi pianoforti a coda), come una fedeltà altissima, data da modelli fisici sempre più accurati, o magari strumenti elettrici/elettronici del passato e non (ad esempio ci sono simulazioni eccezionali di MiniMoog, Hammond, Rhodes, etc…), a quelli che permettono di avere suoni del tutto nuovi,  diversi da qualsiasi cosa ascoltata prima.

E adoro la possibilità di controllare i suoni prodotti da questi strumenti virtuali (disponibili sia come componenti hardware che come software da usare col computer, sempre controllabili via MIDI), come anche gli effetti e i simulatori di amplificazione, attraverso sistemi di controllo di ogni tipo, da quelli che riproducono la tastiera di un piano (anche con pesatura e tutto il resto), o anche una chitarra o basso, a quelli dotati solo di levette, potenziometri, fader, tasti da vario tipo, o quelli in cui bisogna far scorrere una specie di mouse su una piattaforma.

Tutto questo da a chi ha qualcosa da comunicare in musica, e la creatività per farlo, ulteriori modi per farlo, che si affiancano a quelli esistenti prima, per avere ancora maggiori possibilità (ogni nuova buona tecnologia di questo tipo va bene quando non sostituisce quello che c’era prima, ma vi si affianca, come la fotografia con la pittura, il cinema con la fotografia, la TV col cinema e la radio, internet con la TV, etc…).

Del resto, quando fu creato, qualche annetto fa, il mitico Theremin, che era qualcosa di incredibile per quei tempi (e in effetti, un po’ lo è ancora adesso…), fu visto di traverso da molti, ma fu adottato con entusiasmo da molti altri, e non parlo solo di compositori di colonne sonore di film di fantascienza degli anni ‘50 (avete presente gli speciali di Halloween dei Simpson…? ;-)), ma anche di musicisti con background assolutamente classici…

Vedo positivamente anche la possibilità di suonare, dal vivo, con programmini scritti per dispositivi portatili con touchscreen (magari multitouch), come il Nintendo DS e l’iPhone

PS. E’ partita anche in Italia current tv, sul web e su Sky…! :-)

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L’unico prodotto di Apple che sto iniziando ad odiare…

C’è un prodotto Apple (solo uno! :-P) che sembra quasi meraviglioso quando lo si vede per la prima volta, diventa molto bello appena lo si prova con mano, ma che, dopo anche solo un mesetto di utilizzo diventa: “che schifezza”!!! Se ne avete uno, sapete di cosa sto parlando: il Mighty Mouse!!!

Ha un design bellissimo, ed è tutto sommato comodo da usare, ma ha una serie di difettucci che lo rendono fonte di pesanti incazzature a partire da un po’ di giorni (dipende da quanto tempo lo usate) dopo l’acquisto.

  1. il riconoscimento dei due tasti “virtuali” sulla carta è una cosa bellissima, ma… non sempre funziona. Se non posizionate correttamente le dita e siete destri (come me), magari dopo ore e ore di lavoro, sarà facile che un tasto destro venga riconosciuto come sinistro (e più raramente anche il contrario). Questo comportamento c’è fin dall’acquisto, e non cambia col tempo.
  2. i due tasti laterali (che di fatto agiscono come un solo tasto) possono essere comodissimi (io li uso per la funzione Exposè di Mac OS X), ma… anche quelli portano qualche problema. I primi tempi sono un po’duri da premere, ma dopo un po’, appena si allenteranno un minimo, capiterà ogni tanto di premerli involontariamente
  3. [rullo di tamburi, questo è il più grande problema di tutti, quello che fa dimenticare tutti gli altri, quello che ha portato alla creazione di centinaia di guide e tutorial (anche in video, su YouTube) che spiegano come (cercare di) risolvere il problema, che comunque si ripresenta periodicamente] la pallina che sostituisce l’usuale rotellina di scorrimento verticale, e che ne permette anche quello orizzontale: un’idea bellissima, e comodissima; è comodissimo muoversi in un foglio di calcolo con tantissime colonne e righe, o in una immagine che si estende oltre i confini dello schermo, senza andare a toccare le barre di scorrimento della finestra; il probleMONE è che l’apertura dove è inserita la pallina lascia entrare di tutto, e dopo poco tempo dall’acquisto le rotelline che riconoscono il movimento della pallina sono così sporche che non funziona più lo scorrimento verso il basso (statisticamente quello più usato); a nulla servono tutti i sistemi di pulizia “esterni”, il problema non si risolve mai completamente, e comunque il problema si ripresenta… nel giro di uno-due giorni l’unica soluzione è allora quella di aprire il mouse, ma per farlo… bisogna di fatto romperlo, scollando la giuntura inferiore, accedendo così al mouse, con le parti microscopiche che rilevano i movimenti della pallina (e se li perdete…), e, dopo la pulitura, bisogna reincollare la parte inferiore (ma è più comodo non reincollarla, considerato che tanto nel giro di massimo un mese dovrete ripetere l’operazione… ;-)); nel mio caso, tra l’altro, ha anche smesso di funzionare la pressione della pallina come asto centrale (che usavo per richiamare i widget di Dashboard)

