Archivio di aprile 2008

Finalmente…

Finalmente Apple, con un aggiornamento software automatico per Mac OS X, ha rilasciato una nuova versione di Java, che per la prima volta include anche Java 6. Notare quell’”anche”. Effettivamente l’aggiornamento include la “nuova” versione (che per Linux e Windows era disponibile da molto tempo), ma non elimina la versione precedente, e dopo l’aggiornamento la versione usata, a meno di non selezionare espressamente la nuova rimane comunque la precedente. Quindi… attivate la nuova, dalla cartella Java, tra le Utilità, selezionando Preferenze Java (da qui potete impostare sia la versione da usare per le applet Java nelle pagine web, che quella da usare con programmi Java). Potete verificare la versione di Java attiva da Terminale, col comando:

java -version

Tenete presente che, come per Linux e Windows, non esiste una versione del plug-in Java per i browser internet a 64 bit, e la versione di Java 6 per Mac OS X è solo a 64 bit, quindi sia con Safari che Firefox vale comunque la pena di lasciare impostata la versione precedente (altrimenti viene comunque usata quella).

In effetti è comodissimo, oltre al fatto di non doversi preoccupare di scaricare manualmente diverse versioni di Java e controllare di avere sempre l’ultimo aggiornamento, anche il fatto di poterne avere diverse versioni installate, potendo scegliere con un click quale usare, sia per le applet web che per i programmi standard (io ho impostato la versione 6 a 64 bit per i programmi, e la 5 a 32 bit per le applet).

Oggi Apple ha anche aggiornato la propria linea di computer, sostituendo la gamma iMac con nuovi modelli, uguali esteticamente, ma più potenti (in alcuni casi anche non di poco), e a prezzo più basso (mediamente i vari modelli costano circa 200 euro in meno rispetto ai corrispondenti modelli precedenti). In sordina, è stata anche ritoccata la gamma Mac mini, non aggiornando i computer, ma abbassando i prezzi, rendendoli decisamente appetibili, anche rispetto a quella specie di clone Mac di cui parlavo qualche giorno fa.

Perché “quella specie di clone Mac”? Beh, perché a quanto pare non si possono neanche definire cloni Mac. Stanno arrivando i primi esemplari a chi li aveva ordinati con Mac OS X preinstallato e, stando ai primi filmati diffusi in rete, non sono altro che normali PC assemblati, con un normale BIOS, e non il firmware EFI usato dai Mac (o qualcosa di compatibile), con presumibilmente una delle note versioni di Mac OS X modificate (illegalmente…) per essere installata su un normale PC. Considerata la poca chiarezza nell’intera operazione, il fatto che probabilmente non è del tutto legale, il fatto che aggiornamenti di sistema potrebbero rendere inutilizzabile il computer, e che non è possibile installare una copia normale di Mac OS X (non senza modifiche) direi che, per quella cifra, è decisamente più consigliabile l’acquisto di un decisamente più bello Mac mini (che tra l’altro non fa assolutamente il rumore, dovuto alle ventole, che ho sentito nel primo video su uno di questi computer). Apple poi, non si è ancora fatta sentire…! ;-)

PS. A proposito, proprio in questi giorni Java è diventato realmente, in ogni sua parte, un prodotto open source! :-)

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La tecnologia aiuta il cinema indipendente…

Da un po’ di tempo a questa parte parlo abbastanza (non spessissimo, ma abbastanza…) di come i progressi tecnologici stiano aiutando tantissimo il cinema, offrendo tecniche e tecnologie sempre più innovative, potenti e versatili, a prezzi sempre più bassi, fornendo sempre maggiori possibilità anche ai team piccoli, ai film-maker indipendenti, e agli studi di produzione slegati dalle major, di produrre non più solo contenuti di qualsiasi livello, ma anche… “contenitori” di livello paragonabile a quelli delle major.

Ho parlato più volte delle camere Red One, la camere digitali a 4k a basso costo e compatibili con gli accessori per le macchine da presa tradizionali a pellicola che, da attesa speranza si sono trasformate in una consolidata realtà, con cui si stanno girando già molte produzioni nel mondo (e presto anche in Italia…). A queste si aggiungeranno presto la sorella minore Scarlet (a 2k, e piccolissima), e la Epic (a 5k di risoluzione, con un framerate fino a 100 fotogrammi al secondo), nel 2009.

