Archivio di febbraio 2008

空手! :-P

Arieccomi qua, ora vi tormento con un altro po’ di comunicazioni relative al mondo dell’informatica, quelle non entrate nel fin troppo lungo messaggio precedente! :-P

Nei giorni scorsi c’è stato il rilascio della versione 0.3.4 di ReactOS, una implementazione libera e open source di Windows, che è diventato ancora più completo e ha aumentato la compatibilità. Ora sono ancora di più i programmi per Windows, di ogni tipo, che girano bene nel sistema.

E’ arrivato a un punto importante anche Haiku (ecco il perché degli ideogrammi nel titolo del messaggio, anche se… ho scritto un’altra parola… :-P), una implementazione libera e open source del grande sistema operativo che è stato BeOS (che ha “rischiato” di diventare la base per Mac OS X poco prima del rientro di Steve Jobs in Apple, ma fu poi scelto NeXT di Jobs stesso). Il sistema, che è compatibile con l’ultima versione di BeOS, la 5 (ma punta anche all’inserimento di miglioramenti, e al momento le premesse sono interessanti) è diventato completamente autosufficiente: è ora possibile compilare Haiku… dall’interno di Haiku, senza ricorrere a sistemi operativi esterni.

Questi due sistemi operativi, insieme ad AROS, di cui ho parlato nel messaggio precedente, iniziano a costituire finalmente una interessante alternativa ai sistemi più diffusi (Mac OS X, Windows e Linux), e iniziano a essere pienamente utilizzabili e, soprattutto, a presentare interessanti funzionalità che non sempre si trovano altrove.

Infine, un altro sistema interessante (soprattutto per gli smanettoni): non ricordo se ve ne ho già parlato, ma c’è un interessante sistema operativo scritto quasi interamente in Java (eccetto, ovviamente, il cuore del sistema, quello che si interfaccia direttamente con l’hardware, che è scritto in assembly): JNode. E’ stata rilasciata ua nuova versione, con interessanti funzionalità, come il cambio a caldo dei dischi, il supporto a NFS (un filesystem di rete come SMB) ed HFS+ (il filesystem di Mac OS X). E’ tra l’altro compatibile al 99% con le API di Java 6, grazie all’integrazione con OpenJDK.

Cambiando argomento, Nintendo ha in questi giorni fatto due importanti annunci: prima di tutto, ha annunciato che, per il mercato europeo presto alle virtual console verranno aggiunti i giochi del Commodore 64. Si partirà con International Karate+ e Uridium! Per acquistarli dallo store serviranno 500 Wii Points (5 euro). Il secondo annuncio è relativo invece a Wiiware, ovvero la possibilità di acquistare, sempre dallo store online, programmi e giochi nativi Wii (scritti anche da piccoli team e sviluppatori indipendenti), sempre a prezzi bassi, cosa attesissima un po’ da tutti. La data prevista per il lancio è il 12 maggio… almeno per gli USA. Non si sa ancora nulla della data italiana, e si partirà con grandi sviluppatori (tra cui Square Enix, i creatori della saga di Final Fantasy, e Telltale Games, i creatori della saga “a puntate” dello storico Sam & Max), passando poi anche agli sviluppatori indipendenti. Microsoft intanto, col suo Live Arcade, non sta a guardare, e annuncia che renderà disponibili più di 1000 giochi gratuitamente. Considerando che anche Sony ha un servizio analogo… la concorrenza fa ben sperare per noi utenti finali…

E sempre a proposito di Microsoft (che in questi giorni è stata costretta a pagare la sua terza megamulta da parte dell’antitrust europeo per il solito abuso di posizione dominante), ha annunciato che ha intenzione di aprire il codice di alcuni prodotti e formati, facilitando l’interoperabilità con altri sistemi e programmi. Speriamo bene… (se le API di sistema di Windows fossero realmente aperte e documentate, senza particolarità segreti, sistemi come Wine e ReactOS avrebbero una vita certamente più facile nell’ottenere la compatibilità con Windows, e lo stesso vale ad esempio per i programmi che devono gestire file creati da Microsoft Office…).

Per finire… non so se ve ne siete accorti, ma la guerra tra i due formati domestici per lalta definizione, tra HD-DVD e Blu-ray, è finita! HD-DVD, dopo l’abbandono di importanti major proprio questo mese, ha dovuto definitivamente arrendersi al Blu-ray di Sony, e Toshiba stessa, che aveva promosso il formato HD-DVD, ne ha annunciato in questi giorni la morte. I risultati non si stanno facendo attendere, e i prezzi dei nuovi lettori Blu-ray disponibili sul mercato e in uscita sono sensibilmente più bassi rispetto a soli 2 mesi fa. Forse è ancora un po’ presto per sostituire i propri DVD con le versioni ad alta definizione, ma almeno una certezza l’abbiamo, quando avremo tutti delle belle TV piatte full HD (altrimenti l’alta definizione non serve a niente), avremo un solo formato, il Blu-ray.