Con la versione wireless del mouse le cose non cambiano: il puntamento del mouse è migliore (in effetti quello del Mighty Mouse è buono, ma si è visto decisamente di meglio), dato che che al posto della tradizionale tecnologia ottica viene usato un puntamento laser, ma la parte relativa alla sferetta è esattamente la stessa del Mighty Mouse USB.

Che fare, quindi? Beh, io sto cercando da tempo un’alternativa, tra le proposte Logitech e Microsoft (non prendo in considerazione gli altri, per una serie di motivi…). Non è facile, considerando che i genere sono tutti mouse bruttini esteticamente, giganti oppure minuscoli, di plastica opaca brutta, spesso di colore nero o grigio, ruvidi, con diecimila tasti dedicati ai fissati dei videogiochi o a chi fa continuamente a gara a chi la fa più lontano, e ovviamente no hanno una sferetta con scorrimento a 360° (e, vista l’esperienza del Mighty Mouse, forse è una cosa buona, anche se è difficile tornare al solo scorrimento verticale, dopo aver provato anche quello orizzontale).

Una possibilità interessante che ho trovato è il Logitech V470 Cordless Mouse for Bluetooth. Come indica il nome, è Bluetooth, quindi si connette esattamente come il Wireless Mighty Mouse, non come i mouse senza fili diffusissimi sui PC che hanno bisogno di connettere un ricevitore a una porta USB. Inoltre, ha un sistema che sostituisce la pallina: è una tradizionale rotellina per lo scorrimento verticale, che però può essere premuta verso destra o sinistra (stile joystick) per avere uno scorrimento orizzontale (e ovviamente può essere anche premuta per funzionare come terzo tasto). In più, è disponibile in due colori, tra cui un bianco lucido che non fa rimpiangere troppo quello del Mighty Mouse e “va daccordo” con lo stile del mio MacBook (dimenticavo, ovviamente è compatibile anche coi Mac). Unica mancanza (a parte lo scorrimento orizzontale che funziona diversamente rispetto al Mighty Mouse), non ha un tasto addizionale che posso configurare con Exposè (ma magari, se si può configurare in modo che premendo due tasti insieme si attiva Exposè, va bene lo stesso… :-P). Il prezzo è inferiore a quello del Mighty Mouse Wireless (e anche a quello del Mighty Mouse standard…).

Eccolo:
http://www.logitech.com/index.cfm/mice_pointers/mice/devices/3287&cl=it,it

Sarebbero molto graditi pareri da chi magari l’ha provato (come per le tastiere, sono molto esigente in ambito mouse), o magari suggerimenti di possibili alternative (e sono sicuro che tra gli utenti Mac sono in molti ad aver cercato una alternativa al Mighty Mouse, anche se magari a malinquore…).

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Ogni tanto… parlo pure di cinema…! ;-)

Questo sabato (rigorosamente nel primo pomeriggio, con la sala praticamente vuota, cosa che ormai mi piace sempre di più), insieme alla mia sempre più dolce metà, mi sono finalmente guardato l’atteso “Juno” e… m’è piaciuto! :-P E’ esattamente il tipo di film che piace a me: non è esattamente una commedia, ma non è neanche un film drammatico, non ci sono esplosioni e inseguimenti, ma tiene comunque incollati allo schermo, non si ride dall’inizio alla fine, ma in molti momenti si sorride, lasciandosi semplicemente portare dalla storia, dalla musica, dalla regia fresca e interessante quanto basta, dalla protagonista particolarissima.