Il flusso di lavoro con queste camere è consolidato, e non più legato all’accoppiata Apple Final Cut Pro + Assimilate Scratch (e vengono usate quindi anche con sistemi di montaggio Avid e perfino Adobe Premiere Pro, e con software di color correction vari).

Prestissimo arriverà anche una gamma di obiettivi a focale fissa (prime) prodotti da Red stessa, di buona qualità (ma già altri produttori, come Cooke, hanno lanciato linee specifiche per queste camere, e lo stesso hanno fatto molti produttori di accessori per macchine da presa 35mm).

Ora si può davvero girare senza preoccuparsi dei costi e dei problemi dati dalla pellicola, con una versatilità estrema, gestendo la post-produzione molto più velocemente e con una qualità superiore.

E anche la proiezione ha iniziato il suo cammino verso il digitale a 2k e 4k. La Sony, in particolare, con la linea di proiettori a 4k SXRD, proposti a un prezzo finalmente… accettabile (e anche l’associazione degli esercenti italiani, l’ANICA, forse si sta svegliando dal torpore che l’ha avvolta fino ad ora, e si è accorta dei vantaggi della proiezione digitale, come del resto Kodak che, resasi conto che la fine della pellicola è alle porte, anche in ambito cinematografico, è in prima linea per la definizione di uno standard per la distribuzione e proiezione di contenuti cinematografici digitali).

Un sistema di montaggio e post-produzione video completo basato su Final Cut si Apple costa un migliaio di euro, e ci si possono montare contenuti di livello cinematografico.

E ora perfino il grande antagonista di Final Cut, in passato uno standard (in Italia lo è ancora), ma ora in leggera difficoltà, ovvero Avid, si sta dando una mossa. Prima di tutto, con la prossima versione, in uscita a giugno, unificherà la linea Xpress Pro con la più professionale linea Media Composer (che già a suo tempo si era unificato con Film Composer), ottenendo un unico prodotto per i montaggio off-line proposto a un prezzo molto più basso, praticamente quello che aveva prima il meno costoso dei due, Xpress Pro (comunque più alto rispetto all’intera suite Final Cut Studio, ma… è già un grandissimo passo avanti). Inoltre, verrà finalmente aggiunto il supporto per nuovi formati e codec (che Final Cut Pro supporta da un po’…), e verranno finalmente supportati Mac OS X LeopardWindows Vista (l’attuale software, in ambito Windows, gira solo sotto XP, e in ambito Mac solo fino a OS X 10.4). A questo punto… si può quasi sperare per una versione a 64 bit…! ;-)

Il punto comunque è che ormai diventa sempre più facile mettere su un team di produzione e/o post-produzione, ottenendo risultati inimmaginabili fino a poco tempo fa, a una frazione dei costi.

A proposito, il sistema di color correction Scratch da qualche giorno… costa circa 20000 € di meno…! ;-)

PS. Un’altra volta magari parlerò anche dei nuovi sistemi di distribuzione e fruizione dei contenuti alternativi alle attuali sale cinematografiche…

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Solo Apple…! ;-)

Sono sempre più insistenti le voci relative a un quasi imminente lancio in Italia dell’iPhone di Apple (ma non quello attuale: direttamente un nuovo modello di terza generazione (quindi UMTS), inizialmente con la sola TIM, ma sbloccato e quindi utilizzabile direttamente in maniera libera con qualsiasi scheda SIM).

Inoltre, Psystar, una società americana che qualche giorno fa ha annunciato la produzione di computer compatibili coi Mac (ma di prezzo inferiore), e su cui è installabile il sistema operativo Mac OS X senza operazioni vicine all’hacking, e che in un secondo tempo aveva fatto nascere qualche dubbio relativo alla serietà della cosa, sembra non si stia invece rilevando una truffa, e i primi computer ordinati (sono ordinabili anche con Mac OS X preinstallato, in barba alla licenza d’uso del sistema, che ne concederebbe l’utilizzo solo su sistemi prodotti da Apple) sono in arrivo. Apple, sempre molto dura verso questo tipo di operazioni (e con un passato in cui autorizzava la produzione dei cloni dei Mac, operazione però interrotta subito col ritorno di Steve Jobs in Apple) non si è ancora pronunciata a riguardo (ma Steve Wozniak, co-fondatore di Apple insieme a Jobs, e non più dipendente Apple, anche se a questa è ovviamente ancora legato, ha annunciato che è interessato all’acquisto di uno di questi computer). Staremo a vedere…

Intanto sono stati pubblicati gli ultimi risultati fiscali di Apple, che mostrano un incremento record e, per la prima volta da molto tempo a questa parte, la crescita non è dovuta prevalentemente alla sola linea iPod, ma anche, finalmente, ai computer Mac.

