In fotografia, la pellicola è ormai praticamente… un morto vivente. Sia in ambito amatoriale che professionale, ormai nella stragrande maggioranza dei casi il digitale ha sostituito la pellicola, perché, a fronte di una spesa iniziale maggiore per le macchine fotografiche (e in genere uguale per gli obiettivi e gli altri “accessori”), si azzerano completamente (o quasi) le spese legate agli scatti (si può scattare quanto si vuole, senza costi di sviluppo e stampa, e si può scegliere di stampare solo determinate foto, magari anche a casa, con una stampantina da 100 euro, e inoltre… comprata qualche scheda di memoria, la si può riutilizzare innumerevoli volte, senza costi aggiuntivi), si ha una possibilità di intervento estrema sulle immagini, si può organizzare un archivio delle foto molto efficientemente, senza spreco di spazio, e con possibilità di ricerca molto allettanti, si può inviare in qualsiasi momento una foto a chiunque, ovunque, le foto non si degradano e rimangono per sempre (a meno di rottura di hard disk e supporti di memorizzazione varia), etc… Kodak, Agfa e Fuji (oltre a qualche altro produttore minore) continuano a produrre pellicole, ma hanno ridotto drasticamente la gamma (soprattutto in ambito professionale), e le pellicole disponibili sono quasi tutte negative (ovvero NON diapositive), e quasi tutte a colori (eppure il bianco e nero puro è così bello…). Resiste solo un ridotto numero di affezionati (in genere fotoamatori evoluti di lunga data).
In ambito cinematografico, invece, la pellicola resiste ancora bene. Kodak la fa ancora di padrone, con una gamma di pellicole molto ampia, e con ottime prestazioni, ma anche Fuji non va malissimo. Agfa invece mi sembra sia del tutto assente.
Eppure…
…eppure Kodak, inventore della pellicola come la conosciamo, e marchio universalmente noto proprio per questo, si sta concentrando sempre di più su altre cose, come ad esempio… il cinema digitale! Eh, si! Oltre a una serie di sistemi di correzione colore per i direttori della fotografia che utilizzano la pellicola, e a una serie di tecnologia ad essa legate, i maggiori sforzi da parte di Kodak nell’ultimo periodo sono mirate allo sviluppo di un sistema di produzione, distribuzione e proiezione standard per il cinema digitale, e ha, tra le altre cose, curato la massiccia distribuzione nelle sale americane (e gli Stati Uniti sono sono estesissimi…) di Mission Impossible III in versione digitale.
Fuji, dal canto su, si sta concentrando sempre di più sugli obiettivi e sui sensori digitali (come del resto anche Kodak stessa), e meno sulle pellicole.
Panavision, il più importante produttore (seguito da Arri e Aaton) di macchine da presa a pellicola, dopo aver collaborato per alcuni anni con Sony, in modo da garantire la compatibilità dei propri obiettivi e accessori con le macchine da presa digitali Sony CineAlta, ha realizzato (sempre insieme a Sony) una nuova macchina da presa digitale veramente interessante, con una gestione più vicina a quella delle tradizionali macchine da presa a pellicola, che a una digitale (è stata usata, tra gli altri, in “Superman Returns“).
Tutto questo… vorrà pur dire qualcosa…!
PS. Ieri ho parlato delle ultime disavventure con Alice di Telecom, e della poca chiarezza da parte di questa società, parlando della mia decisione di passare dall’ADSL 4 Mb di Telecom a quella a 2 Mb. Beh, la svogliata e flemmatica operatrice con cui ho parlato ieri, mi aveva comunicato che l’operazione sarebbe avvenuta probabilmente nel giro di 4-5 giorni, e comunque non oltre 10 e, dopo mia domanda, mi aveva assicurato che non ci sarebbe stata alcuna interruzione del servizio. Le cose “ovviamente” però non sono andate così: il passaggio è avvenuto subito, la sera stessa (e figuriamoci, ho chiesto di ridurre la velocità della mia connessione, ma per il mese di dicembre continuerò a pagare la tariffa per la versione più veloce; se avessi chiesto il contrario non credo proprio che si sarebbero mossi così velocemente…), con la connessione che è però divenuta inattiva (non venivano riconosciuti nome utente e password) durante le prime ore della notte. Ora, io posso anche capire che la maggior parte della gente non avrà bisogno di internet durante la notte, ma una cosa è questo, un’altra è affermare che non ci sarebbe stata interruzione del servizio. Inoltre, io avevo bisogno della connessione per effettuare alcuni pagamenti urgenti, e sono stato costretto a recuperare un “vecchio” modem (trovando per miracolo dei dati di connessione da utilizzare). Sarebbe stato molto meglio essere sinceri, così avrei potuto rimandare la richiesta, e comunque, se devono fare queste operazioni di notte, meglio farle nelle ultime ore della notte piuttosto che nelle prime, o no?
PPS. A proposito, pare che i problemi di connessione a cui avevo accennato stiano colpendo un sacco di gente in Italia, in questo ultimo periodo, indipendentemente dall’operatore: a quanto pare è in atto un massiccio atto, da parte di non identificati pirati informatici, direttamente ai router (ovvero i sistemi che si occupano di instradare il traffico da una sottorete all’altra), allo scopo di rallentarne o addirittura impedirne il corretto funzionamento. Ancora una volta, se fate notare la cosa a un operatore Telecom, da “semplice utente”, l’operatore negherà del tutto la cosa, anche se Telecom ha ammesso, con non mi ricordo quale sito informatico, l’esistenza del problema (è chiaro che non è colpa di Telecom, ma perché sempre queste bugie? Perché trattare sempre il cliente, che è poi quello che porta i soldi, come uno stupido? Perché prenderci sempre in giro?).