Archivio di aprile 2007

Una piccola vacanzina! :-)

Ah, che bello, da domani, fino al primo maggio, starò qualche giorno fuori, approfittando delle gare di karate che ci saranno a Cervia dal 29 aprile al primo maggio (la mia palestra sarà presente con un bel gruppo). E’ la seconda breve vacanzina che ci concediamo, dall’inizio della primavera… non vedo l’ora…! :-)

PS. C’è proprio bisogno di qualche giorno di relax, senza pensare a3D, rendering, Pompei…

PPS. Non avrò con me computer o cose del genere… (beh… quasi… ;-))! Videocamera e fotocamera però ci saranno…! :-)

PPPS. Oggi ho visto un computerino portatile decisamente interessante, con schermo da 12″ widescreenruotabile, webcam integrata, telecomandino, tastini di controllo del DVD sul display, card reader, Wi-Fi, un hard disk discretamente capiente, di dimensioni minuscole (e quindi comodissimo), e prezzo non esagerato. La prima valida alternativa che trovo ad un MacBook (anzi, per molte cose era decisamente più appetibile, a partire dalle dimensioni minuscole e dalle rifiniture…). Magari, quando mi pagheranno…! ;-)

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Poco prima dell’alba…

Ho appena accompagnato mia madre a prendere l’autobus per una gita scolastica (è un’insegnante): com’è bella la città alle 5-5:30 di mattina (eh, si, perfino Avellino, poco prima dell’alba sembra bella… :-P)! :-) E che bello veder sorgere il sole…! :-)

PS. C’era qualcuno che correva: quanta gente, magari ogni giorno, fa cose completamente diverse da quelle a cui la maggior parte degli altri non è abituata e magari non immagina nemmeno…

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Un nuovo passo nell’evoluzione del cinema…

Siamo finalmente sul punto di fare un grande passo avanti (da un punto di vista tecnologico, e non solo…) in ambito cinematografico. Dopo mesi di attese, di promesse, di dubbi, la rivoluzionaria macchina da presa digitale Red One è disponibile, non solo per un ristretto numero di addetti ai lavori, ma per tutti. Perché è tanto rivoluzionaria? Beh, prima di tutto per la qualità: con i suoi 4K di risoluzione (4520 x 2540 pixel) spazza via non solo il formato HD da 1980 x 1080 pixel (usato ad esempio per le riprese di Star Wars: Episode II e Episode III, per Superman Returns, per L’appartamento spagnolo, per The Company, per Quo Vadis Baby, etc…), ma anche la stessa pellicola 35 mm (che secondo alcuni a livello teorico ha una risoluzione di 4K, secondo altri 2K, ma che, in una proiezione media, vista a scarsa qualità degli impianti e la tendenza a rovinarsi dopo anche solo una proiezione, non raggiunge più di 800 righe orizzontali (quindi, meno di 1K)), anche per quanto riguarda la resa cromatica (oltre, ovviamente, a tutte le possibilità di controllo e modifica in post produzione). Non è solo la qualità, però, che rende questa macchina una rivoluzione, ma il prezzo! Per circa 17000 dollari (ovvero meno del prezzo di una macchina da presa da 35 mm, senza considerare il prezzo della pellicola, e MOLTO meno di una macchina da presa digitale Sony CineAlta, che costa piùù di 200000 dollari…) ci si porta a casa la macchina, a cui è possibile aggiungere con un costo comunque moderato tutti gli accessori necessari (mirino, display, battery pack, sistema di recording, etc…). La stessa società che produce la camera realizza anche gli acessori, e sta lanciando anche una serie di obbiettivi dedicati, ma è comunque possibile utilizzare i tradizionali obiettivi con attacco PL (PanaLight) utilizzati sulle tradizionali macchine da presa 35 mm e, sorpresa, grazie a un recentissimo accordo con Canon, sarà presto possibile utilizzare anche gli obiettivi Canon EF (quelli delle fotocamere della serie EOS, per intenderci). Cosa significa questo? Beh, significa che qualunque studio di produzione anche piccolo può permettersi l’acquisto della camera, e qualsiasi film-maker medio può permettersi il noleggio (potendo poi usare gli economici (almeno rispetto agli obiettivi cinematografici…) obiettivi Canon), ottenendo una qualità superiore a quella attualmente possibile con la pellicola 35 mm, e con una versatilità infinitamente maggiore. Ho visto delle immagini statiche a 4K riprese con questa macchina e un video a 1920 x 1080 scalato dall’originale 4K, e la resa dei dettagli dei colori è fenomenale.

