A quanto pare, Intel (uno dei più grandi produttori mondiali di processori per PC, e inventore del Pentium…) ha annunciato che il Pentium 4 a 3,8 GHz segna la velocità più alta che l’azienda produrrà per un periodo di tempo indefinito.
Ha deciso infatti di cancellare i suoi piani precedenti per un Pentium 4 a 4 GHz (che a quanto ne so era stato già annunciato).
Il motivo è che aumentando le velocità di clock aumenta il consumo di corrente ma soprattutto aumenta la temperatura di lavoro, per cui servono sistemi di raffreddamento sempre più potenti e rumorosi, e abbiamo ormai già raggiunto livelli fin troppo elevati.
Pare che Intel nel prossimo futuro cercherà di aumentare le prestazioni più che altro aumentando la quantità di memoria cache, e puntando maggiormente sulle architetture multiprocessore (attualmente più diffuse nei computer Apple).
Da notare che di recente anche Intel, come già AMD (principale concorrente), non identifica più i processori con un numero indicante la velocità in MHz, ma con un “indice oggettivo di velocità”.
Un altro grande problema è che le interferenze magnetiche tra le varie piste, delle dimensioni di centesimi di micron, cancellano le informazioni.
Sembra quindi che d’ora in poi, almeno per quanto riguarda questo tipo di processori, non varrà più la Legge di Moore, che sosteneva che le performance di apparecchiature elettroniche raddoppiano ogni 18 mesi.
Forse le nostre macchine invecchieranno più lentamente.
Beh, in effetti, la cosa può apparire forse anche confortante, se si pensa che ora forse, finalmente, si inizierà a cercare di ottimizzare al meglio i programmi per sfruttare davvero i processori disponibili, senza beneficiare dell’uscita di nuovi processori più veloci per ottenere un miglioramento delle performance, come si faceva tempo fa in ambito informatico, quando l’hardware non veniva rilasciato ad un ritmo così vertiginoso, e l’utente non era obbligato ad aggiornare continuamente il proprio computer se voleva utilizzare i programmi più recenti.
C’è da notare comunque che già adesso le CPU non svolgono tutto il lavoro, ma vengono coadiuvate, per compiti specifici, da processori addizionali (ad esempio quelli presenti nelle moderne schede grafiche, oltre ad occuparsi dei calcoli necessari per la visualizzazione di immagini 3D, si occupano anche di sgravare il processore da alcuni calcoli necessari per riprodurre filmati (ad esempio per i DVD o i DivX), e nei computer Apple si occupano anche di gestire l’intera interfaccia grafica del sistema (e dovrebbe avvenire anche col successore di Windows XP), etc…), e per queste non siamo ancora vicini ai limiti tecnologici.
Per quanto riguarda i computer Macintosh della Apple, le cose sono un po’ diverse, vista l’architettura molto diversa dei processori (RISC e non CISC, come quelli dei PC, anche se comunque ormai la differenza tra le due architetture è diventata molto minore di quanto lo era in origine) garantisce pari prestazioni a minore velocità di clock, e comunque i processori usati dai computer Apple generano molto meno calore (i guardacaso computer Apple, anche di fascia alta, sono molto più silenziosi dei PC), e ci vorrà ancora un bel po’ prima di arrivare ai limiti.
Senza contare poi che in Ambito Apple non c’è quella corsa estrema all’aggiornamento hardware che c’è stata finora in ambito PC, e l’hardware viene sfruttato molto meglio che su PC (ogni nuova versione del sistema operativo gira ad esempio meglio della precedente anche su macchine più datate, a differenza di Windows, che a ogni nuova versione richiede di aggiornare o sostituire il PC se si vogliono mantenere buone prestazioni).
Inoltre, in ambito Mac sono molto più diffuse le configurazioni biprocessore, e non solo in macchine destinate ad essere utilizzate come server, ma anche in quelle di fascia alta destinate ad esempio a montatori video, studi di registrazione, etc… (mentre non si può dire ancora lo stesso degli equivalenti PC).
Spesso le configurazioni Mac vengono considerate più costose delle equivalenti basate su PC, ma spesso ci si dimentica di considerare che l’hardware in ambito Mac dura molto di più e non sarà necessario cambiarlo dopo qualche mese, perché viene sfruttato meglio, e sempre più ad ogni successiva uscita del sistema operativo…
Intanto comunque, Intel ha annunciato di aver condotto con successo i primi esperimenti sull’applicazione di una nuova tecnologia ottica nei PC, che dovrebbe portare in futuro velocità di trasferimento nei nostri computer simili a quella della luce, superando gli attuali limiti dovuti all’uso di materiali come il rame per condurre segnali elettrici (con i già citati problemi di interferenze e soprattutto di calore).
Beh, vedremo quando sarà effettivamente disponibile una soluzione del genere per applicazioni reali…