Ed ecco la notizia-bomba di oggi: Apple ha acquistato P.A. Semi, la società che produce i processori della famiglia Power (la famiglia creata da IBM “padre” dei processori PowerPC che tanto amo), ad alte performance e basso consumo, di cui ho parlato varie volte parlando del possibile futuro di Amiga. Che dire, prima del passaggio ai processori prodotti da Intel, a quanto pare, Apple aveva valutato anche la possibilità di adottare questi processori al posto di quelli usati al momento (i G4 prodotti da Freescale/Motorola, a 32 bit, e i G5 prodotti da IBM, a 64 bit), ma ora, dopo aver adottato i processori Intel, la mossa appare alquanto strana, e rimette in discussione tutte le ipotesi che si erano fatte relativamente ai prossimi modelli di iPod e iPhone, o all’uscita si un superportatile prodotto da Apple (tutti erano convinti che si sarebbero utilizzati i nuovi processori Atom prodotti da Intel, invece degli attuali ARM, ma… questo ora rimette in discussione tutto…). Anche qui, non resta che stare a vedere gli sviluppi…

PS. Da oggi il sito di P.A. Semi è offline per il superamento della banda, a causa evidentemente dei troppi accessi, proprio come successo qualche giorno fa al sito di Pystar. Questo dimostra quanto sia grande l’interesse, quando si parla di Apple…

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Annunci e voci dal mondo informatico

Eh, come ho detto nel messaggio precedente, domani esce “Mario Kart Wii“, e il 24 esce “Wii Fit“, ovviamente entrambi esclusivamente per Wii. Due ulteriori titoli da aggiungere alla mia wish list, insieme a “Guitar Hero“, “Link’s Crossbow Training“, “Resident Evil 4 Wii“, etc…

Fra non molto, inoltre, dovrebbe partire, anche in Italia, il canale “WiiWare“, che offrirà piccoli giochi scaricabili a prezzo ridotto prodotti inizialmente dalle normali software house, e successivamente anche da sviluppatori e team indipendenti. Nei giorni scorsi, infine, ai giochi emulabili dalla Virtual Console, si sono aggiunti i primi giochi per Commodore 64.

Voci di corridoio parlano, per il futuro prossimo, di un abbassamento radicale dell’attuale confezione del Wii (in bundle con “Wii Sports“), e dell’uscita di un secondo bundle, comunque a prezzo più basso rispetto a quello attuale, con “Mario Kart Wii“. Si parla anche di un terzo bundle con 2 Wiimotes e 2 giochi, di cui però si sa ancora poco.

Intanto la Microsoft ha annunciato (mostrando anche uno schema) che realizzerà un telecomando per la propria Xbox 360 similissimo a quello del Wii.

Infine, a quanto pare, almeno per gli utenti del Regno Unito, su Wii dovrebbe comparire il player iPlayer, che permetterà di vedere gratuitamente, in streaming, un sacco di programmi prodotti dalla TV inglese BBC.

A proposito, Joost, il programma per Windows e Mac creato dagli autori di Skype che serve a vedere la TV in rete combinando la tecnologia dello streaming a quella del peer-to-peer, di cui avevo parlato in passato, non sembra aver attirato tutti i creatori di contenuti previsti, almeno al di fuori degli USA, e si prepara, purtroppo, a un radicale ridimensionamento, continuando per il solo mercato USA! :-(

Infine, due voci di corridoio riguardanti Apple: a quanto pare dovrebbe annunciare la seconda versione di iPhone, lo smart phone che tanto ha fatto discutere (sia positivamente che negativamente) in corrispondenza con la conferenza degli sviluppatori di giugno (forse poco prima), e dovrebbe supportare le reti 3G (sia UMTS che HSDPA). Inoltre, potrebbe tornare una vecchia conoscenza del mondo Apple, ovvero Yellow Box, che sostanzialmente era un insieme di tool e librerie che permettevano di sviluppare, da Mac, programmi, oltre che per Mac, anche per Windows, sfruttando le stesse librerie di Mac OS X, facilitando molto il porting di programmi tra i due sistemi. Il browser web Safari sembrerebbe proprio un primo esempio di programma scritto sfruttando una versione preliminare di questa sorta di successore di Yellow Box (che, se ricordo bene, comparve alla prima apparizione di Mac OS X, durante il periodo di transizione da Mac OS 9, alla nuova, rivoluzionaria, architettura basata su microkernel Mach, e sottosistema BSD UNIX).