Esistono poi parecchi studi in grado di stampare pellicole 35 mm (per la proiezione nei cinema tradizionali) partendo da supporti digitali, per un costo alto si, ma comunque molto più basso rispetto alla ripresa diretta in 35 mm. La bella notizia però è che Sony da qualche mese ha messo sul mercato i primi, interessantissimi, proiettori a 4K per i cinema che vogliono proiettare direttamente in digitale, e stanno iniziando ad essere adottati un po’ ovunque, dagli Stati Uniti (ovviamente) all’Europa (con Norvegia in testa)… Italia a parte… :-P IL tutto è inoltre compatibile con le specifiche della neonata (beh, insomma, è nata nel 2002) Digital Cinema Initiative, quindi è tutto standard e inteoperabile, chi adotta ora queste attrezzature non rischia di vederle sostituire da diversi standard.

Si sta avvicinando il tempo in cui le risorse necessarie per girare gilm con un altissimo livello qualitativo non saranno più spropositate, e si avvicina il tempo in cui non mi incavolerò ogni volta che vado al cinema per colpa di proiezioni terribili (per l’incapacità dei proiezionisti, per l’usura della pellicola e dei sistemi di proiezione, etc…).

Il formato da 1980 x 1080 pixel è stato stroncato sul nascere? Non proprio, visto che fra breve diventerà il nuovo standard per la televisione domestica, tra HD-DVD, Blu-Ray, Playstation 3 e Xbox 360…

PS. Ovviamente, non pensate di fare l’editing del video a 4K con un computer da 500-1000 euro… ;-)

PPS. In questi giorni sono state rilasciate le attesissime nuove versioni della distribuzione Ubuntu Linux (che semplifica moltissimo la migrazione da Windows, l’installazione di periferiche Wi-Fi, e dei codec audio e video necessari), e di Mozilla Thunderbird (il programma per la posta elettronica “fratello” del browser Firefox). Provateli!

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Perché amo il cinema fantastico

Pur amando tutto il cinema, il cinema fantastico ha avuto sempre un posto speciale nel mio cuore.

Quello che mi affascina di più del cinema fantastico è probabilmente il poter costruire da zero interi mondi (pensate a Star Trek, Star Wars, Lord of The Rings, Matrix…): ambienti, creature, usanze, oggettistica, mezzi di trasporto, lingue, suoni…. odori (beh, si, si può riuscire a farli immaginare…), vestiti, arte, scrittura, il modo di muoversi, di gesticolare, di parlare/comunicare etc…

Una definizione che mi aveva colpito a suo tempo, e di cui purtroppo non ricordo l’autore (forse Philip K. Dick) , è “nostalgia del futuro“, che si addice chiaramente più alla fantascienza che al fantasy, ma che comunque credo renda molto bene il tipo di sensazioni di cui sto parlando…

E… beh, purtroppo da molto tempo non se ne vedono tanti di film così. Ieri sera ero andato al cinema per guardare “Sunshine“, sperando che potesse rievocare certe sensazioni, ma… purtroppo non è stato così. Non è a mio avviso un film malvagio (beh, qualcuno che ha visto il film insieme a me invece direbbe di si… :-P), ma… ancora una volta, si è rivelata un’occasione mancata. :-(

PS. Come noterete, il numero presente alla fine di questo messaggio non è successivo a quello del messaggio precedente. Sono partito infatti da una bozza di messaggio che avevo iniziato a scrivere un po’ di tempo fa, come avevo già fatto di recente, con questo messaggio.