E’ il tipo di film di cui mi piacerebbe scrivere la sceneggiatura (a proposito, la sceneggiatrice è un altro tipetto piuttosto particolare…) e, a pensarci, ogni anno, per fortuna, riesco a vedere un nuovo film di questo tipo, indipendente, leggero ma non troppo, semplice… bello… e vengono tutti dagli States! Perché in Italia nessuno fa un film così? Perché in Italia si parla solo di storielle d’amore insulse da una parte, o polpettoni pseudostorici dall’altra (con al centro gli immancabili cinepanettoni, con contorno di comici televisivi napoletani, che ora vanno tanto di moda…)?

Semplicemente… consigliato! :-P

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L’atomo si fa più grande…! ;-)

Chi mi conosce da un punto di vista informatico probabilmente sa che ho sempre avuto una predilezione, in ambito desktop, mainframe e embedded, per le architetture PowerPC (quella che Apple qualche tempo fa ha abbandonato, in favore di Intel) e Power e, in ambito palmare, per le architetture ARM. Sono architetture basate su un set di istruzioni RISC, quindi semplice ed efficiente, oltre che (ma questo è un parere esclusivamente personale), piacevole da programmare. Sia i processori ARM che tutte le ultime implementazioni PowerPC e Power (da AMCC, a Freescale, a P.A. Semi) consumano spesso pochissimo, e sono dei cosiddetti SoC (System on Chip), ovvero implementano direttamente nel processore le funzionalità normalmente svolte, ad esempio in un PC, da processori esterni, per controllare la RAM, i bus e le periferiche, in genere, etc…, semplificandone moltissimo l’adozione in dispositivi di qualsiasi tipo (e riducendo ulteriormente costi e consumi).

Beh… Intel però ultimamente si sta muovendo benissimo in tutti gli ambiti in cui è lanciata, compresi quelli in cui era meno forte. Sappiamo tutti della supremazia assoluta di Intel in ambito desktop, con la linea Core: il suo unico concorrente, AMD, che in passato aveva proposto soluzioni superiori a quelle di Intel sia per quanto riguarda le performance che per i consumi, fatica ora a tenere testa e Intel, che produce processori sempre più potenti (aumentando non tanto la frequenza di lavoro, ma migliorando i set di istruzioni e aggiungendone di nuovi, e migliorando l’architettura a core multipli), e abbassando nel contempo sempre di più i consumi energetici (e di conseguenza anche il calore prodotto, il rumore prodotto dalle ventole che devono raffreddare i processori, la durata delle batterie dei dispositivi portatili…).

Anche in ambito server (o comunque… nella fascia dei supercomputer) però Intel ha appena fatto interessanti annunci. La sua linea di processori ad altissime prestazioni Xeon si comporta molto bene, ma consuma molto. Beh, Intel ha appena annunciato nuovi processori di questa linea, con consumi analoghi (o quasi) ai processori destinati ai computer domestici.

La vera novità però non è questa: Intel ha appena presentato la nuova linea di processori Atom. Sono molto piccoli, e consumano pochissimo (da meno di 1 W a meno di 3W), e questo li rende adatti all’impiego in dispositivi portatili come i palmari o gli smart phones (mercato attualemente dominato da ARM: sono ARM quasi tutti i processori usati nei cellulari negli smart phones, nei Game Boy Advance, nel Nintendo DS, nell’iPhone…). Ma non è tutto, oltre ai bassi consumi, c’è l’efficienza: Intel sostiene che questi processori, a 32 bit e sia in versione a singolo core che dual core, sono in grado, oltre che di svolgere operazioni comuni, come la navigazione nel web, etc…, anche di visualizzare contenuti video in half e full HD. C’è poi la ciliegina sulla torta: sono completamente compatibili col set di istruzioni a 32 bit x86, lo stesso dei PC e dei Mac, il set di istruzioni (per la verità piuttosto incasinato, visto che è stato esteso con gli anni, mantenendo però sempre la compatibilità col passato, e questo è uno dei motivi per cui i processori Intel non mi sono mai piaciuti tantissimo…) più noto e conosciuto (ehm… però per lo stesso motivo la maggior parte dei virus esistenti è per processori x86…).

