Archivio di febbraio 2007

Intraprendenza italiana e nuove piattaforme informatiche

Una neonata società informatica italiana, nata dalla collaborazione di tre rivenditori di prodotti informatici indipendenti, accomunati dall’attenzione che hanno sempre rivolto alle piattaforme alternative, sta muovendo i primi, incoraggianti passi, nel difficile mondo dell’informatica. Si tratta di ACube Systems, e gli obiettivi sono abbastanza ambizioni: portare qualcosa di nuovo nell’ormai saturo mondo dell’informatica, muovendoti sia nel mondo dell’hardware che del software.

Il primo prodotto hardware, già presentato in anteprima qualche mese fa durante una manifestazione italiana dedicata ad Amiga (storica piattaforma informatica di cui ho parlato innumerevoli volte nel blog e nel podcast) è una scheda madre con processore PowerPC a 32 bit, prodotto da Motorola (praticamente lo stesso tipo di tecnologia utilizzata fino a qualche tempo fa nei computer portatili Apple). Apparentemente può sembrare un progetto tutt’altro che innovativo, ma così non è, per vari motivi. Prima di tutto, il processore utilizzato non è semplicemente un PowerPC a 32 bit, ma è progettato per mantenere bassissimi i consumi e la produzione di calore (tanto che non richiede un raffreddamento attivo, quindi niente ventole o sistemi a liquido), e implementa al suo interno le funzioni che normalmente vengono svolti dai chip Northbridge e Southbridge delle schede madri (che si occupano della gestione del bus, della memoria, del controller dei dischi, etc…). Questo contribuisce a mantenere ancora più bassi i consumi, oltre che a semplificare di molto lo schema delle piattaforma che ne fanno uso, riducendo di conseguenza anche il costo per la scheda madre, e semplificando, infine, la personalizzazione dell’hardware e lo sviluppo di driver che lo supporti efficacemente. Uno degli scopi del progetto è proprio fornire una piattaforma PowerPC a 32 bit al passo dei tempi (per quanto riguarda la memoria e l’accesso ai dischi), ma a costo molto basso, indirizzata prima di tutto al mercato Amiga (del cui sistema operativo è recentemente uscita la versione 4.0 definitiva, riuscendo a mantenere tutte le promesse, e non solo quelle), ma, e questo non è affatto secondario, anche al mercato embedded, dove è fondamentale la semplicità, la compattezza, e, ovviamente, l’affidabilità. Sulla piattaforma gira, com’era intuibile, anche il sistema operativo libero Linux, e questo permette una versatilità estrema.

La società ha iniziato anche a muoversi nel mondo del software, con unna prima acquisizione e la produzione di un primo programma, per AmigaOS 4, STFax 2007. Se consideriamo che fanno parte del team sviluppatori che collaborano anche al sistema operativo AmigaOS, e che sono state avviate collaborazioni con vari team italiani, le premesse fanno ben sperare.

A quanto pare, inoltre, a questa prima piattaforma hardware, destinata alla fascia bassa e media del mercato, seguiranno piattaforme più performanti e al passo coi tempi. In ogni caso finora la proposta di ACube si è dimostrata più solida e reale di altre proposte simili, come ad esempio quella di Troika, e potrebbe realmente contribuire a una rinascita di quella che è stata, almeno a mio avviso, la migliore piattaforma informatica degli anni 80 e inizio 90.

Magari, per il futuro, si potrebbe pensare ai nuovi processori PowerPC rilasciati, proprio in questo periodo, dall’interessante società P.A. Semi, a 64 bit e dual core, molto simili quindi ai G5 utilizzati dagli ultimissimi computer prodotti da Apple prima del passaggio a Intel, ma, analogamente al caso precedente, molto più interessanti, perché consumano e scaldano pochissimo (una frazione di quello che consumano le moderne CPU), e implementano al loro interno le funzioni svolte dai chip addizionali delle schede madri.