Tra l’altro, qualcuno paragona la guerra tra HD-DVD e Blu-ray a quella che ci fu a suo tempo tra VHS e Betamax (ovviaente vinse il VHS, sconfiggendo il Betamax di Sony), ma secondo me non è assolutamente la stessa cosa. In quel caso il Betamax era nettamente superiore, e fu scelto il VHS proprio perché le major cinematografiche erano spaventate dalla possibilità di fare copie ad alta qualità dagli originali Betamax, rispetto a quanto si sarebbe potuto fare con le VHS. In questo caso invece sostanzialmente i due formati si equivalgono, con delle differenze nel solo supporto fisico (più capiente il Blu-ray, ma anche più costoso e difficile da produrre e gestire), mentre i contenuti sono praticamente gli stessi (stessi formati video e audio, stessa qualità, funzionalità multimediali simili, con qualche particolarità a favore dell’HD-DVD, come ad esempio l’assenza delle divisioni in regioni tipiche dei DVD che abbiamo visto fino a ora).

Ok. Avrei voluto parlarvi anche di alcune recenti controverse dichiarazioni del mitico Alexey Pajitnov (il creatore dello storico e, per quanto mi riguarda, splendido videogioco Tetris), ma… anche stavolta mi sono dilungato fin troppo, quindi sarà per la prossima volta…! ;-)

PS. Spero riusciate a visualizzare i kanji che ho usato nel titolo del messaggio (sono salvi gli utenti Mac… :-P)…! ;-)

PPS. Ecco una seconda recensione del Minimig realizzato da ACube, una reimplementazione hardware di Amiga 500, di cui ho parlato nel precedente messaggio.

PPPS. E’ terminato, purtroppo, l’ottimo programma radiofonico “Il gatto di Schroedinger“, della Radio Svizzera, disponibile anche come podcast, che parlava delle… incertezze della scienza (con un titolo così… ;-)), sigh! :-(

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Post… per i non deboli di cuore…! ;-)

Ho più volte parlato degli sviluppi della nuova Amiga, che sta lentamente tornando in vita, grazie ad AmigaOS 4, e all’hardware realizzato anche da una piccola società italiana, la ACube Systems, la scheda SAM440EP, su cui presto girerà il sistema (basta fare una ricerca nel blog con la casella di ricerca a lato per trovare più di un messaggio a riguardo).

Beh, ci sono un po’ di novità che lasciano ben sperare per questa rinascita.

Prima di tutto, AMCC, il produttore del processore montato sulla SAM440EP, ha rilasciato un nuovo processore, il 440EPr (lo ricordo, per chi non ha letto gli altri messaggi, analogo ad un PowerPC G4, ma con caratteristiche molto interessanti), migliorato sotto molti aspetti, in particolare per quanto riguarda i controller di periferica integrati (come il precedente, è un SoC, ovvero System on Chip, e quindi integra i controller di periferica, compresa la gestione della RAM, di solito nei PC gestiti dai chip esterni denominati Northbridge e Southbridge) e il consumo energetico (di circa 3,5 watt!!!), e questo lo rende ancora più interessante per i mercati embedded e… per Amiga… :-P

Intanto, AmigaOS 4, è stato rilasciato, oltre che per i nuovi hardware PowerPC, anche per gli Amiga classici dotati di schede aceleratrici PowerPC (sostanzialmente Amiga 1200, Amiga 3000 e 4000, con diverse possibilità per quanto riguarda la scheda PowerPC), ed è distribuito proprio da ACube.

Sempre i tipi di ACube, inoltre, hanno realizzato industialmente e distribuiscono una implementazione del Minimig di Dennis Weeren, ovvero un hardware che riproduce un Amiga 500, utilizzando la CPU originale (Motorola 68000), e implementando però tutti i chip custom della motherboard (tra cui il celebre chip sonoro Paula) mediante un FPGA (per chi non lo sapesse, gli FPGA sono dei chip hardware programmabili via software, in modo da svolgere diverse funzion, potendo emulare chipset complessi o addirittura processori) che implementa, appunto, il chipset OCS di Amiga 500. Il lettore di dischetti è stato sostituito da un lettore di SD cards (usato per leggere anche il kickstart di Amiga, oltre che il programma da caricare all’accensione nell’FPGA), e l’uscita video TV è stata sostituita da una uscita VGA (con una buona qualità di scaling dalla risoluzione PAL). Trovate una recensione qui: http://obligement.free.fr/articles/minimig.php (mediante le icone a sinistra è traducibile in inglese e anche in italiano).