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Un… “saluto agli amici ascoltatori”…! :-)

La mia dolce metà ha scoperto e mi ha segnalato che il sito del nostro fotoblog (http://www.luluemacco.altervista.org/) è stato linkato nel sito di un giapponese (http://jmkkmatu.exblog.jp/). A quanto pare c’è arrivando facendo una ricerca con le parole chiave “Paris, je t’aime“, e gli deve essere piaciuto! :-)

La cosa mi ha dato lo stimolo a controllare, mediante le statistiche visualizzabili cliccando sul contatore di ShinyStat (presente sia nel fotoblog che in questo blog) e quelle offerte dal servizio Google Analytics (www.google.it/analytics) da dove provengono i visitatori del sito, e la cosa mi ha alquanto sorpreso:

Mamma mondiale visite blog

Oltre che dall’Italia, ci sono visitatori “provenienti” dagli Stati Uniti (Edmonton, Los Angeles, Bronx), dalla Cina (Lanzhou) e da un po’ tutta l’Europa Occidentale (eccetto, a quanto pare, Spagna e Portogallo, almeno al momento! :-P)! :-)

Beh, colgo l’occasione per salutare e ringraziare, oltre chi segue il blog dall’Italia, chi lo segue da fuori! Ciao a tutti! :-)

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Videogames: W il game design!

Finalmente (e ormai credo si sia capito, leggendo i miei continui commenti sul Nintendo Wii e l’industria dei videogiochi in generale) si sta iniziando a dare sempre maggiore importanza ai contenuti di un gioco, piuttosto che all’aspetto tecnico. Il game design, che comprende sia la storia che le meccaniche di gioco, sta diventando sempre più importante, e attualmente anche giochi tecnicamente ineccepibili non vanno molto lontano in assenza di un game design degno di questo nome. Finalmente sta passando il tetro periodo in cui i vieogiochi iniziavano ad assomigliarsi un po’ tutti, e dove la continua battaglia, la concorrenza feroce, erano solo sull’aspetto tecnico (anzi, solo sull’aspetto grafico), e mai sull’innovazione, sulle idee (periodo in cui mi sono allontanato dai videogiochi, disinteressandomene completamente per qualche anno, 4-5 circa).

Se prima internet era pieno di tutorial e guide sulla programmazione o sull’aspetto grafico relativo alla realizzazione di videogiochi, ora si trovano sempre più guide sul game design, e lo stesso vale per le pubblicazioni cartacee, e per i corsi e master (perfino l’Istituto Europeo di Design ha un corso sul game design). Si sta capendo finalmente che prima vengono le idee, prima si sviluppa un concetto forte dal punto di vista delle meccaniche di gioco, della storia, dell’ambientazione, poi si deve pensare a come realizzarlo tecnicamente, e, ancora una volta, citoo il Wii come esempio di realizzazione di tutto questo.

Anche alla Game Developer Conference, l’evento, di portata mondiale, dedicato allo sviluppo di videogiochi, si da sempre più importanza a quest’aspetto, tanto che, tra la presentazione di un nuovo engine grafico e l’altro (ad esempio l’interessantissimo Unreal Engine), viene organizzato un evento chiamato Game Design Challenge, dove 3 importantigame designers si impegnano a realizzare un videogioco sulla base di uno spunto comunque. Quest’anno il premio (e sono molto contento della cosa) è andato al mitico Alexey Pajitnov, nome che forse a molti non dirà nulla, ma che è stato importantissimo in ambito videoludico: è l’inventore dello storico videogame Tetris (per cui tra l’altro non ha mai percepito alcun compenso, lunga storia…)!