Anche se nel mondo dei computer destinati alle masse ormai sono sempre più affermati i processori x86 prodotti da Intel e AMD (e, in numero molto minore, da VIA), in altri ambienti l’architettura PowerPC è ancora quella più interessante, e può riservare molte sorprese con questa nuova generazione, migliorata in tutto rispetto a quella che Apple ha abbandonato l’anno scorso. I nuovi processori consumano e scaldano pochissimo, permettono di semplificare le piattaforme hardware in cui vengono utilizzate, non sono assolutamente bersagliate dai virus come invece la piattaforma x86 e (questo lo dico da ex programmatore e da appassionato di informatica) sono decisamente più piacevoli da programmare, e più razionali. Queste piattaforme hanno ancora moltissimo da dire in ambiente embedded, in ambito di ricerca, nella produzione di supercomputer e nel calcolo distribuito, nella produzione di dispositivi come set-top box e media center (e non è un caso se tutte le console di nuova generazione, Xbox 360, PlayStation 3 e Wii si basano su piattaforme PowerPC (compreso il Cell di Playstation 3).

Commenti


Karate, retrocomputing e… “spionaggio industriale”…! ;-)

Domenica 4 marzo, a partire dalle 9:00 circa, al Palazzetto dello Sport di Maddaloni (Caserta) si terranno le eliminatorie campane FIJLKAM di karate (kumite, ovvero combattimento), categoria seniores, maschili e femminili, per tutte le categorie di peso. Il livello tecnico sarà molto alto, quindi se vi va di guardare qualche incontro di karate sportivo di prim’ordine, provate a fare un salto. Gareggiano molti atleti della mia palestra (che ha sempre portato a casa bei risultati), tutti di ottimo livello. Le relative finali si terranno invece ad Arezzo il 24 e 25 marzo 2007 (seguiranno poi i campionati nazionali).

Domenica 1 aprile si terrà invece l’edizione 2007 della manifestazione Vicenza Retrocomputing, evento dedicato ai computer del passato, per lavoro e per i videogiochi, con esposizioni e possibilità di compravendita.

PS. Avete notato come, in molti ambiti, la competizione sia così forte che si tende a fare le stesse cose… contemporaneamente? La Pixar tira fuori un film sugli insetti, e contemporaneamente la DreamWorks fa un film sulle formiche; la Pixar tira fuori un film su un pesciolino, e la DreamWorks ne fa uno sugli squali; un editore tira fuori una serie a fascicoli sui giochi di carte, e il Corriere della Sera risponde, a distanza di una settimana, con una serie sul poker. Se non è “telepatia” questa…! ;-)

PPS. Sto riprendendo poco a poco il ritmo, e poco a poco sto iniziando a liberarmi da qualche impegno e casini vari: prestissimo ricomincerò a scrivere nel blog molto più regolarmente… finalmente…! :-P

Commenti


Ma perché? Perchééééé!!!??? :-P

Ho appena scoperto che realizzeranno un film sulla storia dei Milli Vanilli. Oddio, come farò a dormire stanotte…? ;-)

Commenti


Piccolo quiz! :-P

Secondo voi, cos’è, e soprattutto, a cosa serve il “coso” nella foto? :-P

Maialino gommoso... misterioso...! ;-)

Commenti (2)


Rhythm games, party games, Wii: l’evoluzione del videogioco

Pensando al tipico appassionato (o meglio, fissato) di videogiochi, fino a qualche tempo fa l’immagine prevalente era probabilmente quella del ragazzotto brufoloso e sovrappeso, o, al contrario, magrolino e assolutamente allergico a ogni forma di sport e movimento, magari con gli occhiali spessi…

La figura del videogiocatore medio però sta decisamente cambiando: prima di tutto, studi recenti hanno confermato che i videogiochi, e in particolare quelli d’azione moderni, in 3D, fanno bene alla vista (oltre che, ovviamente, ai riflessi). Inoltre, si sta andando sempre più verso i giochi che coinvolgono direttamente il giocatore, facendolo ballare (su una pedana che reagisce ai passi, che sicuramente avrete visto in sala giochi, ma che è disponibile anche per Nintendo GameCube e Sony PlayStation), suonare la chitarra (con Guitar Hero per PlayaStation, e presto anche per Wii), cantare (con SingStar, per PlayStation), e perfino suonare i bongos (con Donkey Konga, per GameCube). Si sta inoltre andando sempre più anche verso i cosiddetti party game, ovvero dei giochi da giocare rigorosamente in gruppo (tipicamente anche in 4 giocatori), dove ci si diverte facendo i pazzi davanti lo schermo con piccoli giochini vari (c’è ad esempio la serie Mario Party per GameCube, o Wario Smart Moves per Wii), e questo allontana anche dallo stereotipo del videogiocatore isolato dal mondo, asociale, che gioca da solo al buio nella sua stanza (ci sarebbe poi anche da parlare, a questo proposito, dei giochi di ruolo in multiplayer online, i MMORPG, e non solo di quelli…).

