Hmmm… la seconda puntata di Star Trek: Enterprise è stata abbastanza interessante.
Sfiorava l’argomento della scienza contrapposta alla fede, ma soprattutto era sull’estremismo religioso, sugli atti terroristici e di guerra a cui si può arrivare in nome della propria fede, su come questa per alcuni possa giustificare atti terribili.
Anche “in nome della pace”, comunque, si possono compiere atti terribili però…
Argomento piuttosto attuale, direi…
Passando ad altro, ieri sera, ancora convalescente, sono rimasto a casa e ho guardato il film “Open Water” (da non confondere col film “Dark Water” citato qualche giorno fa).
Non mi ha fatto una brutta impressione, e riesce a trasmettere un’idea secondo me molto buona di cosa si possa provare a rimanere abbandonati in mezzo all’oceano, tra gli squali (ma non solo).
Francamente, tutta la sequenza iniziale, con dialoghi e situazioni inutili, e soprattutto, con una estetica pessima (con uno stile documentaristico si, ma un ritmo lentissimo, anche e soprattutto per via del montaggio approssimativo, e con un sacco di errori da prima lezione di cinema, tipo scavalcamenti di campo vari, etc…), mi ha dato molto fastidio, e mi sono trovato più volte a pensare cose tipo “ok il film indipendente, però… questo non sa tenere in mano la videocamera!”, oppure “che palle!!!”.
Successivamente però il film, senza raggiungere comunque risultati eccezionali, riesce a diventare interessante e a non annoiare, proprio quando è più difficile, con i due protagonisti soli in mezzo all’oceano. Le scene subacquee tra l’altro, in genere difficili da realizzare, soprattutto con attrezzature limitate (il film è stato girato interamente un una videocamera e risoluzione televisiva XL1s), sono ben realizzate.
Poteva essere probabilmente migliore e durare un po’ di meno, e soprattutto, poteva essere girato molto meglio (troppo spesso il fatto che un film sia “indipendente” è una scusa per girarlo in maniera approssimativa, non seguendo le regole di base di cinematografia…), però… può essere interessante per qualcuno.
Una nota… non è stato girato con un rapporto cinematografico, e sono state aggiunte bande nere in seguito, ma… in maniera un po’ rozza, e si vede che le inquadrature non sono state girate in origine tenendo per bene conto delle barre che sarebbero poi state inserite, e la cosa da un po’ fastidio, soprattutto all’inizio.
Nel pomeriggio ho guardato invece “L’alba dei morti viventi“, quello del 2004 diretto da Zack Snyder, remake dell’omonimo (In Italia però è noto col nome “Zombi“) film di George Romero (e secondo capitolo della sua trilogia sugli zombi, di cui ho visto per ora solo il primo episodio, in entrambe le edizioni esistenti).
Non avendo ancora visto l’originale, non posso fare confronti diretti, ma devo dire che questa versione non mi ha per niente deluso.
Non è un capolavoro, certo, ma è un film horror (anche se, come spesso in questi film, l’unica cosa a fare un po’ paura sono i versi dei non morti, e giusto qualche apparizione improvvisa) ben realizzato, con una bella sequenza iniziale, una ancora più bella sequenza finale (davvero azzeccata l’idea…), ed una regia ed un montaggio efficaci, una volta tanto non da videoclip musicale.
E poi… come in altri due film sugli zombi piuttosto riusciti, “28 giorni dopo” (che pure omaggiava questo film (o meglio, l’originale) in più punti, come ad esempio nella sequenza nel supermercato) e “Resident Evil“, gli zombi che si muovono velocemente e sono forti sono più interessanti di zombi che sembrano dei bambolotti in trance che camminano al rallentatore!
Alcune trovate poi (non so se già presenti nella versione originale) sono molto interessanti.
Solo, come in molti film horror, i personaggi sono sempre molto… ingenui… 
Ah, tra l’altro tra gli attori ce n’è uno presente nelle ultime stagioni di E.R., e proprio ieri pomeriggio l’ho visto in una trasmissione su MTV (dovrebbe essere una specie di “Scherzi a parte”)!
Ogni tanto fa bene vedere film senza chissà quali pretese, e “di genere”, semplicemente per passare un po’ di tempo, per rilassarsi o divertirsi un po’, o no?
Ah… ho dimenticato di segnalarlo, ieri c’è stato il Mercatino di Marzaglia (dovrebbe essere non lontano da Modena), che si svolge 2 volte l’anno, il secondo sabato di maggio e il secondo sabato di settembre.
Da quanto ne so è storicamente il più importante momento di incontro tra radioamatori, ma è ormai diventato anche e soprattutto la più grande fiera-mercatino per appassionati di retrocomputing, dove fare scambi, trovare quello che si cercava, etc…
Non dimenticherò però di segnalare la manifestazione Amiga Alpe Adria, che quest’anno è dedicata soprattutto alla programmazione, e prende infatti il nome di Codex Alpe Adria.
Si terrà a Udine il 2 luglio 2005, e ci si riunirà per parlare, vedere, mostrare Amiga (modelli recenti e storici), per programmare, per scambi relativi al retrocomputing, etc…
Il sito di riferimento è http://0xaa.org/.
Comunque, navigando in rete ho scoperto il sito di una società che ha avuto un’idea interessante. Praticamente utilizzano cavi in fibra ottica (utilizzati finora soprattutto per telecomunicazioni e collegamenti audio-video digitali) per condurre dall’esterno la luce solare, e portarla in ambienti interni, illuminati così a costo zero, e con un’ottima resa luminosa, col tipo di luce più naturale e riposante che ci sia.
Dalle foto presenti sul sito, sembra una bella cosa. Non so se sono gli unici a proporre qualcosa del genere, e non conosco i prezzi. Il sito di riferimento è http://www.parans.com.
Bastava pensarci…
(chiaramente funziona solo di giorno…)
Un altro progetto interessante, di cui ho sentito di recente nella trasmissione Neapolis (su Raitre), è Ndiyo. E’ in pratica un PC ultracompatto, da usare come client in una rete, e dal costo bassissimo (a quanto pare anche meno di 150 €), connesso ad un server su cui far girare software libero (e hanno realizzato una versione su misura di Ubuntu Linux, di cui ho già parlato più volte, anche se altri sistemi operativi sono comunque utilizzabili).
Questo permette di mettere su un piccolo internet cafè ad un costo totale (per le macchine ed i software) minore di quello di un normale PC di fascia media, ed il progetto è destinato specialmente a realtà particolari tipo i paesi del terzo mondo o comunità, per permettere l’accesso alle tecnologie informatiche e alla rete a chi è meno fortunato di noi.
Mi sembra un’ottima cosa. No? 
Trovate informazioni all’indirizzo http://www.ndiyo.org/.
PS. Ho aggiornato la pagina su di me (Chi sono).