Altra cosa importante: ormai quella dei videogiochi è una vera e propria industria, e lo sviluppo di un videogame costa praticamente quanto quello di un film holliwoodiano, richiedendo la collaborazione di decine e decine di persone che lavorano in una sorta di catena di montaggio. Sono finiti da molto i tempi in cui una singola persona, come appunto Alexey Pajitnov, sviluppa da solo un videogiocho, curando game design, grafica, sonoro, programmazione, etc. Beh, anche questa cosa però sta leggermente cambiando: alla Game Developer Conference di quest’anno si è parlato molto di giochi indipendenti, realizzati da piccoli team e con motivazioni non esclusivamente commerciali, e anche in rete è sempre più facile imbattersi in realizzazioni di questo tipo, spesso a basso costo, o addirittura gratuite.

Anche i servizi online delle nuove console contribuiscono a spingere questa tendenza: sul servizio Live dell’Xbox 360 è infatti possibile scaricare moltissimi giochi di questo tipo, e presto lo stesso varrà per l’online shop del Nintendo Wii (che al momento offre solo giochi classici e 2 programmi, tra cui l’ottimo browser Opera, appena aggiornato alla versione definitiva) e per il canale online della PlayStation 3.

E la cosa bella è che un piccolo team, o anche un solo game designer, hanno sempre più mezzi per sviluppare le proprie idee, a bassissimo costo, non più solo su carta, ma realizzando qualcosa di funzionante, da mostrare magari in giro in una delle tante manifestazioni dedicate ai videogiochi (ce ne sono ormai anche in Italia), per ottenere i fondi necessari per uno sviluppo professionale. Un game designer in erba, ma magari con tante idee, può ad esempio utilizzare il game engine incluso nell’ottimo programma open source e gratuito Blender, per realizzare, con uno sforzo molto modesto da un punto di vista tecnico, concentrandosi maggiormente sugli aspetti legati al gameplay (tastando ad esempio nuovi sistemi di controllo senza dover scomodare un team di programmazione per ogni piccola modifica), una versione funzionante di quello che ha in mente, funzionante sotto Windows, Mac e Linux. E, cosa ancora più bella, può farlo utilizzando anche il rivoluzionario sistema di controllo del Nintendo Wii, il Wiimote. Un gruppo di appassionati, infatti, col progetto WiiLi, sta producendo un sacco di documentazione e programmi che permettono di utilizzare il Wiimote del Wii con i PC o i Mac, per controllare qualunque cosa, e tra le altre cose hanno realizzato un driver che permette di sfruttarlo proprio col game engine di Blender. Il tutto… a costo zero…! :-)

Ovviamente tutto questo non vuol dire certo che tutto diventa di colpo facile, ma che ci sono maggiori possibilità di esprimere le proprie idee (per chi le ha…), ed il mercato è più pronto a raccoglierne i frutti.

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Musica! :-)

Giusto oggi mi è capitato in maniera fortuita tra le mani un CD demo realizzato da un gruppo (storico…) che conoscevo, e che sicuramente conoscono tutti lettori di questo blog che mi conoscono personalmente, i Morning blues. Il titolo del CD è “Tributo a Robben Ford“, e contiene 5 brani blues ottimamente interpretati e registrati (tra l’altro sul packaging del CD è indicata, come data di completamento del missaggio, il 12 aprile 2007, ovvero ieri!). I componenti del gruppo sono Carmine Marrone (chitarra e voce), Sergio D’ambrosio (basso), Oliviero Gaita (percussioni), Gianclusa Patrone (batteria), e… beh, m’ha fatto davvero piacere ascoltare il CD. Se vi capita di trovare i Morning blues in qualche locale (in particolare in Campania) andateli ad ascoltare, visto che suonano un blues godibilissimo, energico e vivace, ed oltre che ottimi strumentisti sono anche un’ottimo gruppo…