Da quando c’è il Wii, la splendida neonata console di Nintendo, si è però fatto un ulteriore passo avanti vero un cambiamento definitivo. Ora si interagisce con i videogiochi non tramite il classico joypad con croce direzionale, pulsanti e controller analogico (sebbene sia comunque possibile con alcuni giochi, oltre che con tutti i giochi classici, emulabili dalla nuova console), ma con un nuovo sistema per cui bisogna effettivamente partecipare fisicamente all’esperienza di gioco. Se voglio dare un fendente di spada muoverò il controller, il Wiimote, come se stessi davvero impugnando la spada, e lo stesso vale per una racchetta da tennis, per una mazza da baseball, per il biliardo… e perfino per il pugilato.

Se non l’avete provato non avete idea di cosa sia giocare a tennis muovendo il controller a destra e sinistra come se fosse una racchetta reale, o quanto possa essere faticoso un incontro di pugilato (in cui dovete tirare pugni e parare con entrambe le braccia, e perfino schivare i colpi inchinando il corpo). Dopo qualche ora passata a praticare questi giochi, soprattutto chi non è abituato a muoversi non potrà non avvertire qualche indolenzimento muscolare, ma alla fine, beh… starete facendo ginnastica (il che tra l’altro aiuta anche a mantenere una temperatura corporea sufficiente anche quando fa freddo in inverno). Uno svantaggio? Se prima quando eravate a casa ammalati potevate accendere la vostra console, e mettervi davanti lo schermo, magari avvolti in un caldo plaid, col vostro semplice joypad in mano, ora… non credo che sarà altrettanto consigliabile mettersi a tirare pugni per davvero con la febbre alta (per fortuna però potete sempre giocare ai giochi classici)…! ;-)

Commenti


SIAE di m…!!!

Mi chiedo chi cacchio da a SIAE il diritto di rompere le palle e pretendere pagamenti anche quando il creatore di un’opera non vuole diffonderla con scopo di lucro, ma gratuitamente!

Fino a ieri è stato attivo un bel sito, www.cortometraggi.com, dove venivano mostrati cortometraggi indipendenti, e il tutto era assolutamente gratuito sia per chi mandava le opere da “proiettare” che per gli spettatori, che potevano guadare liberamente i cortometraggi, in streaming, collegandosi al sito. Ora però il sito è stato chiuso, perché la SIAE ha richiesto ai gestori una cifra troppo alta.

Ora mi chiedo,  se io, autore di un’opera artistica di qualsiasi tipo, non voglio essere tutelato dalla SIAE, e quindi non mi iscrivo alla SIAE e non registro la mia opera presso la SIAE, perché non posso distribuirla liberamente, in maniera assolutamente gratuita, senza scopo di lucro, permettendo a siti come questo di mostrarla, e quindi di farla conoscere a più gente possibile, senza che la SIAEvenga a rompere le palle a me o ai gestori del sito chiedendo soldi che, non essendo iscritto, non vanno assolutamente a me che sono l’autore? Chi da alla SIAE (che tra l’altro in Italia, a differenza del resto del mondo, è l’unico ente che si occupa di “tutelare il diritto d’autore”) il diritto di pretendere soldi per diritti di cui l’autore non vuole usufruire?

La cosa non vale tra l’altro solo per cinema e musica. Addirittura, se una rivista vuole allegare un CD-ROM contenente esclusivamente software libero o comunque non coperto da diritti d’autore, deve in ogni caso apporre sul CD un bollino della SIAE, e ogni bollino ha un costo non indifferente. A chi va il ricavato di tali operazioni? Agli autori dei programmi? Eh, no…

SIAE di merda… (eh, si, quando ci vuole, ci vuole…)

Commenti