La rivoluzione delle web application… viene da Mozilla
Credo di avere già parlato, in passato, di come le web application (ovvero programmi fruibili interamente via web, utilizzando un normalissimo browser, e che sostituiscono o integrano quelli trazionali da installare su computer per l’utilizzo “in locale”) stiano diventando sempre migliori, e stiano allargando a macchia d’olio la propria diffusione.
Google (con i suoi servizi di mail, newsgroups, feed rss, mappe, scrittura, foglio elettronico, appuntamenti, etc…) è stato il primo a puntare alla grande su queste tecnologie, spingendo di fatto l’adozione di AJAX (che è diventato lo standard de facto per questo tipo di applicazioni, facilmente implementabile da parte di qualsiasi browser internet moderno), ma è stato presto seguito dai concorrenti (come Microsoft), e non solo (ci sono anche ottimi servizi di messaggistica multiprotocollo disponibili esclusivamente online).
I vantaggi di queste soluzioni? Non c’è bisogno di installare programmi sui propri computer, non c’è bisogno di tenerli aggiornati alle ultime release, spesso si può mantenere online una copia dei propri dati, al riparo da virus o problemi di alcun tipo, si può accedere ai propri dati (e ai programmi per gestirli) da qualunque computer in rete (ricordandosi ovviamente nome utente e password, mentre l’indirizzo del servizio… beh, almeno per quanto mi riguarda, da quando c’è Google non è più un problema), indipendentemente dal sistema operativo.
Gli svantaggi? Beh, ovviamente c’è bisogno che il computer sia connesso in rete per utilizzarli, c’è forse qualche rischio in più dovuto a possibilità di intrusione da parte di malintenzionati nei siti dei servizi, e c’è ancora una scarsa integrazione tra servizi diversi (anche quelli forniti dallo stesso provider, Google in testa).
La rivoluzione però forse è in arrivo, da parte della Mozilla Foundation (i creatori dell’ottimo browser web Mozilla Firefox), e si chiama Prism. Si tratta di una applicazione (attualmente ancora in uno stadio primitivo, ma già utilizzabile), basata sul codice della prossima versione di Mozilla Firefox (la 3.0), progettata appositamente per le web application, e che permette di scaricarne una copia in locale, da utilizzare offline (con però una sincronizzazione automatica appena ci si connette), delle web applications utilizzate, eliminando quindi il primo (e a mio avviso più importante) problema tra quelli appena citati.
Tra l’altro, Prism si va aggiungere alla lunghissima lista di programmi di ogni tipo basati su Firefox o sul suo motore di gestione delle pagine HTML (Gecko), tra cui, tolti tutti i browser tradizionali, i programmi di posta elettronica e quelli per creare pagine web, ci sono Flock (un browser ottimizzato per il social networking), Democracy (una sorta di web TV basata sul download, stile podcast), Songbird (l’equivalente open source di iTunes di Apple), Celtx (un software per la produzione cinetelevisiva, per scrivere e gestire sceneggiature, pianificare la produzione, etc…), etc… E non dimentichiamo poi l’ottimo progetto Calendar/Sunbird, sempre di Mozilla, un ottimo gestore di appuntamenti che con la versione 0.7 di Sunbird arriva a una stabilità e una utilizzabilità veramente notevole (in realtà non ho un crash o un solo problema già dalla versione 0.5). Per quanto mi riguarda, gli mancano solo due cose: un servizio ad avvio automatico che permetta la notifica degli allarmi anche a programma chiuso, e un sistema di connessione con smart phones e palmari, per sincronizzare appuntamenti e rubrica (magari in connessione con la rubrica di Mozilla Thunderbird, il programma per la posta elettronica e non solo).
PS. Non so se s’è capito, ma tutti questi ottimi programmi citati sono open source, e assolutamente gratuiti, alla faccia di chi sostiene che solo il software commerciale è davvero buono…
PPS. La Apple ha finalmente iniziato a fare un po’ di chiarezza sul lancio in Europa dell’iPhone: si partirà il 9 novembre col lancio Londinese, a cui seguirà quello Berlinese. Non si sa ancora nulla dell’Italia (nonostante sia uno dei mercati più grandi del mondo, per quanto riguarda la telefonia mobile), anche se sembra probabile un accordo con TIM (vista la partnership con O2, operatore con cui Apple è già in contatto per altri mercati europei). La notizia tragica però è il prezzo: in USA, dopo il recente ribasso di 200 dollari, l’iPhone è venduto a 399 dollari, ma a Londra costerà l’equivalente di 387 euro (quindi ben 535 dollari) e a Berlino 399 euro (557 dollari)!!! Ok, in Europa c’è l’IVA e un tasso di cambio traballante, però per l’ennesima volta dobbiamo pagare molto di più per aggeggio elettronico rispetto al mercato USA o a quello Giapponese. In più, l’iPhone funziona solo con l’attivazione di una linea dati flat, e sapete a quanto ammonterà il canone mensile? 49,45 euro al mese!!! E senza una linea dati il telefono non funziona proprio, neanche per la voce! Non vi sembra una fregatura? A questo punto, io valuterei un certo “Touch” prodotto da HTC…