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Editoria elettronica

Quello che segue è poco più che una lista che avevo iniziato a scrivere, molto tempo fa (come testimonia il numero alla fine del link, molto più basso di quello del messaggio precedente; avevo iniziato questi appunti addirittura… il 4 ottobre 2005!!!), dopo una lunga chiacchierata col mio amico Domenico, e po’ di tempo passato a pensare all’evoluzione dell’editoria e della progressiva sostituzione dei supporti cartacei con quelli elettronici. Avevo iniziato ad appuntare, poco a poco, una serie di spunti per poi tirare fuori un articolo meglio organizzato, ma, alla fine, ho deciso di riportare i vari punti così come li ho scritti, senza alcun ordine o criterio particolare. Sono semplicemente quelli che io reputo i vantaggi e gli svantaggi del formato elettronico rispetto a quello cartaceo. Potremmo riassumere il tutto dicendo semplicemente che i vantaggi sono dal punto di vista ecologico, dello spazio e della comodità, e lo svantaggio è nell’assenza di quel piacere che si ha nello sfogliare un libro o una rivista “fisici”.

Eccovi la lista… “così come viene”… :-P

nuove possibilità - aspetti positivi:
- sottolineatura, annotazioni, evidenziazioni, con possibilità di modifica, e senza rovinare il libro
- libro sempre perfetto: non si deteriora, e non avrà errori di stampa (tutte le copie sono uguali e perfette)
- possibilità di ricerca avanzata e immediata, tra qualunque testo (mentre nella realtà bisogna prima trovare il libro voluto, poi quello che si cerca nel libro, etc..)
- possibilità di scegliere se fruirlo per pagine, come i libri tradizionali, o tutto di seguito, tipo pagine web e come gli antichi papiri, e se avere o meno collegamenti ipertestuali, etc….
- non si è più vincolati a stampare di 4 in 4, o di 8 in 8, o di 16 in 16 pagine, ma si può fare anche una pubblicazione, ad esempio, di 3 pagine, 7 pagine, etc…
- non si è più obbligati a garantire un minimo o massimo numero di pagine: non cambiano i costi in base alle pagine, e non c’è una soglia sotto la quale stampare il libro non conviene; lo stesso vale per la tiratura minima
- non c’è più bisogno di fare ristampe, di preoccuparsi delle tirature, e i numeri vecchi rimangono sempre disponibili
- non c’è inoltre bisogno di preoccuparsi di correre in edicola o in libreria prima che l’opera sia esaurita, e di spendere un sacco per ricevere gli arretrati a casa, etc…
- non si occupa un sacco di spazio in casa, e si può inoltre facilmente portare tutti i propri libri e riviste con se, in un dispositivo portatile, palmare, o in un laptop, etc…
- non si rovinano con la manipolazione, con macchine, orecchiette, grinze, scolorimenti, etc, ma sono sempre perfette, come nuove
- si può accedere, istantaneamente, e da ovunque, a una copia perfetta di quello che si vuole
- essendo globalizzato, grazie a internet, il mercato, chiunque può accedere a libri o riviste in qualunque lingua
- niente cose assurde per edizioni “rare” vendute dai collezionisti o dagli approfittatori a prezzi pazzeschi, etc…
- niente spese di realizzazione (e neanche per carta, inchiostro, etc…)
- nessun albero abbattuto, e nessun processo inquinante per la stampa
- le riviste possono essere molto più aggiornate, perché non si devono attendere i tempi di stampa, etc… e possono uscire senza rispettare una periodicità fissa (se una notizia è disponibile un po’ prima della normale data di uscita, la rivista può uscire un po’ prima, senza aspettare la “solita data”)…
- non ci si inguacchia le mani sfogliando le pagine inchiostrate
- se ci si accorge di un problema dopo la pubblicazione (ad esempio un titolo tagliato, una data errata, etc…), si può correggere e mettere online la nuova versione, avvertendo chi aveva scaricato quella precedente errata, e dando la possibilità di scaricare la nuova versione

aspetti negativi:
- non c’è il piacere di sfogliarlo, l’odore della carta
- più difficile leggerlo ovunque: devono tirare fuori dei dispositivi portatili, equivalenti agli iPod, o magari dei nuovi dispositivi che si useranno sia per musica che libri, come organizers, come telefoni, per mandare e ricevere messaggi, e mail, insomma… dei dispositivi globali

scenario possibile: non si dovranno più tagliare alberi; niente costi per stampa, e per materiali
carta rimasta solo per scopi “pregiati” (ad esempio per gli artisti, per ritratti, etc…); similmente, documenti elettronici anche per la burocrazia…

Che ne pensate?