PS. Nei prossimi giorni, aggiornerò e riorganizzerò i link presenti a lato (che trascuro da troppo tempo), e inizierò a inserire qualcosa nelle pagine delle Segnalazioni e consigli, che non ho mai curato abbastanza. Sto anche pensando di aggiornare un pochino il tema grafico del sito, lasciandone però inalterato lo schema e le funzionalità…

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Guidare con allergia! :-P

Anche se non sembra, è arrivata la primavera, che spesso porta con se allergie (per i pollini di vario tipo, e non solo). Beh, a quanto pare, questo aumenta anche il rischio di incidenti automobilistici, non tanto perché ci si mette a starnutire mentre si è alla guida, ma per via della sonnolenza data, come effetto collaterale, dai farmaci presi per contrastare gli effetti delle allergie.

Ecco allora un opuscoletto realizzato proprio per aiutarci ad affrontare meglio la cosa :-P

http://www.corriere.it/Pop-up/pdf/guidare_con_allergia.pdf

PS. Domani esce “Mario Kart Wii” e, il 24, “Wii Fit“! :-)

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Aggiornamento blog

Ho appena aggiornato il software che gestisce il blog, WordPress, alla versione 2.5.

A differenza di tutte le altre volte, l’aggiornamento è sostanziale, una piccola rivoluzione, quindi… spero proprio sia andato tutto bene. :-P

A prima vista non sembra ci siano problemi (in particolare per quanto riguarda il tema grafico), però, se doveste notarne, fatemelo sapere.

PS. Non ho avuto ancora modo di esplorare il nuovo pannello di amministrazione e le nuove features, ma a prima vista il nuovo modulo di inserimento dei testi in maniera visuale, completamente riscritto, funziona decisamente meglio, anche con Safari (che comunque presentava ancora qualche minimo problema qua e là, nella precedente versione, mentre ora sembra finalmente perfetto, davvero… :-P), ed ha un aspetto decisamente più piacevole (come del resto la grafica di tutto il modulo d’amministrazione).

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Ogni tanto… parlo pure di cinema…! ;-)

Questo sabato (rigorosamente nel primo pomeriggio, con la sala praticamente vuota, cosa che ormai mi piace sempre di più), insieme alla mia sempre più dolce metà, mi sono finalmente guardato l’atteso “Juno” e… m’è piaciuto! :-P E’ esattamente il tipo di film che piace a me: non è esattamente una commedia, ma non è neanche un film drammatico, non ci sono esplosioni e inseguimenti, ma tiene comunque incollati allo schermo, non si ride dall’inizio alla fine, ma in molti momenti si sorride, lasciandosi semplicemente portare dalla storia, dalla musica, dalla regia fresca e interessante quanto basta, dalla protagonista particolarissima.

E’ il tipo di film di cui mi piacerebbe scrivere la sceneggiatura (a proposito, la sceneggiatrice è un altro tipetto piuttosto particolare…) e, a pensarci, ogni anno, per fortuna, riesco a vedere un nuovo film di questo tipo, indipendente, leggero ma non troppo, semplice… bello… e vengono tutti dagli States! Perché in Italia nessuno fa un film così? Perché in Italia si parla solo di storielle d’amore insulse da una parte, o polpettoni pseudostorici dall’altra (con al centro gli immancabili cinepanettoni, con contorno di comici televisivi napoletani, che ora vanno tanto di moda…)?

