Qualche tempo fa, in una puntata del podcast, vi parlai dell’edizione italiana di una rivista inglese dedicata al retrogaming (e al retrocomputing in generale), chiamata Retro Gamer. In quel caso si trattava di un esperimento purtroppo isolato, fu rilasciato un solo numero della rivista. evidentemente l’esperimento ha funzionato, visto che ho visto in edicola, successivamente, almeno una ristampa in tempi recenti di quella rivista e ora, finalmente, sono partite le pubblizioni regolari!
In edicola potete trovare il primo numero del trimestale che, per 6,90 euro, vi offre una rivista piena di news dal mondo del retrocomputing e dell’emulazione, recensioni di titoli classici e rifacimenti moderni, una interessantissima retrospettiva sul Commodore 64 (nel “numero 0″ invece la retrospettiva era sull’Amiga), interviste ai creatori della mitica saga di Monkey Island, ai creatori di Adventure, al creatore di Alter Ego, etc, più un DVD pieno di emulatori, musiche, spot televisive, giochi commerciali ormai utilizzabili liberamente (tra cui Budokan, Lemmings, Dune 2, etc…)! L’edizione italiana viene dagli stessi tipi di Game Republic e Revolution, il che è una garanzia.
Rimanendo in ambito videogiochi, piccolo aggiornamento sulla PlayStation 3. Dopo la situazione di cui avevo parlato qualche giorno fa, le vendite della PlayStation 3 in Europa sono migliorate un po’ ovunque (eccetto che in Italia)e sono andate bene per qualche giorno, rispetto a quanto detto in precedenza, ma ora… sono crollate bruscamente, e si assestano su livelli veramente molto bassi, riducendosi dell’85%! Perdipiù, Sony è stata accusata in Italia, con un ricorso al garante della concorrenza e del mercato, di pubblicità ingannevole. Come vi avevo detto, infatti, PlayStation 3 ha una compatibilità veramente ridotta con i 592 titoli per PlayStation 2 e i 134 per PlayStation (la stragrande maggioranza di questi non funziona sulla nuova console), cosa che la Sony non evidenzia abbastanza chiaramente, portando la gente a comprare una console costosissima, che obbliga all’acquisto di nuovi giochi (tra l’altro per ora pochissimi e spesso brutti), visto che gran parte dei precedenti non è utilizzabili. Io sinceramente… farei un pensierino sulla PlayStation 2 slim: è piccola, ormai economica (un centinaio d’euro), e permette di utilizzare tutti i vieogiochi realizzati per PlayStation e PlayStation 2, il che non è male (a me interesserebbe giusto la saga di Resident Evil, quella di Silent Hill, quella di Final Fantasy, e i due Guitar Hero). PlayStation 2 + Wii sarebbe una bella combinazione per accedere a tutti i titoli per le console Nintendo (compreso il GameCube) e a tutti i titoli per PlayStation.
Passiamo invece ad Apple ed EMI (ne avevo parlato nel messaggio precedente), con un piccolo aggiornamento (ancora comunque da fonte indiretta, visto che non ho ancora letto i comunicati stampa ufficiali di Apple ed EMI): effettivamente c’è stato l’accordo, e i nuovi brani musicali verranno pubblicati nell’iTunes Store a partire da Aprile o Maggio. Sarà possibile scegliere tra le versioni attuali (99 centesimi a brano), con protezioni DRM, e le nuove, senza alcuna protezione DRM, e con qualità più alta, a 1,29 centesimi. Speriamo che questa operazione serva come esempio per le altre major (in particolare per una certa Sony…! ;-)).
Rimanendo in ambito Apple, comunque, continuano le accuse dirette alla società (ancora una volta da parte della Commissione Europea) che, dopo gli attacchi legati appunto ai sistemi di DRM proprietari e all’abuso di posizione dominante, si sente ora accusata per un altro motivo, una cosa di cui penso di aver parlato in passato nel blog: in pratica, in Italia, con una carta di credito italiana, è possibile acquistare solo brani presenti nella versione italiana del negozio online, e quindi non si trovano tutti gl artisti presenti nello store, non è possibile acquistare i video presenti nello store americano (come ad esempio le serie TV), e, similmente, gli artisti italiani non sono disponibili in altri store. La cosa vale per tutti i paesi, ovviamente, il che limita molto le possibilità d’acquisto e la libera circolazione delle opere. Che dire, come per il DRM, anche in questo caso sono favorevole a una abolizione del problema (francamente non mi dispiacerebbe acquistare in inglese le puntate di serie TV che qui neanche arrivano…, oppure poter scaricare i “single of the week”,scaricabili gratuitamente negli Stati Uniti, ma non disponibili in Italia).
Infine, vi segnalo un interessante programma, Joost. E’ un interessantissimo sistema per vedere la TV via internet,dai creatori di Skype, che permette di coniugare lo streaming via Internet e l’on-demand (in qualsiasi momento è possibile vedere qualsiasi programma di uno qualsiasi dei canali disponibili, ed è possibile saltare in qualsiasi punto del programma) col peer-2-peer. Per quale motivo la cosa è così interessante? Perché se finora con lo streaming tradizionale servivano connessioni molto efficienti per godere di uno spettacolo decente e, soprattutto, in caso di molti utenti che tentavano di accedere allo stesso programma le prestazioni diminuivano (visto che la banda a disposizione del distributore di contenuti andava divisa tra tutti quelli che accedevano al programma) ora è esattamente il contrario, visto che viene usata la tecnologia di programmi come eMule per distribuire il carico tra i diversi utenti connessi, e quindi più persone vedono un programma migliori sono le prestazioni per tutti, che si mantengono dignitose anche con una connessione ADSL da 2 Mb. Da qualche giorno il programma (disponibile per Windows e Mac OS X (quando una versione anche per Linux?)) è in beta pubblica, e quindi testabile da tutti. Io lo sto usando da un po’ (sono tra i beta tester ufficiali) e devo dire che è piuttosto interessanti. La versione attuale ha fatto inoltre grandi progressi e… beh, vi consiglio di provarlo (tenendo presente comunque che quasi tutti i canali disponibili sono in inglese, ma comunque la varietà non manca, si va dagli anime alle serie TV di fantascienza, alle TV musicali, sul poker, sulle arti marziali, sulle auto, sui videogiochi, insomma, una buona varietà di TV tematiche on-demand e… assolutamente gratuite!).
PS. Curiosità musicale (come ai “vecchi tempi”): in questo momento sto ascoltando il brano “Eruption“, tratto dal primo album di Van Halen, del 1978.
PPS. Ultimamente parlo quasi solo di tecnologia e media… che ne pensate?