PS. Ho eliminato qualche vecchio link nella barra a lato.

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Windows: un piccolo sfogo… (ma in difesa…)

Prima di dire che Windows non è stabile o non è sicuro, accertatevi di utilizzare hardware di qualità, con driver aggiornati, e accertatevi di utilizzare il sistema con un utente limitato (gli utenti amministratore servono solo per cambiare la configurazione, installare o rimuovere programmi, etc, assolutamente NON per navigare in rete…), di usare un buon antivirus (e di tenerlo aggiornato), e di tenere attive le protezioni standard di Windows (firewall e user account control, per Windows Vista). Altro non serve.

Date un’occhiata magari al “piccolo” sfogo nei commenti di questo messaggio: http://www.felicemente.altervista.org/?p=578.

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Per l’ennesima volta… aggiornamenti tecnologici

Qualche tempo fa, in una puntata del podcast, vi parlai dell’edizione italiana di una rivista inglese dedicata al retrogaming (e al retrocomputing in generale), chiamata Retro Gamer. In quel caso si trattava di un esperimento purtroppo isolato, fu rilasciato un solo numero della rivista. evidentemente l’esperimento ha funzionato, visto che ho visto in edicola, successivamente, almeno una ristampa in tempi recenti di quella rivista e ora, finalmente, sono partite le pubblizioni regolari! :-) In edicola potete trovare il primo numero del trimestale che, per 6,90 euro, vi offre una rivista piena di news dal mondo del retrocomputing e dell’emulazione, recensioni di titoli classici e rifacimenti moderni, una interessantissima retrospettiva sul Commodore 64 (nel “numero 0″ invece la retrospettiva era sull’Amiga), interviste ai creatori della mitica saga di Monkey Island, ai creatori di Adventure, al creatore di Alter Ego, etc, più un DVD pieno di emulatori, musiche, spot televisive, giochi commerciali ormai utilizzabili liberamente (tra cui Budokan, Lemmings, Dune 2, etc…)! L’edizione italiana viene dagli stessi tipi di Game Republic e Revolution, il che è una garanzia.

Rimanendo in ambito videogiochi, piccolo aggiornamento sulla PlayStation 3. Dopo la situazione di cui avevo parlato qualche giorno fa, le vendite della PlayStation 3 in Europa sono migliorate un po’ ovunque (eccetto che in Italia)e sono andate bene per qualche giorno, rispetto a quanto detto in precedenza, ma ora… sono crollate bruscamente, e si assestano su livelli veramente molto bassi, riducendosi dell’85%! Perdipiù, Sony è stata accusata in Italia, con un ricorso al garante della concorrenza e del mercato, di pubblicità ingannevole. Come vi avevo detto, infatti, PlayStation 3 ha una compatibilità veramente ridotta con i 592 titoli per PlayStation 2 e i 134 per PlayStation (la stragrande maggioranza di questi non funziona sulla nuova console), cosa che la Sony non evidenzia abbastanza chiaramente, portando la gente a comprare una console costosissima, che obbliga all’acquisto di nuovi giochi (tra l’altro per ora pochissimi e spesso brutti), visto che gran parte dei precedenti non è utilizzabili. Io sinceramente… farei un pensierino sulla PlayStation 2 slim: è piccola, ormai economica (un centinaio d’euro), e permette di utilizzare tutti i vieogiochi realizzati per PlayStation e PlayStation 2, il che non è male (a me interesserebbe giusto la saga di Resident Evil, quella di Silent Hill, quella di Final Fantasy, e i due Guitar Hero). PlayStation 2 + Wii sarebbe una bella combinazione per accedere a tutti i titoli per le console Nintendo (compreso il GameCube) e a tutti i titoli per PlayStation.

