Intraprendenza italiana e nuove piattaforme informatiche
Una neonata società informatica italiana, nata dalla collaborazione di tre rivenditori di prodotti informatici indipendenti, accomunati dall’attenzione che hanno sempre rivolto alle piattaforme alternative, sta muovendo i primi, incoraggianti passi, nel difficile mondo dell’informatica. Si tratta di ACube Systems, e gli obiettivi sono abbastanza ambizioni: portare qualcosa di nuovo nell’ormai saturo mondo dell’informatica, muovendoti sia nel mondo dell’hardware che del software.
Il primo prodotto hardware, già presentato in anteprima qualche mese fa durante una manifestazione italiana dedicata ad Amiga (storica piattaforma informatica di cui ho parlato innumerevoli volte nel blog e nel podcast) è una scheda madre con processore PowerPC a 32 bit, prodotto da Motorola (praticamente lo stesso tipo di tecnologia utilizzata fino a qualche tempo fa nei computer portatili Apple). Apparentemente può sembrare un progetto tutt’altro che innovativo, ma così non è, per vari motivi. Prima di tutto, il processore utilizzato non è semplicemente un PowerPC a 32 bit, ma è progettato per mantenere bassissimi i consumi e la produzione di calore (tanto che non richiede un raffreddamento attivo, quindi niente ventole o sistemi a liquido), e implementa al suo interno le funzioni che normalmente vengono svolti dai chip Northbridge e Southbridge delle schede madri (che si occupano della gestione del bus, della memoria, del controller dei dischi, etc…). Questo contribuisce a mantenere ancora più bassi i consumi, oltre che a semplificare di molto lo schema delle piattaforma che ne fanno uso, riducendo di conseguenza anche il costo per la scheda madre, e semplificando, infine, la personalizzazione dell’hardware e lo sviluppo di driver che lo supporti efficacemente. Uno degli scopi del progetto è proprio fornire una piattaforma PowerPC a 32 bit al passo dei tempi (per quanto riguarda la memoria e l’accesso ai dischi), ma a costo molto basso, indirizzata prima di tutto al mercato Amiga (del cui sistema operativo è recentemente uscita la versione 4.0 definitiva, riuscendo a mantenere tutte le promesse, e non solo quelle), ma, e questo non è affatto secondario, anche al mercato embedded, dove è fondamentale la semplicità, la compattezza, e, ovviamente, l’affidabilità. Sulla piattaforma gira, com’era intuibile, anche il sistema operativo libero Linux, e questo permette una versatilità estrema.
La società ha iniziato anche a muoversi nel mondo del software, con unna prima acquisizione e la produzione di un primo programma, per AmigaOS 4, STFax 2007. Se consideriamo che fanno parte del team sviluppatori che collaborano anche al sistema operativo AmigaOS, e che sono state avviate collaborazioni con vari team italiani, le premesse fanno ben sperare.
A quanto pare, inoltre, a questa prima piattaforma hardware, destinata alla fascia bassa e media del mercato, seguiranno piattaforme più performanti e al passo coi tempi. In ogni caso finora la proposta di ACube si è dimostrata più solida e reale di altre proposte simili, come ad esempio quella di Troika, e potrebbe realmente contribuire a una rinascita di quella che è stata, almeno a mio avviso, la migliore piattaforma informatica degli anni 80 e inizio 90.
Magari, per il futuro, si potrebbe pensare ai nuovi processori PowerPC rilasciati, proprio in questo periodo, dall’interessante società P.A. Semi, a 64 bit e dual core, molto simili quindi ai G5 utilizzati dagli ultimissimi computer prodotti da Apple prima del passaggio a Intel, ma, analogamente al caso precedente, molto più interessanti, perché consumano e scaldano pochissimo (una frazione di quello che consumano le moderne CPU), e implementano al loro interno le funzioni svolte dai chip addizionali delle schede madri.
Anche se nel mondo dei computer destinati alle masse ormai sono sempre più affermati i processori x86 prodotti da Intel e AMD (e, in numero molto minore, da VIA), in altri ambienti l’architettura PowerPC è ancora quella più interessante, e può riservare molte sorprese con questa nuova generazione, migliorata in tutto rispetto a quella che Apple ha abbandonato l’anno scorso. I nuovi processori consumano e scaldano pochissimo, permettono di semplificare le piattaforme hardware in cui vengono utilizzate, non sono assolutamente bersagliate dai virus come invece la piattaforma x86 e (questo lo dico da ex programmatore e da appassionato di informatica) sono decisamente più piacevoli da programmare, e più razionali. Queste piattaforme hanno ancora moltissimo da dire in ambiente embedded, in ambito di ricerca, nella produzione di supercomputer e nel calcolo distribuito, nella produzione di dispositivi come set-top box e media center (e non è un caso se tutte le console di nuova generazione, Xbox 360, PlayStation 3 e Wii si basano su piattaforme PowerPC (compreso il Cell di Playstation 3).