Infine, rispetto a soluzioni Power, PowerPC e ARM, anche i costi sono competitivi. Che dire… AMD, visto che solo tu puoi competere, datti una mossa. La concorrenza non può che fare bene a tutti…

PS. Che titolo del cavolo…! ;-)

PPS. Ho letto ieri una cosa abbastanza sconvolgente sul kernel Linux: lo sapete che, attualmente, la parte più grande dello sviluppo non è svolta da programmatori che lo fanno per pura passione, in maniera del tutto indipendente, ma da dipendenti di società (IBM, Red Hat, Nokia, Novell, SuSE, etc…), interessate a migliorare il supporto di Linux per i propri prodotti (come del resto è giusto che sia)? Perché cavolo allora anche NVIDIA, dopo ATI, non di sa una mossa e rilascia versioni open source dei driver per le proprie schede grafiche (tra l’altro proprio di recente è saltato fuori uno studio secondo cui la maggior parte dei crash di Windows Vista è dovuta a problemi causati dall’hardware NVIDIA… :-P).

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NatAmi vive… e pure MiniMig…! :-)

In un messaggio precedente, accennavo a un progetto particolare, ma interessante, NatAmi. In pratica si trattava (si tratta…) di un progetto non solo per reimplementare Amiga 1200, in hardware, senza emulatori software, ma per andare ancora oltre, per creare una sorta di successore dei modelli Amiga del tempo, una sorta di Amiga 6000 (perché Amiga 6000 e non 5000? Beh, prima di tutto perché Amiga 5000 era in fase di progettazione quando Commodore è fallita, e poi… per un motivo che sarà chiaro dopo…).

Beh, ci sono stati sviluppi dal primo prototipo con processore Motorola 68030 e cavetti volanti saldati sulla scheda madre, ed è stata adottata proprio una delle soluzioni che auspicavo: il nuovo prototipo monta un bellissimo (almeno per quei tempi, ma, per quanto mi riguarda, anche per ora…) processore 68060, molto più veloce e moderno del 68030, e mai montato (eccetto che su qualche scheda di accelerazione esterna) su un computer Amiga (e mai montato neanche nei Mac, che già erano passati ai processori PowerPC, contribuendo tra l’altro in buona misura a spingere Motorola all’abbandono dello sviluppo della gloriosa serie 68xxx, più difficile da aggiornare, in quanto CISC, rispetto alla più semplice architetttura RISC del PowerPC).

Inoltre implementa un chipset denominato SuperAGA: retrocompatibile con le caratteristiche del chip video di Amiga 1200, AGA appunto, ma con un blitter 100 volte più veloce, e con nuove funzioni (compresa accelerazione 3D). Avrà in ingresso e un’uscita S-Video integrati, più un’uscita VGA, con risoluzioni fino a 1280*1024 e scan doubler per le risoluzioni inferiori.

Anche il lato sonoro è stato migliorato rispetto agli Amiga classici, ma sempre mantenendo la compatibilità. Il risultato è che questo Amiga sarà compatibile col passato, ma molto più veloce, e in grado di sfruttare nuove caratteristiche hardware.

Nei giorni scorsi era stato rilasciato un annuncio informale nei forum dedicati ad Amiga, con le prime immagini di una demo grafica (che dovrebbe arrivare a diventae un simulatore di volo) realizzata per mostrare le capacità del nuovo hardware (in pratica, l’equivalente di quello che la mitica demo con la palla a quadretti rimbalzante fu quando fu presentata Amiga 1000, sbalordendo tutti), ma oggi è stato anche messo online il nuovo sito del progetto, dove si annunciano le caratteristiche hardware, e la data di commercializzazione del sistema completo per gli sviluppatori: l’estate 2008 (e a quanto pare verrà scelta la versione più performante del processore, che viene ancora sviluppato da Freescale (ex Motorola), a 90 MHz).

Il sistema ha tutto quello che serve per renderlo compatibile con l’hardware Amiga classico (compreso un controller per dischetto da 3,5″ e per hard disk e cd-rom IDE), ma anche una porta PCI per espansioni di vario tipo, e il tradizionale “slot CPU“, che permetterà di espandere il sistema con una seconda CPU (e non solo, come al solito…), tra cui gli sviluppatori prevedono i classici Coldfire (procesore di Motorola/Freescale che mantiene una certa compatibilità all’indietro con i 68xxx), PowerPC (che in fondo sono la naturale evoluzione dei 68xxx, e che sono sempre stati usati come espansione per Amiga) e… beh, nel sito viene anche citato il Cell (avete presente la Playstation 3, vero? ;-)). In effetti… da qualche parte qualcuno ha anche ipotizzato espansioni con processori x86