Passiamo invece ad Apple ed EMI (ne avevo parlato nel messaggio precedente), con un piccolo aggiornamento (ancora comunque da fonte indiretta, visto che non ho ancora letto i comunicati stampa ufficiali di Apple ed EMI): effettivamente c’è stato l’accordo, e i nuovi brani musicali verranno pubblicati nell’iTunes Store a partire da Aprile o Maggio. Sarà possibile scegliere tra le versioni attuali (99 centesimi a brano), con protezioni DRM, e le nuove, senza alcuna protezione DRM, e con qualità più alta, a 1,29 centesimi. Speriamo che questa operazione serva come esempio per le altre major (in particolare per una certa Sony…! ;-)).

Rimanendo in ambito Apple, comunque, continuano le accuse dirette alla società (ancora una volta da parte della Commissione Europea) che, dopo gli attacchi legati appunto ai sistemi di DRM proprietari e all’abuso di posizione dominante, si sente ora accusata per un altro motivo, una cosa di cui penso di aver parlato in passato nel blog: in pratica, in Italia, con una carta di credito italiana, è possibile acquistare solo brani presenti nella versione italiana del negozio online, e quindi non si trovano tutti gl artisti presenti nello store, non è possibile acquistare i video presenti nello store americano (come ad esempio le serie TV), e, similmente, gli artisti italiani non sono disponibili in altri store. La cosa vale per tutti i paesi, ovviamente, il che limita molto le possibilità d’acquisto e la libera circolazione delle opere. Che dire, come per il DRM, anche in questo caso sono favorevole a una abolizione del problema (francamente non mi dispiacerebbe acquistare in inglese le puntate di serie TV che qui neanche arrivano…, oppure poter scaricare i “single of the week”,scaricabili gratuitamente negli Stati Uniti, ma non disponibili in Italia).

Infine, vi segnalo un interessante programma, Joost. E’ un interessantissimo sistema per vedere la TV via internet,dai creatori di Skype, che permette di coniugare lo streaming via Internet e l’on-demand (in qualsiasi momento è possibile vedere qualsiasi programma di uno qualsiasi dei canali disponibili, ed è possibile saltare in qualsiasi punto del programma) col peer-2-peer. Per quale motivo la cosa è così interessante? Perché se finora con lo streaming tradizionale servivano connessioni molto efficienti per godere di uno spettacolo decente e, soprattutto, in caso di molti utenti che tentavano di accedere allo stesso programma le prestazioni diminuivano (visto che la banda a disposizione del distributore di contenuti andava divisa tra tutti quelli che accedevano al programma) ora è esattamente il contrario, visto che viene usata la tecnologia di programmi come eMule per distribuire il carico tra i diversi utenti connessi, e quindi più persone vedono un programma migliori sono le prestazioni per tutti, che si mantengono dignitose anche con una connessione ADSL da 2 Mb. Da qualche giorno il programma (disponibile per Windows e Mac OS X (quando una versione anche per Linux?)) è in beta pubblica, e quindi testabile da tutti. Io lo sto usando da un po’ (sono tra i beta tester ufficiali) e devo dire che è piuttosto interessanti. La versione attuale ha fatto inoltre grandi progressi e… beh, vi consiglio di provarlo (tenendo presente comunque che quasi tutti i canali disponibili sono in inglese, ma comunque la varietà non manca, si va dagli anime alle serie TV di fantascienza, alle TV musicali, sul poker, sulle arti marziali, sulle auto, sui videogiochi, insomma, una buona varietà di TV tematiche on-demand e… assolutamente gratuite!).

PS. Curiosità musicale (come ai “vecchi tempi”): in questo momento sto ascoltando il brano “Eruption“, tratto dal primo album di Van Halen, del 1978.

PPS. Ultimamente parlo quasi solo di tecnologia e media… che ne pensate?