Sempre sul fronte FPGA e riproduzione hardware, c’è un altro progetto interessante: NatAmi, che sta per Native Amiga. Lo scopo del progetto non è tanto quello di realizzare una reimplementazione hardware di un modello di Amiga del passato (nello specifico, la versione attuale è molto simile a un “Amiga 1200 miscelato con un Amiga 3000“), riproducendone anche eventuali bug, quanto piuttosto di realizzare una sorta di evoluzione di quei modelli, insomma realizzare l’Amiga 5000 che avrebbe potuto realizzare Commodore se non fosse fallita. Utilizza un processore Motorola 68030 (come quello dell’Amiga 3000, migliore del 68EC30 presente invece nell’Amiga 1200, che ne è una versione ridotta, più economica), che però non credo sia accompagnato dalla relativa unità FPU (floating point unit, l’unità in virgola mobile, per i calcoli decimali) esterna (anche se, vedendo le foto della scheda madre e della scheda CPU, potrebbero averne implementato le funzioni con qualche FPGA opportunamente programmato) e riproduce il chipset AGA di Amiga 1200 e Amiga 4000 (Amiga 3000 aveva invece il precedente chipset ECS, come Amiga 600), non disdegnando però un occhio a tecnologie più moderne, con l’uso di moduli di memoria più moderni e uno slot PCI.

Non so fino a che punto possa essere utile un progetto del genere, anche se sarebbe interessante vederli spingere ancora oltre, magari anche sul fronte software (al momento stanno testando tutto con AmigaOS 3.1), iniziando ad utilizzare massicciamente la MMU (memory managment unit, introdotta per la prima volta nella serie 68xxx proprio col processore 68030), magari utilizzando il processore 68040 (decisamente più potente del 68030, e con una FPU interna; era utilizzato su Amiga 4000), o anche l’interessantissimo (e mai usato su Amiga, purtroppo, visto che Commodore era già fallita) 68060, l’ultimo della serie 68xxx prima che Motorola (ora Freescale) si dedicasse solo ai PowerPC, introducendo nativamente in Amiga tecnologie come l’USB2, il FireWire, il SATA e magari supportando il multiprocessing (possibile con la serie 68xxx fin dal 68020)…

Notare che la serie 68xxx (e il 68000 in particolare) è ancora utilizzatissima in ambito industriale ed embedded, visto che come architettura è stabilissima, sicura e… molto nota. Certo… non viene usata più per i computer…

Infine, AROS, il sistema operativo open source che reimplementa (migliorandolo) AmigaOS (con lo scopo di avere una compatibilità con AmigaOS 3.1) su computer con processori Intel, diventa sempre migliore, anche per quanto riguarda l’interfaccia grafica e l’usabilità. Tante aggiunte e miglioramenti lo hanno reso ora un sistema abbastanza stabile e potente, con supporto per l’hardware moderno migliorato, e finalmente sta arrivando anche qualche software interessante. Oltre al porting di SimpleMail (un programma per la posta elettronica), è a buon punto lo sviluppo di un browser internet basato su Webkit (il cuore open source del broser Safari, oltre che di Konqueror di KDE). E’ stato inoltre realizzato un porting su piattaforma Intel/AMD a 64 bit, che fa anche un uso di base della MMU per avere una limitata protezione della memoria, ed è in via di realizzazione un porting per SAM440EP. E’ anche partito un progetto per integrare UAE, l’emulatore hardware Amiga, in AROS, in modo da poter utilizzare direttamente il software Amiga classico emulando l’hardware ma utilizzando le librerie di sistema di AROS al posto di quelle di AmigaOS originale (esattamente come succede con l’emulatore Petunia in AmigaOS 4).

Ok… volevo anche riportare qualche novità sempre legata all’informatica (ma non ad Amiga), ma… mi sa che mi sono dilungato già fin troppo, quindi… sarà per un prossimo post…! ;-)

PS. La notizia girata invece a inizio febbraio, per cui Opera era intenzionata a fare il porting del proprio browser web sia su Amiga classic che sui nuovi Amiga PowerPC era una bufala… :-(

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Visioni 2008

Ecco il programma della rassegna cinematograficaVisioni 2008“, al cinema Partenio di Avellino (cliccate sull’immagine per scaricare il PDF).

programma rassegna Visioni 2008 - CLICCARE per scaricare il programma

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E’ uscito…! :-)

(tutti i possessori di Leopard sanno a cosa mi riferisco…! ;-))

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Non ci sono solo loro…

In questi giorni è partita (e arrivata) la missione spaziale NASA/ESA che, mediante lo Shuttle “Atlantis“, ha portato il modulo europeo (in gran parte costruito in Italia) “Columbus” sulla “ISS” (la Stazione Spaziale Internazionale).