Che dire… se inizieranno a pensare a un’ulteriore evoluzione hardware (magari eliminando la storica separazione della memoria di Amiga tra chip memory e fast memory, magari eliminando cose tipo il controller per i dischetti, e pensando a un nuovo chipset innovativo, anche se magari non compatibile col passato…), e a questa affiancheranno qualcosa di interessante da un punto di vista software (io credo che si debbano mantenere certi principi di innovazione alla base di Amiga, non anche tutte le scelte che questi comportarono negli anni 80…), riuscendo a mantenere i prezzi bassi, il sistema potrebbe diventare qualcosa di più che un giocattolo per smanettoni, perché le premesse ci sono…

PS. Vi avevo parlato anche del MiniMig, la reimplementazione di un Amiga 500 in hardware, commercializzata dall’italiana ACube. Beh, in questi giorni il primo lotto di schede prodotte è andato esaurito (ma presto ne verranno prodotti di nuovi). Non so quanti ne erano stati prodotti, ma a quanto pare l’operazione, partita come semplice progetto personale, è stata un successo, anche da un punto di vista commerciale! :-)

PPS. Perché Amiga 6000? Perché usa il processore 68060 ovvio! ;-)

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Le catene di Sant’Antonio

Per la milionesima volta (chi mi conosce di persona ricorda che spesso gli ho rivolto di ersona queste parole, o via mail): girare a tutti i vostri amici e conoscente le mail con catene di Sant’Antonio (per raccogliere fondi, sangue, o qualunque altra cosa) e allarmi di virus informatici e non, senza sapere bene di cosa si tratta, perché tanto “me l’ha mandata un amico affidabile” oppure “uno degli indirizzi da cui arriva è della Guardia di Finanza” o anche la peggiore di tutte “tanto inoltrare non costa niente” è una cosa profondamente sbegliata!!!

La stragrande maggioranza di queste mail è assolutamente falsa, e ha l’unico scopo di generare panico, o magari mettere in cattiva luce una società (”lo shampoo di tale marca contiene un additivo cancerogeno”…) o di fare saturare i centralini telefonici di enti (magari ospedali…) o provati, o anche i server delle multinazionali.

C’è inoltre uno scopo anche più subdolo, che è quello di raccogliere indirizzi e-mail, visto che chi inoltra questa mail non si prende la briga di cancellare gli indirizzi delle persone che hanno ricevuto la mail prima, ne tantomeno si preoccupa, in caso di invio a più persone, di utilizzare il campo indirizzo che permette di non far apparire gli indirizzi dei destinatari pubblicamente.

Il risultato della leggerezza con cui si inoltrano queste cose (magari anche senza leggerle, o semplicemente perché alla fine del messaggio c’è scritto “non farlo sarebbe crudele”) è che continuo a ricevere tantissime mail di questo tipo (come se non bastasse lo spam… :-@), anche da gente che non conosco, ma a cui qualcuno che conoscevo aveva inoltrato una di queste mail in precedenza, non nascondendo il mio indirizzo…

La cosa tragica è che queste mail, anche quando è ormai assodato da anni che sono bufale, continuano a girare, perché, se ci fate caso, la maggior parte di queste non ha indicazioni temporali, e ce ne sono davvero alcune che girano da anni…

Che fare se ricevete una di queste mail? Se proprio non volete perdere tempo, limitatevi a cancellarla. Se avete 5 minuti (davvero, 5 minuti), basta fare una ricerca in Google, magari inserendo col soggetto della mail. Troverete in un baleno le smentite (o le conferme). C’è anche un ottimo servizio antibufale, curate dal giornalista Paolo Attivissimo (che gestisce anche un programma radiofonico e un podcast sull’argomento, di cui penso di avervi già parlato), dove ci sono centinaia di casi di questo tipo documentati, con un motore di ricerca che permette di trovarli subito. Fatta la ricerca, se la cosa si dovesse rivelare vera (ma queste mail non sono quasi mai vere…) e volete inoltrarla ai vostri amici, fatelo inserendo i loro indirizzi nel campo in “copia nascosta” (”ccn”) del vostro sistema di posta elettronica, e non nel campo convenzionale (di solito “a” oppure “to” o “destinatario”).

Quante altre volte dovrò spiegarlo per mail a gente che usa il computer senza usare minimamente la testa o che comunque non si informa su quello che manda in giro?

PS. L’ideogramma usato nel titolo del messaggio precedente era “kata“. In un’arte marziale, ad esempio, i kata sono le “forme”, ovvero una sequenza predefinita di movimenti che applicano i principi di quella particolare arte, spesso simulando un combattimento contro uno o più avversari immaginari.

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