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Musica digitale online: l’inizio della fine del DRM!!! :-)

Finalmente è successo: proprio oggi c’è stata una conferenza stampa in cui EMI (una importante major discografica) ha annunciato che renderà acquistabile online tutto il proprio catalogo, senza alcun sistema DRM, e i brani acquistati saranno così riproducibili senza restrizioni sul qualsiasi computer e su qualsiasi riproduttore multimediale! Inizialmente i brani saranno disponibili solo in iTunes Store (e, per la prima volta, saranno ascoltabili non solo mediante il programma iTunes o mediante il riproduttore portatile iPod), ma successivamente si estenderà la fornitura anche agli altri negozi online. In più, a quanto pare la qualità audio verrà migliorata rispetto a quella attuale.

Non conosco ancora i dettagli degli annunci (non so ad esempio cosa succederà con i brani acquistati in precedenza). Vi darò maggiori informazioni dopo aver letto i comunicati stampa di Apple e EMI. In ogni caso, speriamo che altre major seguano quanto prima…

Avevo già parlato comunque, di recente, di questa possibile rivoluzione nel mondo della musica digitale acquistata online. Date un’occhiata a questo messaggio.

Passando ad altre novità in ambito tecnologico e informatico: Dell, importantissimo produttore di computer, generalmente di buona qualità, per la prima volta offrirà la possibilità di acquistare computer con Linux installato, in alternativa a Windows. La decisione è stata presa in seguito a un sondaggio effettuato dalla società tra i propri utenti, sul forum, che ha portato nei giorni scorsi a una vera e propria sollevazione in massa. Si è parlato nei giorni scorsi di SuSE come possibile distribuzione di Linux da utilizzare, ma non si escludono sorprese (io preferirei di gran lunga Ubuntu…).

Rimanendo in ambito informatico, ma parlando di hardware, IBM a quanto pare si sta dando molto da fare. Ha annunciato di recente due tecnologie decisamente interessanti: la prima è un miglioramento nel sistema di raffreddamento dei processori per computer, e consiste semplicemente nell’applicazione di un particolare di microfori sulla superficie esterna dei processori, che dovrebbe favorire l’aderenza tra questa e i dissipatori, migliorando il raffreddamento degli stessi, permettendo quindi anche di utilizzare ventole meno potenti e quindi meno rumorose. L’altra è un chip che dovrebbe velocizzare enormemente le connessioni in rete (a partire da Internet). Certo, bisognerà aspettare che i provider si adeguino, però le premesse lasciano ben sperare… (quante rivoluzioni oggi, eh…? ;-)).

Infine, la scheda SAM440ep di cui vi ho parlato di recente, su cui gira già Linux, e su cui presto girerà anche AmigaOS 4.0, è finalmente disponibile. Finita la fase di test, la scheda è stata finalmente rilasciata, per ora per i soli clienti industriali, in 3 diverse configurazioni personalizzabili. E’ iniziato il porting di diversi sistemi operativi (ovviamente a me interessa AmigaOS e, visti i recenti accordi stretti tra i produttori di questa scheda e i produttori del sistema operativo, che gira già su hardware PowerPC similissimo, penso che la compatibilità sarà raggiunta prestissimo). Beh, fatto. Alla fine, tra i tanti progetti simili annunciati, il primo disponibile e il più interessante (e probabilmente anche il più economico…) è proprio quello di questa neonata società italiana! :-) Appena viene reso disponibile insieme ad AmigaOS 4 è mio…! :-)

PS. Ho scoperto oggi che l’Apple Store di Roma, il primo in Europa continentale, è stato inaugurato sabato scorso. Se l’avessi saputo prima, magari sarei andato all’inaugurazione e vi avrei segnalato l’evento, ma… non seguendo assiduamente i notiziari relativi al mondo Apple, e visto che Apple stessa non ha mandato la tipica mail con cui annuncia questi eventi, visto che l’unico podcast che seguo sul mondo della mela non ne ha parlato, e visto che l’unica persona che conosco accanita fan di Apple non ha pensato di avvisarmi della cosa… non ne ho saputo niente (non so neanche se all’evento fosse presente Steve Jobs, ma da quello che ho visto sembrerebbe di no…).

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