Semplicemente… consigliato! :-P

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L’atomo si fa più grande…! ;-)

Chi mi conosce da un punto di vista informatico probabilmente sa che ho sempre avuto una predilezione, in ambito desktop, mainframe e embedded, per le architetture PowerPC (quella che Apple qualche tempo fa ha abbandonato, in favore di Intel) e Power e, in ambito palmare, per le architetture ARM. Sono architetture basate su un set di istruzioni RISC, quindi semplice ed efficiente, oltre che (ma questo è un parere esclusivamente personale), piacevole da programmare. Sia i processori ARM che tutte le ultime implementazioni PowerPC e Power (da AMCC, a Freescale, a P.A. Semi) consumano spesso pochissimo, e sono dei cosiddetti SoC (System on Chip), ovvero implementano direttamente nel processore le funzionalità normalmente svolte, ad esempio in un PC, da processori esterni, per controllare la RAM, i bus e le periferiche, in genere, etc…, semplificandone moltissimo l’adozione in dispositivi di qualsiasi tipo (e riducendo ulteriormente costi e consumi).

Beh… Intel però ultimamente si sta muovendo benissimo in tutti gli ambiti in cui è lanciata, compresi quelli in cui era meno forte. Sappiamo tutti della supremazia assoluta di Intel in ambito desktop, con la linea Core: il suo unico concorrente, AMD, che in passato aveva proposto soluzioni superiori a quelle di Intel sia per quanto riguarda le performance che per i consumi, fatica ora a tenere testa e Intel, che produce processori sempre più potenti (aumentando non tanto la frequenza di lavoro, ma migliorando i set di istruzioni e aggiungendone di nuovi, e migliorando l’architettura a core multipli), e abbassando nel contempo sempre di più i consumi energetici (e di conseguenza anche il calore prodotto, il rumore prodotto dalle ventole che devono raffreddare i processori, la durata delle batterie dei dispositivi portatili…).

Anche in ambito server (o comunque… nella fascia dei supercomputer) però Intel ha appena fatto interessanti annunci. La sua linea di processori ad altissime prestazioni Xeon si comporta molto bene, ma consuma molto. Beh, Intel ha appena annunciato nuovi processori di questa linea, con consumi analoghi (o quasi) ai processori destinati ai computer domestici.

La vera novità però non è questa: Intel ha appena presentato la nuova linea di processori Atom. Sono molto piccoli, e consumano pochissimo (da meno di 1 W a meno di 3W), e questo li rende adatti all’impiego in dispositivi portatili come i palmari o gli smart phones (mercato attualemente dominato da ARM: sono ARM quasi tutti i processori usati nei cellulari negli smart phones, nei Game Boy Advance, nel Nintendo DS, nell’iPhone…). Ma non è tutto, oltre ai bassi consumi, c’è l’efficienza: Intel sostiene che questi processori, a 32 bit e sia in versione a singolo core che dual core, sono in grado, oltre che di svolgere operazioni comuni, come la navigazione nel web, etc…, anche di visualizzare contenuti video in half e full HD. C’è poi la ciliegina sulla torta: sono completamente compatibili col set di istruzioni a 32 bit x86, lo stesso dei PC e dei Mac, il set di istruzioni (per la verità piuttosto incasinato, visto che è stato esteso con gli anni, mantenendo però sempre la compatibilità col passato, e questo è uno dei motivi per cui i processori Intel non mi sono mai piaciuti tantissimo…) più noto e conosciuto (ehm… però per lo stesso motivo la maggior parte dei virus esistenti è per processori x86…).

Infine, rispetto a soluzioni Power, PowerPC e ARM, anche i costi sono competitivi. Che dire… AMD, visto che solo tu puoi competere, datti una mossa. La concorrenza non può che fare bene a tutti…

PS. Che titolo del cavolo…! ;-)

PPS. Ho letto ieri una cosa abbastanza sconvolgente sul kernel Linux: lo sapete che, attualmente, la parte più grande dello sviluppo non è svolta da programmatori che lo fanno per pura passione, in maniera del tutto indipendente, ma da dipendenti di società (IBM, Red Hat, Nokia, Novell, SuSE, etc…), interessate a migliorare il supporto di Linux per i propri prodotti (come del resto è giusto che sia)? Perché cavolo allora anche NVIDIA, dopo ATI, non di sa una mossa e rilascia versioni open source dei driver per le proprie schede grafiche (tra l’altro proprio di recente è saltato fuori uno studio secondo cui la maggior parte dei crash di Windows Vista è dovuta a problemi causati dall’hardware NVIDIA… :-P).

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