Atlantis è il più vecchio dei 3 Space Shuttle ancora attivi, dei 6 costruiti (il più vecchio, chiamato “Enterprise” in omaggio a Star Trek, ha volato solo in atmosfera, e i due successivi, si sono entrambi disintegrati: il “Challenger“, nel 1986, durante il decollo nella sua decima missione, e il “Columbia“, che era stato il primo a volare nello spazio, nel 2003, durante l’atterraggio della sua ventottesima missione).

E’ previsto il “mantenimento in vita” dell’Atlantis fino al 2010, ma non sono previste missioni oltre il 2008 (eh, si, quest’anno). Gli altri due Shuttle, “Discovery” e “Endevour“, hanno missioni programmate fino al 2010. Dopo… non ci saranno più Shuttle. Li si tiene quindi in vita quel tanto che basta per completare l’assemblaggio dell’ISS.

Gli Shuttle non sono mai andati sulla Luna, ne altrove. Non sono stati progettati per questo. Hanno svolto esperimenti scientifici in assenza di gravità, portato (e riparato) satelliti (anche commerciali) e telescopi nello spazio, e fatto viaggi verso la stazione spaziale russa (la “MIR“, non più i orbita) e la ISS.

E dopo? La NASA è nella fase di progettazione e test del successore dello Space Shuttle, la navetta “Orion“, da lanciare nello spazio mediante i razzi vettori “Ares“, esattamente come succedeva nell’era pre-Shuttle, con le navicelle “Apollo“, lanciate dai razzi “Saturn“. Un “ritorno al passato”, insomma (ma con una sicurezza molto maggiore rispetto agli Shuttle). Con le missioni Apollo si è andati sulla Luna (e poi non ci si è più tornati), con Orion… si tornerà sulla Luna, e si andrà, a quanto pare, anche su Marte.

Perché faccio tutto questo papiello? Perché stavo pensando che, per uno che, come me, apprezza (da profano ovviamente, da semplice… sognatore) i viaggi spaziali, è facilissimo trovare informazioni in rete e in TV su tutto quello che riguarda la NASA, in particolare sui programmi Apollo, Shuttle e Orion. Mediamente, tra History Channel (che, per fortuna, non trasmette solo documentari su Hitler e i suoi compari…! ;-)) e i vari canali del gruppo Discovery (in particolare Discovery Science), riesco a beccare, quando va bene, anche 2-3 documentari al mese sull’esplorazione spaziale passata, presente e futura.

Almeno però… per quanto riguarda la NASA… perché di quello che ha fatto l’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea) praticamente non si parla mai (qualcosina ogni tanto la fa, e il laboratorio Columbus ne è un esempio), e non si parla mai perfino del programma spaziale russo, che non mi pare abbia contribuito alla storia dell’esplorazione spaziale meno della NASA…

Non ho mai visto un documentario su “Sputnik“, “Soyuz” e, soprattutto, “Buran“… e francamente mi interesserebbe molto… (è pure vero che i Russi, per molto tempo, sono stati piuttosto… “riservati”, riguardo certe cose…).

A proposito, la Virgin è quasi pronta per partire col proprio programma di turismo spaziale… anche se sospetto che non potrò permettermi tanto presto un loro biglietto…! ;-)

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“Tutto per bene”

Se siete di Salerno e dintorni (ma anche Avellino, etc…), vi consiglio vivamente la rappresentazione teatrale “Tutto per bene” di Pirandello, presso il teatro dell’Istituto “Antonio Genovesi”. Io l’ho vista ieri sera, insieme alla mia dolce metà ed è stata per entrambi una piacevolissima sorpresa, oltre ogni più rosea previsione.

Anche se magari non siete assidui frequentatori del teatro (come me), ve la consiglio senza riserve. Gli attori sono tutti bravissimi, e anche la “cornice” è molto piacevole.

Tutto per bene - CLICCARE per scaricare la locandina

Interpreti: Sonia D’Ambrosi, Anna Maria Fusco Girard, Geppino Gentile, Andrea Iannone, Silvio Leone, Roberto Lombardi, Giulia Sonetti, Enzo Tota.

Regia: Marcello Andria

E’ possibile vederlo sabato (21:15) e domenica (19:00), fino al 17 febbraio.

Ecco il foglio di sala.

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